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Il prototipo fai da te di un ingegnere tedesco che lavora a Google

Quante volte capita di vedere i personaggi di un film di fantascienza o ambientato in un futuro prossimo adoperare arnesi ultratecnologici verosimili ma non ancora in commercio! A Max Braun di continuo. Stanco di assistere a queste scene l’ingegnere tedesco di Google ha deciso così di costruirsene uno tutto da solo e durante il tempo libero.

Lo strumento in questione è uno specchio da bagno “intelligente” che proietta le informazioni visualizzabili sulla gran parte degli schermi touch di smartphone e tablet: ora, data, previsioni meteorologiche e le breaking news dell’Associated Press. I “pezzi” che Braun ha assemblato sono uno specchio a doppio senso, un monitor, una scheda di controllo comprata su eBay e una serie di componenti aggiuntivi insieme alla necessaria piattaforma software (ovviamente Android) e alla Application Programming Interface (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione) per l’espletamento dei compiti all’interno dei programmi installati.

Il prodotto è ancora work in progress: l’intenzione dell’ingegnere è di trasferire tutte le informazioni presenti nella scheda di Google Now, che si aggiornano automaticamente senza bisogno di interagire con lo specchio, e successivamente di attivarle attraverso comandi vocali.

Chi passa molto tempo nella toilette per curare il proprio aspetto prima di uscire di casa avrà una scusa per starci ancora di più e magari domandare: «Specchio, specchio delle mie brame, che tempo fa nel mio reame?». Il prototipo di specchio smart di Max Braun non è, però, il primo del suo genere: già Nordstrom ha creato Lo stylist virtuale, uno specchio interattivo che dà consigli e informazioni sui capi d’abbigliamento disponibili in un negozio.

Grazie a WordPress Mobile il nostro blog potrà essere aggiornato anche in mobilità in tempo reale

La schermata iniziale di WordPress Mobile

Uno smartphone (in italiano “telefono intelligente”) è un dispositivo portatile che consente la gestione dei dati personali. Oggi esistono smartphone che utilizzano la tecnologia Wi-Fi per le comunicazioni.
Negli ultimi anni stanno conquistando quote sempre maggiori del mercato della telefonia mobile. Si calcola che nel 2010 siano stati più di 12 milioni gli apparecchi venduti.
Il sistema operativo più usato nel mondo su questi dispositivi è Android, che dal 2008 si è diffuso del 615,1%.

La caratteristica più interessante di questi cellulari è la possibilità di installarvi programmi applicativi. Tra questi c’è WordPress Mobile, la versione per smartphone della piattaforma di personal publishing, creata da Matt Mullenweg, che consente la creazione di un blog e grazie alla quale viene editato “L’informazione facciamocela noi”.
Con questo software, senza alcun costo per l’utente, è possibile postare i contenuti anche in mobilità e gestire diverse funzionalità principali del blog. WordPress per smartphone con il sistema Google si può scaricare gratuitamente da Android Market.

Proprio grazie a WordPress Mobile il nostro blog ha davanti a sè una nuova impegnativa sfida: fornire a tutti Voi lettori e fans notizie, interviste e reportage in tempo reale, mantenendo sempre fede alla sua linea editoriale. “L’informazione facciamocela noi” si propone dunque di offrire notizie e approfondimenti su fatti e persone dimenticati dai mass media italiani ovunque accadano e si trovino, grazie alle nuove possibilità offerte dalle tecnologie di ultima generazione ora a disposizione della redazione del nostro blog.

Insomma l’obiettivo è far diventare “L’informazione facciamocela noi” anche un moblog (fusione tra i vocaboli mobile e blog). Un mobile blog, o moblog, consiste di contenuti inviati in rete da uno strumento portatile, come ad esempio uno smartphone.

Gran parte dello sviluppo iniziale dei moblog è dovuto al Giappone.
Il primo post sul web da un dispositivo mobile è attribuibile a Steve Mann nel 1995, il quale utilizzò un computer indossabile, un predecessore dei dispositivi ora utilizzati per i moblog. Il primo post su Internet da un dispositivo mobile standard fu di Tom Vilmer Paamand in Danimarca nel maggio 2000.

Il termine moblogging fu coniato da Adam Greenfield per descrivere tale pratica nel 2002. Egli poi organizzò la prima conferenza internazionale sul moblogging (1IMC) nel luglio 2003 a Tokyo.