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Strani enigmi e curiosi misteri nelle ultime avventure di Sherlock Holmes

“Il taccuino di Sherlock Holmes” (“The Case-Book of Sherlock Holmes”) è la quinta ed ultima raccolta di racconti pubblicata da Arthur Conan Doyle e avente come protagonista Sherlock Holmes. Dato alle stampe nel 1927 il volume raccoglie dodici racconti pubblicati su riviste negli anni immediatamente precedenti. Nove racconti sono, come di consueto, narrati dal dottor Watson, uno (“La pietra di Mazarino”) è narrato in terza persona mentre due (“L’avventura del soldato dal volto terreo” e “La Criniera del Leone”) sono narrati in prima persona dallo stesso detective privato.

In questi racconti, che si muovono sul filo dell’ironia e dell’autoironia, sempre con l’aiuto di Watson Holmes deve risolvere strani enigmi ma anche dare una lezione ai malviventi che lo perseguitano per paura che possa smascherarli. Anche un curioso caso di vampirismo metterà alla prova l’intuito dei due eroi, poco disposti a dar credito a “leggende” che la mente umana non possa razionalmente spiegare.

Tutta l’arguzia ma anche il lato più umano di Sherlock Holmes raccontati dal fedele amico: è infatti dagli appunti del suo immancabile “assistente” che emerge un lato più intimo del celebre investigatore, attratto dai misteri che pongono sfide alla logica ma anche capace di prendere a cuore casi appartentemente disperati soltanto per non deludere clienti a dir poco eccentrici.

Volumi comprati dai clienti delle librerie e destinati alle biblioteche delle carceri italiane

Un tempo era il “caffè sospeso”, quello che si pagava nei bar per un amico in arrivo o un senzatetto in cerca di qualcosa di caldo da bere. Poi è diventato il “libro sospeso”, la pratica di comprare un volume in più per uno sconosciuto che lo ritira direttamente alla cassa. Ora questa versione ha trovato una sua variante dal titolo “Liberi di leggere”: quello che si lascia in sospeso è sempre un libro ma a riceverlo sono le biblioteche delle carceri italiane. A promuovere la proposta in tutta Italia è stata l’intraprendente Libreria Fanucci di piazza Madama a Roma. «Mi è arrivato un messaggio da un amico, Michele Gentile, libraio a Polla, in Campania – racconta Massimiliano Timpano, uno dei librai e autore per Bompiani – Mi ha detto che stava cominciando ad allargare la pratica del libro sospeso ad un carcere minorile e da lì abbiamo pensato di provarla sul piano nazionale».

La raccolta dei volumi per i detenuti italiani è iniziata ad ottobre ed è stata prorogata fino a fine novembre grazie al successo che ha avuto finora. «Abbiamo già cassetti pieni di libri acquistati dai nostri clienti abituali – asserisce Timpano – Uno di loro, ad esempio, ne ha comprati quattro». I libri non vengono scelti dai lettori ma sono gli stessi istituti penitenziari a indicare una lista di testi richiesti in modo da evitare che le biblioteche si riempiano soltanto di titoli vecchi. «Quello che manca spesso sono le novità, libri che parlino di qualcosa di più attuale», commenta il libraio e autore.

Non tutte le biblioteche degli istituti penitenziari sono uguali: dimensioni e modalità di accesso e fruizione cambiano da un carcere all’altro. «La biblioteca di Rebibbia a Roma, per esempio, è fondamentale perché vi si svolgono tante attività e un bel gruppo di persone vi lavora e la gestisce. In altri posti invece le biblioteche sono semplicemente piccole stanze chiuse – illustra Alessio Scandurra, coordinatore dell’osservatorio di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale – Non sono moltissimi i detenuti interessati alla lettura ma se potessero scegliere in un catalogo più ampio sicuramente lo preferirebbero». Il numero di volumi all’interno delle biblioteche penitenziarie non è comunque basso, tuttavia uno dei problemi riguarda i testi in lingua straniera: «Le biblioteche non comprano libri ma ricevono donazioni, quindi non arrivano libri in lingua araba, giusto per fare un esempio».

Inizialmente ogni libreria aderente a “Liberi di leggere” si è messa in contatto con un penitenziario della zona per ricevere la lista dei libri da acquistare. In pochi giorni le adesioni si sono allargate e i volumi “sospesi” sono pronti ad essere inviati non solo alla biblioteca del carcere di riferimento ma anche a quelle in altre zone d’Italia. «Nessun libro andrà perso, se noi abbiamo testi che non vanno bene per Rebibbia li inviamo ad altri penitenziari – specifica Massimiliano Timpano – C’è chi ha bisogno di testi per minori e chi di quelli in lingua straniera. Non tutti gli istituti hanno le stesse richieste».

Il successo dell’operazione si è esteso così tanto da coinvolgere anche gli editori: Carocci, Laterza, Adelphi, Bompiani, Chiarelettere, Itaca e altri ancora hanno iniziato a donare alcuni volumi. Del resto uno degli obiettivi era anche fare sistema e lo scopo è stato raggiunto considerando che c’è un ritorno pubblicitario: «Editori piccolissimi riescono a farsi conoscere e autori che lavorano con editori minori sono stati notati e contattati da editori più grandi».

Quattro coinvolgenti indagini del detective privato Sherlock Holmes

«Gli amici di Sherlock Holmes saranno lieti di apprendere che egli è sempre vivo e in buona salute nonostante qualche acciacco e qualche intermittente attacco reumatico». Così l’inseparabile dottor Watson rassicura il lettore nella prefazione a “L’ultimo saluto di Sherlock Holmes” (“His last bow”), raccolta di racconti editi originariamente sullo Strand Magazine nel 1917, scritti da sir Arthur Conan Doyle e che riunisce quattro episodi, quattro coinvolgenti indagini del detective più famoso al mondo.

Dalla nota introduttiva vergata da Watson, assistente, amico e biografo di Holmes, si scopre che l’investigatore privato si è ritirato in pensione in una località a cinque miglia da Eastbourne, «dove passa il suo tempo dedicandosi alla filosofia e all’apicoltura». La sua decisione è stata praticamente irremovibile salvo che per l’ultimo racconto, in cui, insieme a Watson, aiuta il Governo britannico durante la Prima Guerra Mondiale.

Gli altri casi sono tratti invece dalla cartella personale del dottore, utilizzati per completare la raccolta. Watson afferma che il primo racconto è ambientato nel 1892, ovvero durante il periodo in cui si credeva Holmes defunto.