Manageritalia Torino partecipa a Gammadonna

Le quote rosa in azienda? Forse è molto meglio far carriera in base ai propri meriti. È quanto emerge da una indagine di Federmanager, che rivela uno scenario in deciso cambiamento anche in Italia e sempre più vede tra i manager industriali figure femminili più giovani (sotto i 45 anni), più istruite e con una anzianità lavorativa inferiore a quella dei colleghi uomini.
L’indagine mette a confronto per la prima volta il punto di vista delle due parti in gioco, cioè quasi 1000 tra donne e uomini, tutti dirigenti in aziende di diversa dimensione, presenti sul territorio nazionale.

Ne esce fuori che le dirigenti italiane hanno guadagnato terreno sui colleghi maschi in primis in termini di retribuzione: se le donne guadagnano ancora un 12% in meno dei colleghi, la parità è quasi raggiunta, e a volte superata, per quanto riguarda i benefit, in particolare polizze assicurative, stock options e borse di studio.

Gli intervistati sono d’accordo sull’importanza di valorizzare le differenze tra uomo e donna invece di continuare a perseguire l’uguaglianza (79% e 63%) e sull’utilità di aumentare il numero delle dirigenti «purché sia il merito il vero criterio di riferimento per le donne come per gli uomini (68% e 69%)», come si legge nella ricerca di Ferdermanager.

Non solo, lo studio sottolinea che da una parte rimane difficile per le donne conciliare lavoro e famiglia. Il 65% sono sposate e il 66% sono madri (contro colleghi uomini sposati nell’86% dei casi e con figli nell’85%). Le manager sono sempre più selettive, a cominciare dalla scelta del partner: dichiarano di avere un compagno laureato e con un incarico di imprenditore, dirigente o consulente rispettivamente nel 68% e nel 63% dei casi.

Rimangono le solite zone d’ombra, ad esempio una grande maggioranza del campione concorda sul fatto che «il peso degli oneri familiari fa capo soprattutto alla donna». Non stupisce allora che delle donne in ruoli di manager l’11% siano single, il 5% separate, il 7% divorziate e l’11% abbia scelto la convivenza.

Commenti
  1. fishcanfly scrive:

    Eh già! C’è ancora molto da fare nel mondo operario! Post significativo!! Come il blog!
    Spero avrai modo e voglia di ricambiare la visita nel nostro blog dove si discute un argomento affine…

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/19/lo-strip-tease-dei-diritti-4/

    • Simone D'Angelo scrive:

      Grazie mille dell’apprezzamento per il blog.
      Ho letto il vostro post, è sempre davvero toccante leggere le parole di chi vive e subisce sulla propria pelle situazioni di instabilità professionali, legate al sottile filo del precariato occupazionale.
      Leggerò volentieri altri post del vostro blog, assolutamente da farci un salto!

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