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In Piemonte gli studenti sospesi vengono sanzionati con la partecipazione ad attività sociali

Come si fa ad evitare le “punizioni” a scuola? In Piemonte da otto anni gli studenti degli istituti superiori di secondo grado, anzichè essere sospesi per cattiva condotta, vengono “condannati” a seguire percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari quali servire i pasti ai senza fissa dimora o aiutare volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà.

Gestito dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte l’iniziativa nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio sociorelazionale e ambientale dei ragazzi a partire dal principio che un comportamento errato possa essere migliorato attraverso il coinvolgimento in un iter educativo di recupero.

L’ufficio scolastico segnala i ragazzi sottoposti a sanzione alle associazioni no profit e cooperative con cui stende una convenzione che garantisce la copertura assicurativa degli studenti, un percorso personalizzato sul profilo di ciascuno di loro e l’affiancamento di un tutor. Le attività si tengono su un arco minimo di tre mezze giornate o al mattino, in sostituzione delle lezioni, o al pomeriggio in orario extrascolastico, nel caso in cui sia obbligatoria la frequenza degli insegnamenti.

Dal 2008 ad oggi 1200 alunni hanno seguito la formazione alternativa e 80 scuole, di cui una cinquantina solo a Torino, hanno aderito al progetto. Dopo l’esperienza il 10% dei giovani non ha più lasciato il terzo settore e in alcuni casi, alla fine del ciclo scolastico, lo ha scelto per la propria professione.

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Raccontare le notizie con i fumetti si può grazie ad un gruppo di disegnatori

«Ci sono storie, anche delicate e impegnative, che si prestano meglio di altre ad essere narrate attraverso il disegno». A parlare è Pietro Scarnera, fumettista tra gli ideatori di Graphic News, il primo sito web di informazione con notizie, reportage e rubriche disegnate, da oggi on line con le prime 9 storie. Frutto di oltre un anno di lavoro, Graphic News è un progetto di Pequod, cooperativa di 4 giovani provenienti dal mondo del fumetto, del giornalismo e della comunicazione con la collaborazione dell’associazione culturale Mirada di Ravenna, da anni punto di riferimento per il fumetto di realtà in Italia e crocevia di disegnatori da tutto il mondo.

«Gianluca Costantini, di Mirada, realizza da anni il progetto “Political Comics” e da tempo pensava di creare un sito di informazione a fumetti», racconta Scarnera. L’occasione si è presentata con il bando “Culturability – Fare insieme cooperativa” della fondazione Unipolis, rivolto agli under 35 con un’idea di impresa nei settori culturale e creativo. Il progetto Graphic News, già vincitore di “Incredibol 2014”, il bando del Comune di Bologna sull’innovazione creativa, è tra quelli selezionati. Per realizzarlo sono stati coinvolti diversi autori che ruotano attorno al festival Komikazen. «L’obiettivo era creare fumetti adatti ad essere letti sul web attraverso tablet e smartphone e abbiamo scelto due formati di lettura, le slide e lo scroll», spiega Scarnera.

Alle storie raccontate si aggiunge poi la prima rubrica, “Gaza Starts”, realizzata dallo stesso Gianluca Costantini. I temi trattati su Graphic News spaziano dall’economia al sociale, dalla cultura alle scienze e allo sport. «Puntiamo a pubblicare una storia alla settimana» è l’auspicio di Pietro Scarnera.

Tra le nove storie di esordio c’è “Povere Veneri” di Francesca Zoni sulla prostituzione di strada. «Francesca si è finta volontaria dell’associazione Via Libera, un gruppo di volontarie che avvicinano le ragazze, portano loro preservativi, fazzoletti, thè caldo o freddo e un po’ di compagnia – afferma Scarnera – Un giornalista o un fotografo difficilmente sarebbe riuscito a parlare con loro, con Francesca, invece, si sono aperte e anche per lei è stata un’esperienza vissuta, ne è rimasta molto coinvolta». Nelle tavole l’autrice è riuscita a far parlare le ragazze senza mai mostrarle e «nel racconto c’è molta sincerità».

Ansia e panico nel fine settimana? A Milano interviene il servizio di “Urgenza psicologica”

Donna, età media 41 anni, italiana: è l’identikit della maggioranza delle persone che chiamano il servizio di “Urgenza psicologica” di Milano, attivo il sabato e la domenica. «L’aspetto più sorprendente è che il 30% delle chiamate arriva anche da fuori regione, segno che c’è un bisogno diffuso», afferma Giuseppe Cersosimo, presidente della cooperativa Crea che gestisce il servizio insieme alla Croce Rossa Italiana con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia. «Quasi il 70% delle richieste di aiuto è per disturbi dell’umore e ansia», aggiunge Cersosimo.

Durante i fine settimana studi medici e servizi pubblici sono chiusi: per questo è nato “Urgenza psicologica”, un’équipe di una trentina di psicologi e personale della Croce Rossa che visitano a domicilio la persona che chiede aiuto. «Una volta siamo intervenuti in un negozio dove una commessa era nel panico per la massa di clienti durante il periodo dei saldi», ricorda Cersosimo. Nel 50% dei casi il problema viene risolto subito mentre il 40% inizia un percorso terapeutico.

Tra i motivi che generano ansia o disturbi dell’umore c’è il lavoro, come nei casi di chi è stato licenziato o chi subisce vessazioni dal capo. «Si rivolgono a noi persone sole perché magari originarie di altre parti d’Italia e trasferite a Milano per lavoro», spiega il presidente di Crea.

Dopo la fase sperimentale il servizio è destinato ad allargarsi ad altre collaborazioni, ad esempio con le forze dell’ordine. «Abbiamo un accordo con la Questura, già in alcuni casi siamo intervenuti su segnalazione delle volanti – sottolinea Cersosimo – Contiamo in futuro di collaborare anche con i Carabinieri e il centralino del Pronto Soccorso».