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Le storiche tinaie francesi Möet & Chandon riaprono al pubblico

Dopo più di un anno di restauro le antichissime cantine Möet & Chandon della maison di champagne fondata ad Épernay, nella regione di Champagne – Ardenne, in Francia, riaprono al pubblico. Il sito così come la regione è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e conserverà tutte le sue caratteristiche di eccellenza. Inoltre rientra tra i beneficiari di un fondo statale che incentiva l’enoturismo nelle regioni di Bordeaux, Bourgogne, Languedoc, Valle del Rodano e appunto Champagne – Ardenne.

La storia delle cantine oggi proprietà del gruppo LVMH Möet Hennessy Louis Vuitton S.A. e da sempre simbolo di lusso risale al 1743, anno in cui Claude Möet le acquistò. Da allora hanno raggiunto un’estensione di circa 28 chilometri. Completato lo scorso 1 ottobre il restauro conservativo ha lasciato intatto lo splendore del Cour d’Honneur e dei saloni Jean Remy (nipote del fondatore Claude) e Imperial (celebrante l’amicizia tra Möet e Napoleone Bonaparte).

Il tour dello champagne è reso ancora più indimenticabile e la visita confortevole anche alle persone diversamente abili, che possono accedere a questa esperienza grazie ad uno speciale ascensore e ad un nuovo ingresso.

Le cantine Möet & Chandon custodiscono gelosamente pezzi di storia del vino: ne è un esempio la celeberrima Napoleon Cask, regalata dall’imperatore a Jean Remy Möet durante una delle sue visite. Gli enoturisti potranno ammirare sia la bottiglia sia la targa commemorativa del terzo passaggio di Bonaparte alle cantine nel 1807.

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La vigna donata da Coldiretti al Santo Padre

Dopo la svolta solare e la mobilità elettrica, ora il papa si dà anche all’alimentazione a chilometri zero. Già, perchè se alla Casa Bianca gli Obama coltivano un orto biologico e distillano birra, alla Santa Sede si produce il vino. La Coldiretti, infatti, ha donato al Santo Padre un vigneto, piantato nella Fattoria Pontificia che già ospita degli alveari da cui quest’anno sono stati ricavati ben 80 chili di miele biologico millefiori. La vigna si estende su una superficie di 1 chilometro quadrato e l’uva crescerà sotto la statua del Cristo Buon Pastore. I vitigni donati al papa sono il Trebbiano (bianco) e il Cesanese di Affile (rosso).

Il dono è stato consegnato dagli agricoltori a Benedetto XVI nel corso delle celebrazioni per la Giornata della Salvaguardia del Creato mentre a Castel Gandolfo è stata allestita la mostra “I colori della biodiversità”, a cura della fondazione Campagna Amica.

L’uva verrà lavorata nella cantina del papa, opportunamente attrezzata con botti di castagno e rovere in cui far invecchiare il vino.

Come spiega la Coldiretti «questo regalo si richiama alle prime parole ai fedeli pronunciate da Ratzinger, appena eletto pontefice, quando si definì un umile lavoratore nella vigna del Signore. La vigna va a completare la fattoria del papa, che, dotata delle tecnologie più moderne, ha conservato intatto l’aspetto del rustico antico, mostrando come sia possibile che l’ordine, la pulizia e le esigenze dell’agricoltura moderna possano sempre conciliarsi con il sapore della tradizione».