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Scoperta una nuova specie di fungo nel Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli di Pisa

Al regno dei funghi, o miceti, appartengono più di 100mila specie, numero che, però, da ora, dovrà includerne pure una di recente scoperta: la Schildia santi-luxurii, rinvenuta nel Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli a Pisa dai micologi pisani Paolo Franchi e Mauro Marchetti, autori di un inventario, anche in chiave storica, di tutti i funghi presenti nelle tenute del parco.

Il fungo è stato osservato per la prima volta alla fine del 2013 ai margini del Viale del Gombo, nella Tenuta di San Rossore, ed è stato prelevato un anno più tardi per essere esaminato in laboratorio: in un primo momento i due studiosi attribuivano al fungo le caratteristiche di un esemplare della famiglia dei Ramarioidi ma un’analisi più accurata ne ha rivelato le fondamentali diversità. Ulteriori test genetici e le informazioni estratte da una banca dati americana che contiene milioni di sequenze di DNA hanno confermato che la Schildia sancti-luxurii si distingue assai da funghi già classificati.

Tali risultati hanno comportato l’“originale” catalogazione della nuova specie nell’altrettanto nuovo genere Edwin Schild, dal nome di uno dei più grandi conoscitori mondiali dei Ramarioidi. Il fungo è stato rilevato anche nell’autunno scorso: ciò dimostra la sua permanenza nelle radure del parco.

«La scoperta di un genere di fungo mai prima d’ora conosciuto al mondo è un evento di grande rilievo internazionale per un territorio che, anche se così vicino a zone fortemente antropizzate, rappresenta un’eccellenza nazionale meritevole di sempre maggiore considerazione», rivendica l’ente parco.

Sarà istituito un nuovo parco marino intorno all’Isola di Pasqua

In occasione della Conferenza internazionale sulla Protezione degli Oceani di Valparaíso la presidente del Cile Michelle Bachelet ha annunciato la creazione di una nuova e immensa riserva marina intorno all’Isola di Pasqua per proteggerne la preziosa fauna. «Questa riserva consentirà agli indigeni Rapa Nui di conservare le loro antiche tradizioni di pesca», spiegano le autorità nazionali.

Il parco marino sarà di oltre 631mila chilometri quadrati, una superfice doppia rispetto a quella dell’Italia. In questo ambiente nuotano squali, tonni, marlin: pesci che rappresentano una risorsa fondamentale per gli abitanti dell’isola.

L’iniziativa è stata presa per contrastare la pesca illegale. Nell’area organizzazioni di controllo e un’impresa compiono rilevazioni satellitari per identificare i pescherecci abusivi che si infiltrano nella zona.

Piante carnivore possono contrastare i calabroni asiatici, minaccia per l’apicoltura

I calabroni asiatici possono essere contrastati naturalmente grazie a delle piante carnivore. A ideare questa strategia è stato il Jardin des Plantes di Nantes, che ha fatto un’interessante scoperta che potrebbe essere molto utile per gli apicoltori di tutto il mondo. Aprendo una delle foglie dalla sommità porpora della Sarracenia il direttore Romaric Perrocheau vi ha trovato un esemplare di calabrone asiatico. Attirato dal nettare e dai ferormoni della pianta il calabrone è entrato nel lungo tubo della foglia e, una volta scivolato al suo interno, è stato mangiato dai succhi digestivi.

Dopo aver scoperto diversi esemplari Perrocheau ha deciso di studiare il fenomeno con un entomologo del Museo di Storia naturale. In ognuna delle piante sono stati trovati mediamente tre calabroni e tre mosche ma non vespe, api o calabroni europei. Queste piante carnivore originarie del NordAmerica possono dunque contrastare i calabroni asiatici. Ogni Sarracenia può contenere da 10 a 15 urne e attirare circa 50 insetti mentre in un nido di calabroni gli esemplari sono circa 4 mila.

Ora si proverà a capire quali sono le molecole liberate nell’atmosfera che attirano i calabroni, un lavoro tutt’altro che semplice che potrebbe durare anche un anno. L’obiettivo è trovare una supermolecola da poter usare come esca per attirare questa specie che rappresenta una minaccia per l’apicoltura.

Il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax) è originario della regione di Shanghai ed è stato rinvenuto in Europa all’inizio del secolo. Oltre ad essere presente nel 70% della Francia si trova anche in Italia, Belgio, Germania, Portogallo e Spagna. Fino ad ora non era stato trovato alcun mezzo di eradicazione, ecco perché tale scoperta è così importante.