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In Piemonte gli studenti sospesi vengono sanzionati con la partecipazione ad attività sociali

Come si fa ad evitare le “punizioni” a scuola? In Piemonte da otto anni gli studenti degli istituti superiori di secondo grado, anzichè essere sospesi per cattiva condotta, vengono “condannati” a seguire percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari quali servire i pasti ai senza fissa dimora o aiutare volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà.

Gestito dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte l’iniziativa nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio sociorelazionale e ambientale dei ragazzi a partire dal principio che un comportamento errato possa essere migliorato attraverso il coinvolgimento in un iter educativo di recupero.

L’ufficio scolastico segnala i ragazzi sottoposti a sanzione alle associazioni no profit e cooperative con cui stende una convenzione che garantisce la copertura assicurativa degli studenti, un percorso personalizzato sul profilo di ciascuno di loro e l’affiancamento di un tutor. Le attività si tengono su un arco minimo di tre mezze giornate o al mattino, in sostituzione delle lezioni, o al pomeriggio in orario extrascolastico, nel caso in cui sia obbligatoria la frequenza degli insegnamenti.

Dal 2008 ad oggi 1200 alunni hanno seguito la formazione alternativa e 80 scuole, di cui una cinquantina solo a Torino, hanno aderito al progetto. Dopo l’esperienza il 10% dei giovani non ha più lasciato il terzo settore e in alcuni casi, alla fine del ciclo scolastico, lo ha scelto per la propria professione.

Automedica della Croce Bianca Savona

Automedica della Croce Bianca

È una realtà molto apprezzata a livello nazionale e locale ma se ne parla poco. Mi riferisco alle pubbliche assistenze (P.A.), associazioni di volontari che si prestano all’aiuto alle persone anziane o malate. «Grazie alle nostre convenzioni non temiamo tagli economici per il prossimo anno», afferma sicuro il presidente della Croce Bianca di Savona, Ruggiero Basso. «Piuttosto temiamo una riduzione drastica dei servizi che possiamo offrire perché non siamo sicuri che ci venga assicurato il rimborso spese per l’utilizzo dei presidi, dei mezzi e delle attrezzature ed è per questo che siamo ancora in fase di trattativa per una nuova convenzione». Ad esempio la Croce Bianca utilizza bombole di ossigeno monouso il cui costo varia tra i 15 e i 20 euro l’uno. «Non avendo grandi budget e non essendo riconosciuti a livello normativo chiediamo almeno il rimborso per i servizi che offriamo, ad esempio le visite, di cui la maggior parte (60%) sono servizi ordinari mentre il resto (40%) sono servizi di emergenza». Nonostante ciò Liguria, Toscana e Piemonte hanno sistemi di assistenza avanzati che vengono finanziati totalmente al contrario di altre regioni, come la Sardegna, dove vengono coperti i costi di prima necessità come il carburante per i mezzi di soccorso. «Non c’è uniformità tra i sistemi sanitari regionali italiani».
Ma si pone anche un altro problema, ovvero la mancanza di volontari. «Questo è un discorso generale sulla società di oggi: fare il volontario significa innanzitutto intraprendere un percorso formativo impegnativo che pochi portano a termine. Inoltre i servizi devono essere combinati tra di loro dato l’levato numero di richieste da parte della numerosa popolazione anziana del nostro territorio: in un anno abbiamo prestato il 30% in più di servizi, 1500 solo in un mese», continua Basso. «È necessaria una revisione dei finanziamenti a chi, come noi, svolge il compito di dare risposta a richieste di servizi di prima assistenza». E aggiunge: «Noi offriamo un servizio di notevole importanza in un comprensorio ampio che si estende a tutto il savonese. Purtroppo il nostro impegno di volontariato non è riconosciuto dalla legge: basti pensare che chi ha il patentino per condurre i mezzi di soccorso non può utilizzarlo fuori dalla regione di appartenenza».
Tutto ciò, però, non scoraggia affatto i membri dell’ssociazione: «Chi fa parte della Croce Bianca – dichiara fieramente Basso – ha un forte senso di altruismo e della vita. La gente apprezza il lavoro che facciamo perché consideriamo il volontario esclusivamente come un servizio agli altri e non come una fonte di rendita economica. Se esistiamo è perché c’è la consapevolezza della nostra importanza per il territorio».