Posts contrassegnato dai tag ‘cooperazione internazionale’

Cina e Russia realizzeranno un sistema di posizionamento congiunto con Beidou e GLONASS

I cinque maggiori Paesi emergenti del mondo Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica implementeranno un proprio sistema satellitare globale di navigazione comune. Tecnici cinesi e russi cinesi genereranno un impianto basato sui rispettivi Beidou e Global Navigation Satellite System ad uso esclusivo degli Stati membri dell’associazione BRICS e della Shanghai Cooperation Organization.

La GLONASS Union ha reso noto che Cina e Russia hanno stabilito di finalizzare un’intesa per costituire due joint venture per produrre e commercializzare nuovi dispositivi di navigazione satellitare che riceverebbero segnali dai tre sistemi Beidou, GLONASS e Global Positioning System (GPS).

«Il progetto è stato approvato in occasione della seconda riunione del comitato cinorusso per importanti programmi nel settore della cooperazione strategica sulla navigazione satellitare», ha rivelato la società russa Space Systems. Tale progetto poggia su tecnologie avanzate di posizionamento di precisione e la sua esecuzione amplierà la fruizione di sistemi globali e regionali anche in Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Già l’8 maggio scorso Cina e Russia hanno sottoscritto un’accordo di compatibilità e interoperabilità tra Beidou e GLONASS, che ha aperto una nuova fase di collaborazione tra le due nazioni.

Annunci

Giappone, Corea del Sud e Cina normalizzano i loro rapporti diplomatici

I leader di Giappone, Corea del Sud e Cina mettono da parte le antiche ostilità e normalizzano le loro relazioni. Il primo ministro nipponico Shinzō Abe, la presidente sudcoreana Park Geun-hye e il premier cinese Li Keqiang hanno firmato un documento che sancisce la pace nella regione e promuove il libero scambio tra le loro nazioni. Il summit ha un’importanza storica perché avvia una nuova fase nelle relazioni dei tre Paesi asiatici, relazioni che hanno avuto momenti di forte tensione anche nell’ultimo periodo. D’ora in poi gli incontri trilaterali riprenderanno con regolarità allo scopo di perfezionare i protocolli d’intesa ratificati.

«Condividiamo l’idea che la cooperazione trilaterale è completamente ristabilita dopo questo vertice», si legge nel testo della dichiarazione conclusiva. Geun-hye ha evidenziato la volontà delle tre parti di ampliare la cooperazione economica «per aumentare di nuovo la crescita». Mai come ora Tokyo, Seul e Pechino hanno bisogno di sostenersi a vicenda: il Giappone è sul punto di rimanere impantanato in un’ennesima recessione tecnica, la Corea del Sud soffre molto la concorrenza dei Paesi vicini e la Cina cresce a tassi più bassi rispetto a quelli dell’ultimo quarto di secolo.

Così il documento ha stabilito che è necessario arrivare in tempi brevi ad un accordo di libero scambio. Seul e Pechino hanno già firmato pochi mesi fa un’intesa che va in questa direzione mentre il Giappone ha appena aderito al Partenariato Transpacifico, accordo che non include la Cina, e, per ora, la Corea. Tutte queste mosse dovrebbero essere finalizzate alla crescita delle rispettive economie nazionali.

È la prima volta dal 2012 che i capi di governo dei tre Paesi si incontrano. Da allora le relazioni diplomatiche si erano progressivamente deteriorate a causa della crescente tensione per le controversie territoriali e le ferite ancora aperte della Seconda Guerra Mondiale. La Repubblica Popolare e il Giappone si disputano la sovranità delle Isole Senkaku nel Mar Cinese Orientale. Il Sol Levante rivendica anche le Rocce di Liancourt, l’arcipelago di Takeshima, sotto la giurisdizione della Corea del Sud dal 1952.

Abe ha fortemente cavalcato il nazionalismo per avere la meglio nelle questioni di politica interna, il che ha rimesso in discussione i crimini commessi dal Giappone nel periodo coloniale. Fatti come il massacro di Nanjing in Cina e l’uso di donne coreane come schiave del sesso da parte dell’esercito nipponico difficilmente possono essere messi tra parentesi da Pechino e Seul. Tuttavia il documento firmato domenica ha trattato con discrezione i problemi: ivi viene semplicemente sottolineato che per fruttuose relazioni future è necessario «affrontare il passato».

Infine nel testo è presente anche un chiaro monito alla Corea del Nord. Il messaggio per il dittatore Kim Jong-un è chiaro: «Ci opponiamo a qualsiasi azione che possa causare tensioni nella penisola coreana o violare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». «Il nostro interesse è la stabilità della penisola e di mantenere il nostro obiettivo di denuclearizzazione della Corea del Nord», ha aggiunto la presidente Geun-hye, riprendendo la proposta già lanciata a settembre presso l’Assemblea Generale dell’Onu di intavolare una trattativa sul nucleare con Pyongyang sul modello Iran.

Previsto nella Legge di Stabilità un contingente di volontari italiani in azioni di pace

Nove milioni di euro, tre per ogni anno, per il triennio 2014 – 2016 per «l’istituzione di un contingente di corpi civili di pace, destinati alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio o di emergenza ambientale». È l’emendamento alla Legge di Stabilità partito su iniziativa del deputato Giulio Marcon (Sinistra Ecologia Libertà) e, dopo un’iniziale bocciatura, fatto proprio dal Governo e approvato martedì sera dalla Commissione Bilancio della Camera.

L’emendamento prevede l’organizzazione del contingente come previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 5 aprile 2002 n. 77, secondo cui i giovani volontari «possono essere inviati all’estero anche per brevi periodi nelle forme stabilite con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il ministro degli Affari esteri». Il decreto legislativo stabilisce inoltre che «al fine dell’eventuale verifica dei progetti da realizzare all’estero nonché del loro monitoraggio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri può ricorrere al supporto degli uffici diplomatici e consolari».

Secondo Marcon, che si è battuto anche per far stanziare 10 milioni aggiuntivi per la cooperazione internazionale, l’approvazione dell’emendamento è «un piccolo ma significativo passo avanti anche se all’interno di una Legge di Stabilità confusionaria e contraddittoria. Inoltre ci saranno fondi aggiuntivi a quanto già stanziato per il Servizio Civile Nazionale», aggiunge.

Nicola Lapenta, responsabile di servizio civile per la Comunità Papa Giovanni XXIII, definisce i corpi civili di pace un fatto storico. «Per la prima volta in Italia – dichiara – viene previsto un istituto più volte teorizzato ma che non aveva mai trovato attuazione concreta e si dà finalmente voce alle esperienze concrete in questo campo della società civile quali “Operazione Colomba”, il Tavolo interventi civili di pace e i Caschi Bianchi».