La mortalità materno-infantile in Africa

4 11 2009


Nati nel posto giusto

Ogni anno, nel mondo, più di 500 mila donne muoiono dando alla luce un bambino, a causa di complicanze durante la gravidanza o al momento del parto, spesso eseguito senza assistenza, in condizioni igieniche critiche e strutture sanitarie inadeguate. In questo ambito l’Africa subsahariana detiene un triste record: 1 mamma su 16 (6%) rischia di morire per cause legate alla maternità. Nei Paesi industrializzati il rapporto è di 1 a 3 mila 800 (0,02%).
Le cause sono tante:

  • mancanza di servizi e personale sanitario adeguato
  • cure troppo costose
  • gravidanze precoci
  • impossibilità di controlli prenatali
  • assenza di diagnosi e assistenza al momento del parto

Le conseguenze sono drammatiche: le mamme rischiano gravi complicazioni che possono portare a invalidità, infezioni, contaminazione del feto, alla morte propria e del nascituro.

Le baraccopoli delle zone nordest e sudovest di Nairobi (Kenya), considerate tra quelle di maggior degrado della capitale, hanno gravi carenze di strutture sanitarie e servizi di prevenzione, diagnosi e cura adeguati e accessibili alla popolazione più povera. La malattia è una condizione permanente che influenza gran parte della vita delle famiglie, delle comunità e del Paese.
L’accesso ai servizi è molto scarso: solo il 15% delle strutture sanitarie presenti offre assistenza ostetrica di base e solo il 35% delle nascite è assistito da personale qualificato. La mortalità materna nelle baraccopoli (590 per 100 mila nel 1998) è più alta che in ogni altra regione del Kenya. Il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni (156 morti ogni mille bambini, pari al 15,6%) è più alto di quello di ogni altro insediamento urbano in Kenya. Mentre la prevalenza dell’AIDS sta diminuendo a livello nazionale, negli slums di Nairobi il 30% delle donne tra i 20 ed i 24 anni sono positivi all’infezione.

La ridotta assistenza al parto e lo scarso accesso ai servizi ostetrici essenziali sono fattori cruciali che contribuiscono all’alta mortalità materna e fetale. La mancanza di accesso a programmi di trattamento delle patologie pediatriche e di vaccinazione e l’assenza di centri medici con personale qualificato sono tra le prime cause dell’alta mortalità infantile nelle baraccopoli.
Il parto è particolarmente critico anche per il rischio di complicanze, in particolare la non assistenza al parto favorisce la diffusione di disabilità secondarie, che si aggiungono a quelle dovute a traumi o malattie infettive. La maggior parte delle morti e delle invalidità procurate da gravidanze e parti non assistiti potrebbe essere facilmente evitata. Basterebbero

  • un personale medico adeguatamente formato
  • strumenti tecnologici per la diagnosi preparto
  • un servizio sanitario di base per la salute riproduttiva delle donne
  • interventi salvavita in caso di gravi complicanze

L’assistenza prenatale è un cardine dei servizi per una maternità sicura, in quanto aiuta la donna a identificare i potenziali rischi e a pianificare una gravidanza consapevole. Dal 1990 si sono registrati sviluppi in questo senso anche in Africa subsahariana, dove più di due terzi delle gestanti riceve almeno una visita prima del parto. Ma secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbero essere almeno quattro le visite prenatali nell’arco di una gravidanza per considerare la maternità davvero sicura.


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