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All’aeroporto di Stoccolma una cabina ricrea il meteo della località di destinazione

Al terminal 5 dell’aeroporto Arlanda di Stoccolma è possibile vivere un’esperienza molto particolare: il Climate Portal installato presso lo scalo permetterà di simulare il clima della destinazione che si sta per raggiungere. L’iniziativa fornisce un servizio utile e accessibile gratuitamente a tutti i viaggiatori in partenza: prima di salire a bordo si ha la possibilità di conoscere, anzi sperimentare le condizioni meteo che si troveranno all’arrivo e di conseguenza ci si potrà vestire in maniera adeguata, evitando così, una volta scesi dal velivolo, di trovare un’escursione climatica inaspettata.

Il portale è composto da tre ambienti diversi: uno che simula un clima molto caldo, uno molto freddo e uno che riporta quello di una grande città affollata. Per ricreare le condizioni ideali la struttura utilizza condizionatori, simulatori di vento e supporti audiovisivi. Il risultato è del tutto realistico e, grazie al collegamento con numerose stazioni meteorologiche, il simulatore climatico è in grado di replicare in tempo reale il clima nella località di arrivo.

Secondo Michael Persson Gripkow, responsabile marketing della società che gestisce l’aeroporto,  «grazie al Climate Portal lo scalo non solo riuscirà a portare i passeggeri nelle destinazioni che preferiscono ma riuscirà anche a portare le destinazioni direttamente ai viaggiatori».

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...E se la sveglia fosse più tardi i ragazzi non avrebbero più scuse

Ragazzi, se quest’estate vi siete abituati a fare le ore piccole e non ne volete sapere di ricominciare a svegliarvi presto per andare a scuola, è arrivata una scoperta che vi sorprenderà. Gli adolescenti hanno bisogno di dormire fino a tarda mattina. La soluzione sarebbe adattare l’orario scolastico al loro ritmo biologico e far suonare la campanella alle 10.

I ragazzi, infatti, soffrono di jetlag. Il jet lag (spesso indicato come “mal di fuso”), o disritmia, discronia o ancora disincronosi circadiana, è un disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari. Ad esempio, nel caso di un lungo viaggio in aereo, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani e per ripristinarli l’organismo deve produrre melatonina. Ebbene, negli adolescenti la melatonina, l’ormone che incoraggia il sonno, si presenta 2 ore più tardi del normale, quindi i ragazzi sono portati naturalmente a voler andare a dormire più tardi e rimanere a letto qualche ora in più la mattina.

A sostenerlo è il neuroscienziato Russell Foster del Brasenose College dell’Università di Oxford, che, però, avverte: «Non stiamo dicendo che bisogna lasciare dormire i ragazzi fino a mezzogiorno ma che si può adattare l’orario scolastico a quello del loro orologio biologico. Cominciando le lezioni più tardi e spostando quelle più impegnative alla tarda mattinata o al pomeriggio si otterranno migliori risultati e ci saranno meno episodi di depressione». L’importante è dormire almeno 8 – 9 ore a notte.

Se queste sono solo teorie c’è chi non ha perso tempo ed è passato alla pratica già da qualche anno, dimostrando che quella sveglia così presto la mattina è un vero sopruso per gli studenti. L’intraprendente preside Paul Kelley ha deciso dallo scorso anno di far iniziare le lezioni dell’inglese Monkseaton School alle 10 e farle terminare alle 15:40. I risultati: ragazzi più calmi e sereni, assenze ridotte del 27% e agli esami un incremento dei voti tra il 21% e il 34%.

Non solo. La scuola e le aule hanno forma ellittica per favorire la circolazione dell’aria e, soprattutto, delle idee, perché, spiega Kelley, «i muri paralleli non favoriscono l’acustica e nemmeno la comunicazione».