Manifestazione Roma 26/02/2009 – ddl 733

È la risposta all’appello che la Caritas Italiana ha rivolto ai parlamentari italiani esprimendo serie riserve sulle proposte del Governo Berlusconi in merito agli immigrati. Migrantes e Caritas lanciano la proposta di un percorso formativo per i 40 insegnanti della locale scuola di alfabetizzazione per stranieri in cui si cercherà di capire meglio l’identità di un volontario operante nella Migrantes e il servizio di un insegnante di lingua italiana.
«In questi giorni – spiega Mirko Novati della Caritas – attraverso un appello ai parlamentari italiani, Caritas Italiana insieme ad altri organismi ha espresso viva apprensione per alcune norme proposte dal Governo che, se approvate, influiranno negativamente sulla vita e la dignità delle persone straniere e persino sul bene della sicurezza che pure esse intenderebbero tutelare. Si tratta del disegno di legge sulla sicurezza n. 733 che

  • limita i diritti della comunità familiare, prevedendo l’incapacità al matrimonio con effetti civili per lo straniero privo del permesso di soggiorno
  • introduce il reato di ingresso e permanenza illegale sul territorio dello Stato
  • prevede per italiani e stranieri il divieto di iscrizione anagrafica in mancanza della disponibilità di un alloggio dotato di idonea certificazione dei requisiti igienico – sanitari
  • prevede la limitazione del fondamentale diritto alle cure mediche essenziali con la possibilità che il medico possa denunciare il clandestino di turno

In questo clima nel quale si sta perdendo la dignità della persona al di sopra di ogni cosa Migrantes e Caritas continuano il loro lavoro per gli stranieri regolari e irregolari, aiutando le persone a migliorare la propria situazione di vita attraverso

  • l’ascolto incondizionato
  • le pratiche burocratiche
  • l’insegnamento della lingua italiana
  • la ricerca di una casa e di un lavoro

Bisogna mettere al centro la persona umana, anzi in questo momento si è spinti ad un aiuto maggiore perché i più vulnerabili vengono più facilmente colpiti.
Saper capire e parlare la lingua del territorio in cui si vive è elemento essenziale della cultura di ciascuno. L’uomo vive di una vita veramente umana grazie alla cultura che diventa un modo specifico del suo esistere e del suo essere. Insegnare la nostra lingua agli stranieri diventa oggi più che mai una condicio sine qua non affinchè essi possano integrarsi e difendersi meglio tra normative continuamente in evoluzione, pratiche burocratiche sempre più complesse e pregiudizi sempre più forti. È bello pensare che la scuola di alfabetizzazione è espressione diretta della nostra diocesi che si fa prossima all’uomo per se stesso e non per qualche altro motivo. Questa espressione, insieme a tanti altri segni di carità, delinea e dipinge una comunità viva che crede, spera e ama».

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