Si studia meglio con la tecnologia o con i classici libri di carta?

Ma quale computer per studiare! Adesso si va a scuola tutti con l’iPad! Sembra essere la nuova moda nel campo dell’istruzione quella di fare lezione con un tablet per ogni studente. Il problema, però, oltre a quello di capire come ammortizzare il costo di questi gioiellini tecnologici, è anche quello di verificare se studiare con la tecnologia sia effettivamente più proficuo per gli studenti. Due studi riportano risultati diametralmente opposti.

Alla californiana Riverside School, dove è stato avviato un progetto sperimentale che prevede l’utilizzo di iPad e e-book a scuola per lo studio dell’algebra, dicono che gli studenti “tecnologici” ottengono una votazione più elevata di circa il 20% rispetto a quella dei loro coetanei che ancora hanno i libri cartacei.

In Svezia, invece, sono del tutto scettici sui reali benefici della tecnologia per l’apprendimento. «Abbiamo scoperto che non esiste alcun legame dimostrato tra l’apprendimento hi-tech e il miglioramento delle facoltà di acquisizione dei contenuti», dichiara il professor Goran Karlsson dell’Università di Göteborg, a conclusione di una sua ricerca. «Esiste il rischio che gli studenti lasciati soli con l’applicazione possano male interpretare i concetti». Gli insegnati, sostiene Karlsoon, dovrebbero fare i salti mortali per colmare le lacune lasciate dall’apprendimento tramite iPad & Co.

Gli studenti italiani come la pensano? Siete ancora legati ai tomi di carta e inchiostro? Avete provato l’e-book e trovate che non sia un granché oppure senza computer non riuscite proprio a studiare?

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commenti
  1. Andrea Ghiazza ha detto:

    A tal proposito ti riporto una dichiarazione di Umberto Eco. Non si parla tanto dell’istruzione ma del fatto se l’e-book soppianterà il cartaceo.
    «Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l’elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, son difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio, in casa e nelle biblioteche pubbliche, per i libri da leggere (che vanno dalla Divina Commedia all’ultimo romanzo giallo). I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Son fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancor letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schiermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provate a leggervi tutta la Divina Commedia, anche solo un’ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere.
    Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta. Il coltello viene inventato prestissimo, la bicicletta assai tardi. Ma per tanto che i designer si diano da fare, modificando qualche particolare, l’essenza del coltello rimane sempre quella. Ci sono macchine che sostituiscono il martello, ma per certe cose sarà sempre necessario qualcosa che assomigli al primo martello mai apparso sulla crosta della terra. Potete inventare un sistema di cambi sofisticatissimo, ma la bicicletta rimane quella che è, due ruote, una sella, e i pedali. Altrimenti si chiama motorino ed è un’altra faccenda.
    L’umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia.»

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