Posts contrassegnato dai tag ‘artisti’

Oggetti quotidiani creati in bassa definizione dall’artista giapponese Toshiya Masuda

Il digitale entra nell’analogico e viceversa nelle creazioni dell’artista nipponico Toshiya Masuda, il quale gioca a provocare un risultato che lascia confusi: ceramiche curate sin nei minimi dettagli riproducono gli oggetti della vita di tutti i giorni e li scompongono in pixel, come se piombassero direttamente dal mondo in 16 bit: una realtà in bassa definizione.

«Molte persone tendono a giudicare le cose in base alla propria esperienza o a quello che hanno imparato nella propria vita – stigmatizza l’artista – Per questo motivo associano la ceramic art alla creazione di vasi e statuette o alla texture e ai colori del materiale e quando sentono parlare di grafica computerizzata visualizzano solo immagini digitali, come quelle di un videogioco sullo schermo. Così ho deciso di lavorare su questo concetto creando immagini di computer graphic con la ceramica per conferire un aspetto tattile alla nuova realtà dei nostri tempi, quella digitale».

Ecco allora che la semplicità dei colori e delle forme analogiche, dalla palla da baseball al bicchiere per caffè di Starbucks, vengono frammentati in singoli cubetti. Masuda vuole instillare nello spettatore il dubbio se siano oggetti veri o solamente elaborazioni grafiche. «Ciascun oggetto viene modellato e colorato a mano – illustra – Non uso computer nel processo di produzione: ogni singolo dettaglio dell’opera arriva da un insieme di tecnica e immaginazione».

Masuda non è certo il primo “pixel artist”: già Louise De Saint Angel realizza su pannelli arazzi con strisce di tessuto, intrecciate fra loro, che formano un motivo utilizzando proprio il principio dei pixel e in cui l’immagine astratta viene scomposta in tanti piccoli elementi (Pixel di tessuto).

Annunci

A Praga i senza fissa dimora diventano guide turistiche

Visitare Praga da una prospettiva completamente diversa: quella degli homeless che abitano le sue strade. È l’offerta turistica del progetto “Pragulic” grazie alla collaborazione diretta di alcuni senza dimora: ognuno di loro ha creato un tour prenotabile on line in base alla propria sensibilità e alle esperienze vissute.

Ad esempio Honza è un grande appassionato di libri che salva dalla spazzatura e rivende ai mercatini dell’usato e uno dei suoi tour si incentra proprio sulle librerie e i negozi di antiquariato. Ondra è, invece, un musicista e con lui si può vivere per qualche ora la vita degli artisti di strada e conoscere il più veloce chitarrista ceco, Karel. Zuzka ha un lungo passato da tossicodipendente e il suo tour mostra come funziona il mondo della droga a Praga e com’è cambiato dal periodo comunista ai giorni nostri.

Attualmente “Pragulic” si avvale di otto guide e offre anche prospettive turistiche più intense e coinvolgenti per i più curiosi e audaci: ad esempio si può condividere la vita di un senza tetto per un giorno in gruppo o da soli alla stazione ferroviaria di Praga.

Secondo gli ideatori del progetto i senza dimora hanno molto da insegnare in termini di problem solving e capacità di adattamento, per questo esiste un pacchetto specifico per manager e gruppi aziendali. Per le scuole il gioco “Prague Homeless Challenge” ha la finalità di sensibilizzare i bambini sulle difficoltà quotidiane che incontra chi è costretto a vivere in strada.

Ad Alessandria d’Egitto l’antica “Via dei libri” è in declino

Si chiama via Daniele ma è conosciuta come “Via dei Libri” ed è la famosa strada di Alessandria, in Egitto, meta degli appassionati di libri antichi e rari da tutto il mondo. La sua reputazione era nota fin dal XIX secolo, da quando ha attirato l’interesse di intellettuali, scienziati, ricercatori e dei più grandi artisti egiziani e arabi che hanno goduto dei suoi tesori. Passeggiando tra i libri, posati in terra o nei vecchi scaffali di legno, la mente veniva attratta da titoli in arabo, francese, inglese. Ma non è più cosi: oggi questa via è diventata un mercato dell’usato di vestiti, elettrodomestici, pelletterie e libri contraffatti, perdendo così il suo splendore.

«Lavoro qui da mezzo secolo, in passato la via era piena di volumi provenienti dalle biblioteche di famiglie aristocratiche emigrate all’estero e messi all’asta e tra questi c’erano delle enciclopedie importanti – spiega Sayed Abdu, giornalaio – I miei clienti venivano da tutto il mondo, ebrei, armeni, greci, italiani, francesi, qui hanno sempre trovato quello che cercavano in ogni lingua, persino il principe Hussein, nipote di Ali Pasha, è venuto qui alla ricerca di una mappa antica di Alessandria».

Ahmed Awad è libraio da 40 anni, ha ereditato la professione del padre e del nonno. «I gusti dei lettori sono cambiati e c’è una forte recessione – afferma – I nuovi frequentatori della via sono ora i genitori degli studenti più piccoli alla ricerca di libri di testo usati. Gli studenti universitari non comprano più i libri di riferimento per le loro bibliografie, anche perché i loro genitori non hanno la possibilità di farlo. I giovani acquistano oramai solo libri e romanzi contraffatti». Awad ricorda con amarezza le glorie della via antica: «Nagib Mahfuz, Premio Nobel nel 1988, era mio cliente e prima di lui Tawfiq Al Hakim, Yusuf Idris, Anis Mansour e tanti altri scrittori».

Anche secondo Ali Sayed, 60 anni, da sempre frequentatore della via, «purtroppo i libri offerti adesso sono senza valore. Qui compravo fin da quando ero studente i libri preziosi e rari che ho ancora nella mia libreria, qui ho trovato libri autografati dal decano della letteratura araba Taha Hussein, dal presidente Anwar al-Sadat, mappe rare, lettere di politici di alto livello, monete, francobolli. Dopo la distruzione delle bancarelle da parte del Comune nel 2012 e malgrado le proteste degli abitanti per salvaguardare il valore storico della via, la condizione dei librai è peggiorata per la perdita di gran parte dei libri: alcuni hanno cambiato attività, altri ora vendono solo alla clientela proveniente dai Paesi arabi più ricchi».