Il pacemaker ricaricabile per il dolore cronico

Pubblicato: 6 febbraio 2009 in Microscopio
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Pacemaker ricaricabile

Pacemaker ricaricabile

Pochi giorni fa all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (SV) è stato eseguito il primo impianto in Liguria di un particolare e avanzatissimo neurostimolatore per il controllo del dolore. La paziente, una donna di 49 anni affetta da dolore neuropatico all’arto inferiore destro, dovuto a ripetuti interventi chirurgici alla colonna vertebrale, era costretta ad una stimolazione continua a causa del forte dolore. Sottoposta un anno fa all’impianto di un neurostimolatore di vecchia generazione, il dispositivo era già in esaurimento. Con il nuovo pacemaker non dovrà sottoporsi ad altri interventi per diversi anni.
La novità sta nella tecnologia offerta da questa speciale apparecchiatura. Si tratta, infatti, di un neurostimolatore multicanale totalmente ricaricabile dal paziente stesso. Questo tipo di pacemaker, generando leggeri impulsi elettrici trasmessi alla colonna vertebrale o al sistema nervoso periferico, allevia il dolore neuropatico quando i medicinali non riescono a dare sollievo o causano intollerabili effetti collaterali.
Il sistema è gestibile anche dal paziente grazie ad un telecomando con il quale può accendere o spegnere la batteria e scegliere tra più programmi di stimolazione a seconda dell’intensità e della localizzazione del dolore. Viene inserito sotto la cute dell’addome (attraverso una breve operazione chirurgica mini invasiva) ed è connesso a un elettrocatetere, in modo tale da indirizzare gli impulsi elettrici per la terapia direttamente alla zona da trattare.
Il neurostimolatore ricaricabile contiene la batteria più potente e più a lunga durata disponibile al mondo: 9 anni. Quando il livello di carica è basso un allarme acustico indica che deve essere ricaricato e un’icona appare sul telecomando del paziente. La ricarica può avvenire senza interrompere la stimolazione.
Un enorme passo avanti se si considera che la possibilità di ricarica evita al paziente di sottoporsi ad ulteriori interventi per ben 9 anni contro i 3 – 5 di uno stimolatore normale. Sono ancora pochissimi gli interventi di questo tipo eseguiti in Italia ma i vantaggi di questa terapia sono già evidenti. La stimolazione spinale prevede l’invio di lievi impulsi elettrici al midollo spinale in modo da interferire con i segnali dolorifici prima che giungano al cervello. Si provoca così un effetto di neuromodulazione che trasforma il segnale di dolore in un lieve formicolio. Il tutto senza assumere farmaci dai pesanti effetti collaterali.
«In casi di dolore cronico non oncologico come questo – spiega Marco Bertolotto, direttore del Dipartimento di Riabilitazione del Santa Corona e capo dell’équipe, formata da Paola Morpurgo e Pietro Casti, che ha eseguito l’intervento – il dolore da sintomo diventa malattia invalidante con pesanti costi sociali e psicologici per il paziente. Con l’impianto di questo innovativo pacemaker non solo si ha una netta riduzione del dolore ma anche un netto miglioramento della qualità di vita e una forte riduzione dell’assunzione di farmaci antidolorifici».

Alcuni dati sul dolore cronico

Il dolore cronico è per definizione un dolore che perdura oltre i 3 – 6 mesi e diventa una malattia nella malattia. Il 19% della popolazione europea soffre di dolore cronico e di questa il 6% lamenta un dolore severo. È quanto emerge dallo studio Pain in Europe 2005 (www.paineurope.com), realizzato mediante sondaggi telefonici su un campione di 46mila cittadini di 16 Paesi europei. Nell’ambito di questa indagine l’Italia, con una percentuale del 26%, si è collocata al terzo posto in Europa per numero di pazienti affetti da dolore cronico, preceduta solo da Norvegia (30%) e Polonia (27%). In Italia le spese sanitarie per ciascun paziente superano i 7mila euro l’anno. Il dolore cronico è, infatti, la prima causa di assenteismo sul lavoro e inabilità, con costi sociali che in gran parte ricadono sulle famiglie.

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commenti
  1. Paola Raviola ha detto:

    Dove si può effettuare questo tipo di intervento e quanto costa? Mio marito soffre di fibromialgia e abitiamo vicino a Torino, è fattibile?

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