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Un nuovo miniecografo portatile, grande come un cellulare o un tablet, sostituirà lo stetoscopio

Lo stetoscopio sta per andare in pensione. È arrivato, infatti, un nuovo strumento dotato di una tecnologia avanzatissima: l’ecoscopio. Si tratta di un miniecografo portatile in grado di aiutare i medici nella diagnosi di innumerevoli patologie.

È grande come uno smartphone o un tablet e può essere portato al letto del paziente per visite più accurate e approfondite. Permette diagnosi in tempo reale più precise, è economico, non ha effetti collaterali e può essere utilizzato con tutti i pazienti.

«L’Italia è stata fra le prime nazioni al mondo, assieme al Giappone, a sperimentare l’ecoscopio portatile per la diagnosi al letto del paziente – spiega Vincenzo Arienti, direttore di Medicina interna dell’Ospedale Maggiore di Bologna – L’ecoscopio aiuta a decidere quando sia appropriato un ricovero, indirizza velocemente alle terapie più opportune ed evita esami inutili. Si è stimata una riduzione dei costi per paziente che può arrivare addirittura al 70% attraverso l’uso di queste tecnologie di telemedicina».

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In Kenya funziona il nuovo vaccino anti polmonite: crollo dei casi tra i bambini

La polmonite è la causa principale di morte in Kenya per i bambini sotto i 5 anni ma l’uso di un nuovo vaccino ha ridotto i decessi drasticamente. Ciò accade proprio nel periodo in cui l’Organizzazione Mondiale per la Sanità raccomanda l’immunizzazione contro pertosse, morbillo e sinusite come il modo migliore per contenere la malattia. «La polmonite uccide circa 1,1 milioni di bambini ogni anno nel mondo e il modo migliore per prevenirla è attraverso l’immunizzazione, un’alimentazione adatta e un ambiente pulito», afferma l’Oms.

Per sradicare il diffondersi della malattia nel 2011 il governo del Kenya aveva lanciato una collaborazione con l’Alleanza globale per i vaccini e le immunizzazioni. L’efficacia del vaccino è stata dimostrata da vari studi nel villaggio costiero di Kilifi e nella città di Kisumo: il tasso di malattia nei bambini è diminuito ancora prima della conclusione dello studio, prevista nel 2015. «Posso confermare che è diminuito di circa due terzi a Kilifi in seguito all’introduzione del vaccino tre anni fa», dichiara Anthony Scott, ricercatore dell’Istituto per la ricerca medica del Kenya.

Tuttavia il solo vaccino non potrà essere una soluzione duratura. Esperti della salute ritengono che la lotta alla malattia debba passare attraverso un appropriato monitoraggio della malattia e centri medici ben attrezzati. Le cartelle cliniche devono essere aggiornate per monitorare l’efficacia delle medicine. «Con dei dati adeguati è più facile mostrare ai governanti del Paese l’importanza di portare un nuovo vaccino», spiega Shahanaz Sharif, direttore del Ministero della Salute e della Sanità pubblica del Kenya.

La raccolta dati deve passare da un sistema di compilazione manuale ad uno elettronico. Nelle aree rurali i dati si perdono facilmente per via della quantità elevata di documenti cartacei. «I nostri dati stanno aspettando. Il governo deve investire fortemente nella raccolta per migliorare il sistema dati», dice Shikanga O-tipo, capo del Dipartimento per il monitoraggio delle malattie del Ministero della Sanità. Attualmente molte strutture mediche non posseggono le attrezzature per diagnosticare casi di polmonite allo stadio iniziale. La situazione è aggravata dal fatto che molte altre malattie presentano sintomi simili a quelli della polmonite. Se le persone fossero rese consapevole sarebbero incoraggiati a cercare prima le cure e i casi di polmonite continuerebbero a diminuire.

Anche i compagni dei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi sbagliata hanno diritto ad un risarcimento

In caso di diagnosi sbagliate anche il congiunto del paziente ha diritto al risarcimento per danni morali. Questa la posizione dello Sportello dei Diritti, che estende anche al compagno, al marito, alla moglie di chi è stato vittima di malasanità un risarcimento per la depressione e i problemi che una diagnosi sbagliata potrebbe aver causato nella vita di coppia.

Questo principio, ritenuto sacrosanto da parte dell’associazione, è avvalorato anche dalla sentenza 14040/13 della IIIª sezione civile della Cassazione, pubblicata martedì scorso, che fa riferimento a casi nei quali la vittima ha subito un intervento invasivo inutile dopo una diagnosi sbagliata di cancro.

La sentenza riguarda il caso di una coppia di coniugi che ha dovuto subire un calvario di questo genere dopo l’asportazione di un banale neo alla gamba del marito e un’errata diagnosi di melanoma. La biopsia aveva poi smentito la malattia ma il paziente era convinto che fosse solo una bugia per farlo morire in pace, senza preoccupazioni. L’uomo era caduto in depressione e la vita per la coppia era diventata un inferno.

Per questo motivo la Suprema Corte ha accolto le richieste dei legali della coppia, obbligando al risarcimento anche della moglie. Una sentenza molto importante per le vittime di malasanità e i loro familiari.