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Ritrovati i frammenti più antichi del testo sacro islamico: hanno almeno 1370 anni

I frammenti di Corano più antichi del mondo sono stati ritrovati dai ricercatori dell’Università di Birmingham, in Gran Bretagna. Si tratta di due pagine del sacro testo dell’Islam dimenticate nella biblioteca dell’ateneo da circa un secolo. La datazione al radiocarbonio ha rivelato che hanno almeno 1370 anni.

«Questa scoperta è entusiasmante e dovrebbe rallegrare tutti i musulmani», ha dichiarato Muhammad Isa Waley, esperto in manoscritti della British Library. Il reperto faceva parte di una collezione di libri e documenti sul Medio Oriente ma non era mai stato catalogato con precisione.

Le due pagine erano rilegate assieme a quelle di un Corano più giovane ma la datazione ha rivelato la loro appartenenza ad una versione assai più vecchia. Scritte a mano su pelle di pecora o capra le due pergamene risalgono ad un periodo compreso tra il 568 e 645 dopo Cristo. Secondo la tradizione musulmana il profeta Maometto ricevette le rivelazioni che formano il Corano tra il 610 e 632 dopo Cristo, anno della sua morte. Dunque le due pagine sembrano risalire ai primissimi anni della civiltà islamica.

Corano antico

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Inaugurata in Croazia la più bella moschea europea, in grado di accogliere 12mila fedeli musulmani

Aperta ufficialmente a Fiume (Rijeka), in Croazia, quella che è già stata definita in assoluto la più bella e importante moschea del Vecchio Continente. Dopo le moschee di Zagabria e Gunja questa è la terza per il Paese.

Inaugurata alla presenza di 20mila persone e delle più importanti autorità religiose, come il reis-ul-ulema bosniaco Husein Kavazović, del mufti della Croazia, Aziz Hasanović, e di monsignor Enzo Rodinis, segretario generale dei vescovi croati, la moschea è stata donata, tra gli altri, dall’emiro del Qatar, lo sceicco Hamad Bin Khalifa Al-Thani, e da esponenti locali di religione musulmana.

La Moschea di Fiume ha un’architettura molto particolare e originale, su progetto dello scultore Dušan Džamonja e degli architetti Darko Vlahovic e Branko Vucinovic. Il minareto è alto 23 metri mentre il centro islamico con i suoi 5300 metri quadrati potrà ospitare più di 10mila fedeli. I lavori sono iniziati a settembre del 2009 e si sono conclusi nel 2013.

Un progetto davvero avveniristico per il quale ci sono voluti molti anni di lavoro e un finanziamento non indifferente. Si parla di qualcosa come 10 milioni di euro, principalmente finanziati da miliardari del Qatar.

Daayiee Abdullah, l’imam in prima linea per i diritti degli omosessuali

L’imam di Washington Daayiee Abdullah, che guida la moschea progressista Luce della Riforma, non solo rompe il muro di omertà dichiarandosi omosessuale ma da anni aiuta coppie gay a sposarsi. Il suo, però, non è un impegno che vuole fermarsi a celebrare nikah (matrimoni islamici) tra persone dello stesso sesso. Come ebbe modo di dichiarare già qualche anno fa: «Invito caldamente i credenti omosessuali a utilizzare le leggi di quegli Stati che garantiscono il diritto al matrimonio per proteggere i propri interessi».

La sua lotta, dunque, non rimane confinata all’interno del proprio perimetro religioso, visto che si è detto molto favorevole anche ad unioni tra persone di religione differente, ma è rivolta all’ottenimento dei diritti civili.

È un segnale molto forte in un Paese che, sebbene sia attraversato da molti conservatorismi e fanatismi religiosi, non smette di far emergere forti segnali di cambiamento. Dopo la richiesta di pronunciamento in materia di unioni civili, inoltrata alla Corte Suprema da parte del presidente Obama, e in attesa della decisione a giugno, le dichiarazioni di Daayiee Abdullah sembrano la testimonianza migliore di come una politica di estensione dei diritti possa impulsare un processo di cambiamento anche nei radicalismi comunitari.

Davanti ad una platea di attivisti gay Abdullah non ha solo affermato di aderire alla battaglia per i matrimoni omosessuali ma ha anche dichiarato «che siamo all’inizio di un movimento per un Islam più inclusivo in America».