Casa verde casa

10 02 2010


Beppe Grillo parla di bioedilizia

Ecosostenibilità e bioedilizia: il sogno di oltre 6 italiani su 10 quando pensano alla casa ideale, con un 68,4% di cittadini che la vorrebbe coibentata in legno e calcestruzzo. Ma poi, nella realtà, quest’anima verde deve scontrarsi con alcuni impedimenti. Come emerge da una recente indagine condotta dal sito Casa.it (il maggiore portale sul mercato immobiliare italiano), solo il 32,8% del campione intervistato abita in una casa ecologica, sostenibile e passiva mentre la stragrande maggioranza, vale a dire il 58,4%, si ritrova a vivere in una struttura che non rispetta affatto questi criteri. Fortunatamente per l’ambiente l’indagine dimostra l’anima verde degli italiani., dal momento che oltre la metà degli intervistati (56,8%) conta di compiere lavori di ristrutturazione energetica e il 17,5% li ha già completati.

Gli italiani si dicono attenti all’ambiente tanto che il 67,3% dichiara di effettuare costantemente la raccolta differenziata dei rifiuti. Importanti anche le quote di coloro che optano per

  • lampadine alogene, fluoro-compatte o led (59,6%)
  • elettrodomestici di classe ecologica (56,3%)
  • serramenti ad elevato livello di isolamento termoacustico (47,4%)
  • caldaie a basso consumo energetico a condensazione (40,4%)

Per la casa ideale risultano interessanti le molteplici soluzioni che l’ecologia consente, come gli impianti a parete o pavimento, i timer programmabili, gli interruttori intelligenti o i serramenti isolanti. Inoltre il 29,5% punta su articoli di elettronica di consumo ecosostenibili, il 6,6% sceglie tessuti bio, il 15,6% usa materiali riciclabili o riciclati come alluminio, vetro e plastica e il 21,3% acquista oggetti ecologici verniciati a acqua. Che si parli di abbigliamento, cosmetici, accessori tecnologici o abitazioni la dimensione ecologica dei prodotti risulta essere sempre più importante per il 43,6% degli intervistati. Tuttavia ai fini delle scelte di acquisto gli italiani reputano un fattore determinante anche la variabile prezzo / risparmio, decisiva per il 53%.

Capitolo a parte per l’efficienza energetica. L’indagine condotta da Case.it ha sondato anche il campo delle certificazioni, rese obbligatorie dallo scorso luglio per gli immobili in vendita. Numeri alla mano risulta che solo il 19,4% delle case ne è provvisto, alla maggioranza (il 28,8%) è stata assegnata la classe A, legata ad un consumo inferiore ai 30 chilowatt per metro quadro all’anno e ai 3 litri di gasolio per metro quadro all’anno. Pochissime anche le abitazioni che consentono di usufruire degli incentivi del Conto Energia, che permette di rivendere con tariffe favorevoli l’energia autoprodotta in eccesso al gestore dei servizi elettrici: il 6,6% è dotato di un impianto fotovoltaico, il 5,9% di pannelli solari vetro – vetro e lo 0,8% di un impianto eolico di piccole dimensioni.

«La sostenibilità rappresenta un tema chiave oggi al centro del dibattito pubblico e nel corso degli ultimi anni si è affermata sempre più fino a imporsi quale priorità per imprese, istituzioni e cittadini», ha dichiarato Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it.





Il ritorno dei cervelli

8 02 2010

Matteo Iannacone

La dinamica delle risposte immunitarie antivirali è al centro delle ricerche di Matteo Iannacone, medico specializzato in medicina interna all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Vincitore di numerosi premi per le sue ricerche, senior research associate alla Harvard Medical School di Boston, Iannacone coronerà il suo sogno di aprire un proprio laboratorio in Italia grazie al programma Armenise-Harvard Career Development.

La ricerca di Iannacone è incentrata sui meccanismi responsabili della migrazione delle cellule del sistema immunitario e sulle loro interazioni durante una risposta immunitaria, in particolare nei confronti dei virus. Uno dei filoni di ricerca di cui Iannacone si occuperà in Italia è quello dell’insorgenza delle epatiti virali, in particolare di quelle B e C. Si stima che oltre 600 milioni di persone siano infettate cronicamente con questi virus e che 2 milioni muoiano ogni anno per complicazioni associate alle infezioni croniche, quali cirrosi e tumore del fegato.

Grazie a tecniche d’avanguardia sperimentate alla Harvard Medical School Iannacone sta cercando di scoprire i meccanismi alla base di questa malattia. I risultati di queste ricerche potrebbero portare a nuove terapie per il trattamento delle epatiti virali croniche e potrebbero avere implicazioni per altre patologie del fegato, come le epatiti autoimmuni, il tumore del fegato o il rigetto di trapianto.

Eelco van Anken

Lo stress ossidativo, causa di molti disordini degenerativi come il diabete, le disfunzioni cardiache e le malattie neurodegenerative, è invece l’oggetto di studio di Eelco van Anken, ricercatore olandese alla University of California e presso l’Howard Hughes Medical Institute del Maryland. La risposta allo stress permette alle cellule di adattarsi a nuove condizioni ambientali o esigenze fisiologiche. Tuttavia se la risposta è eccessiva o prolungata molti disordini degenerativi. Usando tecniche biochimiche ed esperimenti in laboratorio van Anken intende comprendere cosa accade durante la trasformazione della risposta in malattia e invertire questa transizione mediante nuovi approcci terapeutici.

Lo scopo dei programmi della Fondazione Giovanni Armenise – Harvard è di

  • sostenere scienziati dotati di particolari capacità, contribuendo alla creazione di nuove aree di ricerca nel settore delle scienze biologiche in Italia
  • incentivare la mobilità internazionale
  • favorire profondi rapporti di collaborazione tra gli scienziati italiani e la Harvard Medical School

Con l’assegnazione di questi ultimi due finanziamenti la fondazione ha investito in Italia circa 18 milioni di dollari, creando 14 laboratori per i beneficiari del Career Development Award, finanziando 3 ricercatori della Harvard Medical School e premiando 21 giovani giornalisti scientifici. Il finanziamento ammonta a 200 mila dollari annui per un periodo da 3 a 5 anni e comprende il compenso commisurato alla posizione occupata, gli stipendi per gli altri membri coinvolti nel programma di ricerca e i fondi annuali per infrastrutture e strumentazione.





Amnesty denuncia la repressione in Sri Lanka

4 02 2010

Prageeth Eknaligoda

All’indomani della diffusione dei risultati delle elezioni, che il 26 gennaio hanno visto la riconferma del presidente Mahinda Rajapaksa, nello Sri Lanka si è aperta una nuova fase di repressione, soprattutto ai danni di giornalisti, attivisti politici e difensori dei diritti umani. Il centro di monitoraggio della violenza elettorale ha registrato oltre 85 episodi, tra cui due omicidi e diverse aggressioni. Lo denuncia Amnesty International, che racconta di aver ricevuto dai giornalisti dello Sri Lanka una lista di 56 colleghi che hanno subìto gravi minacce. Alcuni di essi lavorano per la Sri Lanka Broadcasting Corporation, di proprietà del governo, altri per reti private come Independent Television Network o Lak Hada Lake House. Il 29 gennaio, inoltre, gli uffici di un portale web molto popolare nel Paese, Lanka eNews, sono stati chiusi e due giorni prima delle elezioni, un giornalista che collaborava al portale, Prageeth Eknaligoda, è stato sequestrato e risulta tuttora scomparso. «Speravamo che dopo la vittoria contro le Tigri Tamil e le elezioni la repressione politica nello Sri Lanka sarebbe cessata», ha dichiarato Madhu Malhotra di Amnesty International. «Invece stiamo assistendo ad un grave giro di vita nei confronti della libertà di espressione».





Proposta un’agenzia europea per i rifiuti

2 02 2010


Intervista al presidente dell’ANCI Nino Daniele sulla questione rifiuti

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è al centro di un dossier presentato dalla Commissione Europea. «Si stima che nell’Unione Europea siano prodotti ogni anno 2,6 miliardi di tonnellate di rifiuti, circa 90 milioni dei quali sono classificati come pericolosi», si legge nel documento. «Controllare che la gestione dei rifiuti avvenga in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente rappresenta una delle sfide più importanti cui l’Unione deve far fronte attualmente».
Lo studio raccomanda l’istituzione di un’agenzia specifica a livello comunitario, «incaricata di affrontare i problemi di base legati alle carenze nell’attuazione e nell’applicazione della legislazione europea sui rifiuti». Negli ultimi anni «il problema si è aggravato a seguito dell’aumento della produzione e dei trasferimenti dei rifiuti nell’Unione allargata». Le spedizioni illegali di rifiuti rappresentano, infatti, «un’altra fonte di preoccupazione».
Da una seconda relazione «emerge che quasi un quinto delle spedizioni di rifiuti ispezionate negli Stati membri era illegale». «Il rispetto della normativa europea è fondamentale se vogliamo conseguire l’obiettivo principale della legislazione in materia, ossia proteggere la salute dei cittadini europei e preservare l’ambiente», afferma Stavros Dimas, commissario europeo per l’Ambiente.





State of Play

29 01 2010


State of Play – Trailer

State of Play è un film del 2009 diretto da Kevin MacDonald, basato sull’omonima miniserie televisiva britannica della BBC. È uscito nelle sale italiane il 30 aprile 2009.

Trama

Cal McAffrey (Russell Crowe) è un esperto giornalista vecchio stampo, poco avvezzo alle nuove tecnologie e maggiormente portato all’investigazione e al giornalismo d’inchiesta fatto di domande scomode e pedinamenti pericolosi. Stephen Collins (Ben Affleck), un tempo compagno di stanza di Cal al college, è un giovane deputato alla guida di una commissione congressuale che si occupa della gestione dei fondi per la difesa nazionale, in odore di illeciti legati ad un’azienda privata nel settore della sicurezza, la Point Corp. Quando l’assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente nella metropolitana le strade di Cal e Stephen tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane cronista Della Frye (Rachel McAdams), esperta di blog e del web, e di Anne Collins (Robin Wright Penn), moglie di Stephen ed ex fiamma (non ancora totalmente spenta) di Cal.





SOS Haiti

27 01 2010


Haiti: Clinton risponde a Bertolaso

Grazie alla mobilitazione dei centri Caritas e dei volontari di Haiti e nella Repubblica Dominicana, pur tra le difficoltà logistiche e in una situazione caotica, Caritas Italiana ha avviato diversi interventi su obiettivi limitati ma raggiungibili, in attesa di poter lanciare un piano complessivo per la fase di emergenza e programmare poi le altre fasi su larga scala.
Sono oltre 500 gli operatori attivi nella capitale Port-au-Prince. In 11 centri hanno finora provveduto alla distribuzione di kit da cucina e per l’igiene, disinfettanti e coperte per 3 mila famiglie, 30 mila litri di acqua potabile e tende destinate a più di 50 mila persone. Sono inoltre in fase di distribuzione kit sanitari per 80 mila persone e 4 milioni di pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua.
Sono arrivati da Santo Domingo 20 camion e 80 containers con aiuti alimentari e generi di prima necessità. Sono state attivate 6 cliniche mobili che forniscono cure di base e informazioni per evitare il diffondersi di epidemie. Intanto la Caritas ha riattivato, nell’ospedale San Francesco di Sales, in centro città, distrutto al 60%, una macchina per le radiografie e 2 sale operatorie. Si sta inoltre allestendo una terza sala operatoria in una struttura temporanea accanto all’ospedale.
Per i prossimi giorni si prevede di distribuire kit di base settimanali a 20 mila famiglie. Ogni kit contiene cibo in scatola, acqua potabile o pasticche per la potabilizzazione, farmaci di base con indicazioni in lingua creola, kit per l’igiene personale, kit da cucina con pentole e utensili. Cibo e tende sono stati distribuiti anche a 3 mila persone a Leogane – che è quasi completamente distrutta – e ad altre 5 mila a Grosse Morne e Jacmel.





Energia solare per il lavoro

25 01 2010


Impianti fotovoltaici per 18 scuole a Vicenza

Il fotovoltaico in Italia potrebbe diventare un mercato che sostituirà tanti filoni produttivi in via di estinzione o in forte difficoltà. È quanto emerge da uno studio I-Com (Istituto per la Competitività), presentato a Roma al convegno “Sole a levante o a ponente? Le prospettive di sviluppo del settore fotovoltaico in Italia alla prova della politica”.
Il report indica che da qui al 2010 il settore potrebbe creare nel nostro Paese un valore aggiunto pari a 110 miliardi di euro e un’occupazione per circa 210 mila persone. Il calcolo viene fatto qualora si ipotizzasse una produzione annuale made in Italy equivalente a poco più di 3 mila megawatt di pannelli fotovoltaici che si otterrebbero nel periodo 2010 – 2020 grazie a un apporto significativo delle esportazioni (come già fanno oggi Giappone e Germania) e a una crescita a due cifre del mercato mondiale.
L’Italia, però, è partita in ritardo e lo studio dell’I-Com sottolinea che, nonostante l’Italia abbia un grande potenziale, «alla fine del 2009 ci siamo avvicinati alla soglia dei mille megawatt installati, valicata da Germania e Giappone già nel 2004, un ritardo abissale in un settore innovativo e di recente sviluppo come l’energia dal sole».
Solo guardando al nostro mercato interno «il settore potrebbe generare una nuova occupazione pari a 23 mila unità di lavoro aggiuntive medie annue per la fase di cantiere, cioè di costruzione degli impianti, e 22 mila unità di lavoro per la gestione degli impianti».