Archivio per la categoria ‘Polis’

Ristoranti e supermercati francesi dovranno destinare il cibo in scadenza ai poveri

La Francia dichiara guerra allo spreco alimentare promulgando due nuove leggi: una emenderà la vigente normativa che impone ai supermercati di gettare via il cibo prossimo alla data di scadenza, l’altra cambierà la condotta dei ristoratori in merito alle doggy bag. Ancora poche settimane e il Senato sarà convocato per approvare in via definitiva le disposizioni.

Gli empori con superficie di vendita superiore ai 400 metri quadrati dovranno destinare il cibo in scadenza ad enti di beneficienza: lo spreco della grande distribuzione sarà così ridotto donando i prodotti non più vendibili ai poveri. Inoltre i generi alimentari potranno essere trasformati in mangime per animali o compost. I marchi della grande distribuzione dovranno stendere convenzioni con organizzazioni meritevoli, pena il versamento di un’ammenda pari a 75 mila euro o la carcerazione fino a 2 anni.

La battaglia contro lo sperpero di cibo passerà altresì per la legittimazione, anche per i clienti dei locali d’Oltralpe, della richiesta della doggy bag, la confezione in cui sarà possibile portare a casa gli avanzi del proprio pasto. L’onere di fornire il servizio scatterà per tutti i ristoranti che servono almeno 180 piatti al giorno.

Annunci

In Tanzania il nuovo capo dello Stato John Magufuli dà l’esempio e pulisce le strade

Ha indossato abiti da lavoro, è uscito dal palazzo in cui vive e si è messo a ripulire le strade intorno dall’immondizia: a fare tutto ciò non è stato un semplice netturbino bensì un capo di Stato. Il neopresidente della Tanzania John Magufuli ha partecipato, infatti, insieme a migliaia di persone, ad una giornata di pulizia delle strade di دار السلام (Dar es Salaam). Magufuli ha rimosso lui stesso la spazzatura sparsa nelle vie circostanti il palazzo presidenziale: un’iniziativa percepita come segno della sua volontà di combattere la corruzione.

Magufuli non sorprende comunque: eletto a fine ottobre con il 58,46% delle preferenze, a novembre ha annullato le celebrazioni per il 55simo anniversario dell’indipendenza della Tanzania del 9 dicembre che spesso includevano una parata militare, un concerto e uno spettacolo di danze tradizionali. In tal modo l’erario statale ha risparmiato 1,85 milioni $, non certo spiccioli per un Paese arretrato. «Sarebbe vergognoso spendere delle somme importanti mentre il Paese fa fronte ad un’epidemia di colera», ha affermato Magufuli, il quale ha chiesto al popolo di festeggiare l’indipendenza nettando gli spazi pubblici delle città e dei villaggi.

Il 5 novembre Magufuli ha giurato come presidente e ha subito dichiarato che intende porre fine al saccheggio della pubblica amministrazione, di cui è colpevole il partito di governo Chama Cha Mapinduzi (Partito della Rivoluzione), nelle cui fila è stato eletto, reinvestendo i soldi recuperati nelle infrastrutture e nel sociale. In aggiunta si è impegnato a fermare il land grabbing e dare le terre incolte ai poveri.

Frattanto ha diminuito drasticamente il budget della serata d’apertura ufficiale del Parlamento e abrogato le indennità accessorie ai deputati in carica. Per Natale ministri e funzionari statali potranno spedire i tradizionali biglietti augurali a spese non più dello Stato ma loro. Ma alla parsimonia economica non si è esentato nemmeno lui: Magufuli usa il meno possibile l’aereo per i suoi viaggi e sfoggia uno stile di vita sobrio e opposto a quello di gran parte dei capi di Stato africani.

Dopo il divorzio i giudici non stabiliscono più assegni per le donne in grado di lavorare

Dopo il divorzio breve arrivano anche le nuove linee guida della Corte di Cassazione in materia di mantenimento. I giudici tendono sempre meno a stabilire che il marito mantenga la moglie, specie se si tratta di una donna giovane e ancora abile al lavoro. Le donne che prima del divorzio erano casalinghe devono quindi essere in grado di mantenersi da sole ed essere membri attivi della società.

Questo trend è in atto da molto tempo ma mentre prima erano casi isolati adesso sono sempre di più i magistrati che non accordano alcun mantenimento. Crolla quindi il mito della donna che sta a casa mentre l’ex marito, per mantenerla, riesce a vivere a stento e spesso torna a casa dai genitori.

Se prima l’assegno di mantenimento era automatico adesso la donna deve dimostrare la propria «difficoltà economica» e la sua «impossibilità a procurarsi un reddito». Il mondo cambia, il ruolo della donna non è più quello di una volta e anche le leggi si adeguano: l’emancipazione femminile passa anche per queste cose.