
Polmoni umani
Dopo la prima cellula ricreata in laboratorio, arriva anche il primo polmone artificiale. L’organo è stato ricostruito in vitro da un’équipe medica dell’Università di Yale. E una volta impiantato ha iniziato a funzionare, regolando lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica. La ricerca per ora è stata condotta su cavie ma i risultati rappresentano il primo passo verso la ricostruzione in provetta di tessuto polmonare umano a partire da un piccolo nucleo di cellule staminali embrionali.
Non si parla, naturalmente, di reimpiantare un polmone umano su un altro individuo. I medici, coordinati da Laura Niklason, hanno coltivato in vitro le cellule che compongono il tessuto polmonare e le hanno fissate sulle cavie. Ogni volta che il tessuto veniva impiantato i polmoni biotech funzionavano esattamente come quelli umani. Il nuovo tessuto polmonare, che è quella membrana elastica che si contrae su se stessa e permette la respirazione, ha mantenuto la stessa funzione: garantire la comunicazione tra aria e sangue.
Lo studio rappresenta un primo passo verso la rigenerazione in laboratorio dei polmoni per l’uomo, in particolare per i pazienti colpiti da malattie che ne possono compromettere le funzionalità. Una soluzione che eviterebbe molti trapianti, e il conseguente problema del rigetto, e infezioni, che riducono la possibilità di sopravvivenza.
«È una tappa straordinariamente importante nella medicina rigenerativa», commenta il genetista Giuseppe Novelli dell’Università di Tor Vergata. «Finora ci siamo limitati a inoculare cellule staminali, lo studio di Yale, invece, ha dimostrato di poter costruire un organo completo. Questa tecnologia è indubbiamente la prima esperienza di applicazione reale dell’ingegneria dei tessuti».




