Nasce la rete satellitare che regola il consumo idrico nei Paesi arabi

Il Nilo e il suo delta fotografati dallo spazio

Al via il progetto che prevede la creazione di una rete di satelliti che forniscano in tempo reale un quadro dei corsi d’acqua e dei bacini idrici di alcuni Paesi del Medio Oriente (Egitto, Libano e Giordania) e del Nord Africa (Tunisia e Marocco), consentendo così di controllarne lo stato ed eventualmente operare a salvaguardia di un bene sempre più a rischio.

Non solo, il programma mira a monitorare anche le precipitazioni e i loro effetti, l’umidità al suolo e l’evolversi di eventi eccezionali quali inondazioni e siccità. I satelliti riproducono un’immagine istantanea della situazione e dal confronto tra le varie fotografie si elaborano delle linee di intevento.

La rete di controllo riguarda anche la situazione del fenomeno dell’urbanizzazione: le megalopoli sempre più grandi che si trovano in queste regioni comportano, infatti, un bisogno d’acqua enorme per un’area dal clima così secco.

A promuovere e finanziare il progetto è il Global Environment Facility, che l’ha sottoposto all’approvazione della Banca Mondiale. É la prima volta che una simile tecnologia viene applicata in Paesi del mondo arabo. Grazie ai dati satellitari, che non conoscono frontiere, i leader della regione possono contare sulle stesse informazioni e così cooperare in modo più efficace.

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