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Sobrietà ed eleganza firmate Modourbano per il nuovo complesso residenziale di Milano

Si presenta essenziale e fine Procaccini 17, il nuovo complesso residenziale nel cuore di Milano, in zona Monumentale, firmato dallo studio Modourbano di Stefano Cergna, Luca Romagnoli e Marco Zuttioni. L’edificio ribalta l’approccio all’abitabilità metropolitana interagendo con l’ambiente spaziale e culturale e unendo lo Stile Milano del secondo Dopoguerra e degli anni Sessanta all’urbanistica contemporanea.

Il fabbricato riflette la disposizione dell’originale demolito con le facciate allineate alla particolare conformazione dei limiti dell’incrocio stradale, dove le due ali si incontrano formando un angolo acuto. Coerentemente con le normative urbanistiche il design è concepito per ripristinare il tessuto urbano armonizzando l’altezza dell’edificio a quella degli edifici circostanti.

I prospetti su strada applicano soluzioni tecniche specifiche come le facciate in pietra e i volumi aggettanti delle logge. L’effetto di questi ultimi interrompe il volume generando nella totalità un’immagine dinamica e contemporanea.

Quelli interni sono definiti da ampie terrazze lungo lo sviluppo del palazzo che evocano la tipica corte milanese, ovverosia balconi lungoterrazze che si affacciano sullo spazio aperto all’interno.

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Secondo uno studio inglese oltre 750 canzoni pop fanno riferimento al clima

Il più ispirato è Bob Dylan, seguito dai due ex Beatles John Lennon e Paul McCartney: sole, pioggia, tempeste, insomma il meteo in generale sono è protagonista molto frequente delle loro canzoni e di tutta la pop music. Uno studio inglese coordinato da Sally Brown, dell’Università di Southampton, ha scoperto, infatti, che oltre 750 canzoni pop fanno riferimento al clima.

Nella ricerca sono stati analizzati i testi, i generi musicali, le chiavi e i collegamenti a specifici eventi metereologici: i più citati sono sole e pioggia ma spesso le canzoni menzionano più di un evento, come “Stormy” di Cobb e Buie, che ne cita ben sei. Oltre 900 cantautori o cantanti hanno scritto o cantato il tempo e a dimostrazione di quanto sia popolare in questo genere basti pensare che compare nel 7% delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, secondo la classifica stilata nel 2011 dalla rivista Rolling Stone.

«Siamo rimasti sorpresi di quanto spesso il tempo sia raccontato nella musica pop – ha commentato Brown – dalle semplici analogie fino ad essere l’argomento della canzone, come “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan o “Bus Stop” degli Hollies».

Non mancano poi canzoni ispirate da eventi specifici, come la celebre “Here comes the Sun” del 1969 di George Harrison, che trae spunto da uno dei primi giorni di primavera dopo un lungo, freddo e solitario inverno. I riferimenti al cattivo tempo nella pop music sono più significativi negli Stati Uniti durante i più burrascosi anni ’50 e ’60 rispetto ai più quieti anni ’70 e ’80. Sono invece una trentina gli artisti i gruppi e compositori il cui nome è legato al tempo atmosferico tra cui i Wet Wet Wet, The Weather Girls e KC and the Sunshine Band.

“Beyond the sea” è un film del 2004 di e con Kevin Spacey, che ne è anche co-sceneggiatore e co-produttore. Del genere biografico ruota intorno alla figura del cantante Bobby Darin, noto negli anni Cinquanta e Sessanta.

Fra i personaggi del film figurano anche Sandra Dee, attrice, cantante e moglie di Darin dal 1960 al 1967, e Mary Duvan, interpretata da Greta Scacchi.

Il titolo riprende quello di una fra le più note canzoni di Darin, appunto “Beyond the sea”, che lo stesso Spacey canta nella sequenza del matrimonio di Darin con Sandra Dee.

Trama

La vita del celebre cantante Bobby Darin. L’infanzia minata dai gravi problemi al cuore, i primi successi a Las Vegas e la scalata delle hit parade con canzoni come “Splish Splash”, “Mack the knife”, “Dream lover” e “If i were a carpenter”.

La carriera cinematografica e la candidatura all’Oscar come Miglior attore non protagonista in “Capitan Newman” di David Miller. Il matrimonio con Sandra Dee. L’appoggio alla campagna elettorale di Robert Kennedy e la successiva attività politica antimilitarista. La battaglia finale contro il suo cuore malato che ne ha determinato la prematura scomparsa a soli 37 anni.