Archivio per la categoria ‘Disegno’

Oggetti quotidiani creati in bassa definizione dall’artista giapponese Toshiya Masuda

Il digitale entra nell’analogico e viceversa nelle creazioni dell’artista nipponico Toshiya Masuda, il quale gioca a provocare un risultato che lascia confusi: ceramiche curate sin nei minimi dettagli riproducono gli oggetti della vita di tutti i giorni e li scompongono in pixel, come se piombassero direttamente dal mondo in 16 bit: una realtà in bassa definizione.

«Molte persone tendono a giudicare le cose in base alla propria esperienza o a quello che hanno imparato nella propria vita – stigmatizza l’artista – Per questo motivo associano la ceramic art alla creazione di vasi e statuette o alla texture e ai colori del materiale e quando sentono parlare di grafica computerizzata visualizzano solo immagini digitali, come quelle di un videogioco sullo schermo. Così ho deciso di lavorare su questo concetto creando immagini di computer graphic con la ceramica per conferire un aspetto tattile alla nuova realtà dei nostri tempi, quella digitale».

Ecco allora che la semplicità dei colori e delle forme analogiche, dalla palla da baseball al bicchiere per caffè di Starbucks, vengono frammentati in singoli cubetti. Masuda vuole instillare nello spettatore il dubbio se siano oggetti veri o solamente elaborazioni grafiche. «Ciascun oggetto viene modellato e colorato a mano – illustra – Non uso computer nel processo di produzione: ogni singolo dettaglio dell’opera arriva da un insieme di tecnica e immaginazione».

Masuda non è certo il primo “pixel artist”: già Louise De Saint Angel realizza su pannelli arazzi con strisce di tessuto, intrecciate fra loro, che formano un motivo utilizzando proprio il principio dei pixel e in cui l’immagine astratta viene scomposta in tanti piccoli elementi (Pixel di tessuto).

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Sobrietà ed eleganza firmate Modourbano per il nuovo complesso residenziale di Milano

Si presenta essenziale e fine Procaccini 17, il nuovo complesso residenziale nel cuore di Milano, in zona Monumentale, firmato dallo studio Modourbano di Stefano Cergna, Luca Romagnoli e Marco Zuttioni. L’edificio ribalta l’approccio all’abitabilità metropolitana interagendo con l’ambiente spaziale e culturale e unendo lo Stile Milano del secondo Dopoguerra e degli anni Sessanta all’urbanistica contemporanea.

Il fabbricato riflette la disposizione dell’originale demolito con le facciate allineate alla particolare conformazione dei limiti dell’incrocio stradale, dove le due ali si incontrano formando un angolo acuto. Coerentemente con le normative urbanistiche il design è concepito per ripristinare il tessuto urbano armonizzando l’altezza dell’edificio a quella degli edifici circostanti.

I prospetti su strada applicano soluzioni tecniche specifiche come le facciate in pietra e i volumi aggettanti delle logge. L’effetto di questi ultimi interrompe il volume generando nella totalità un’immagine dinamica e contemporanea.

Quelli interni sono definiti da ampie terrazze lungo lo sviluppo del palazzo che evocano la tipica corte milanese, ovverosia balconi lungoterrazze che si affacciano sullo spazio aperto all’interno.

La nuova sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si ispira alle barche da diporto

La sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si rinnova con leggerezza, trasparenza e comfort. Il nuovo volto dell’edificio si ispira alle barche da diporto interpretando in chiave architettonica la vocazione alla qualità e alla vita all’aria aperta. Disegnata a quattro mani dagli architetti Giuliano Montaldo e Sabina Volta, dello studio MeV, la nuova sede sorge in una posizione privilegiata del golfo di Genova, dove l’arte del navigare si concilia con le esigenze dei diportisti. Mestieri antichi, come quello del maestro d’ascia, convivono con strutture di progettazione e tecnologie moderne.

L’edificio consiste in un corpo a due piani a pianta rettangolare con i prospetti corti posti uno a sud e l’altro a nord. La struttura portante totalmente a vista è costituita da una sequenza modulare e regolare di colonne e travi orizzontali in profilati di acciaio. Ampie specchiature panoramiche in alluminio e vetro favoriscono il rapporto tra interno ed esterno, consentendo da un lato di beneficiare dei vantaggi della luce naturale e dall’altro un controllo continuo sulle attività del cantiere. A seconda delle condizioni di esposizione al sole le pareti vetrate sono protette da frangisole a lame orizzontali in alluminio e pannelli rivestiti sul lato esterno con doghe orizzontali in iroko.

L’alternanza di spazi pieni e vuoti, il sapiente utilizzo dei materiali (vetro, legno e acciaio in primis) e la grande ariosità dell’insieme danno vita ad un’architettura viva. Per rendere ancora più leggero il volume complessivo il piano terra è stato progettato e realizzato ad una quota lievemente rialzata rispetto al piazzale di lavoro mentre l’involucro edilizio è stato dinamizzato attraverso la creazione di ampie terrazze. Per non porre ostacoli visivi alla percezione d’insieme degli spazi e non alterare il continuo rapporto con l’esterno le divisioni interne dei locali sono state realizzate con partizioni sottili e trasparenti.

La leggerezza si rispecchia anche sugli interni, a doppia altezza e open space. La volontà di creare ambienti accoglienti che si ispirassero alla nautica ha orientato le scelte progettuali sia verso l’utilizzo dei colori del mare (bianco e blu) sia verso il legno, elemento fondamentale per il settore.