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Molti pittori dipingono le grigie e tetri barriere di cemento della città

Baghdad è la capitale che presenta il maggior numero di barriere di cemento al mondo, comparse per la prima volta nel 2003 e diventate ormai veri monumenti alla violenza che caratterizza da anni la città. L’inizio della guerra civile ha costretto il governo e le forze armate americane a separare molte zone e circondare i siti sensibili (sedi amministrative, università, luoghi di culto, centri commerciali) con possenti muri prefabbricati che hanno finito per caratterizzare la stessa estetica urbana.

Ma ora c’è chi ha deciso di fare qualcosa. Un gruppo di giovani ha promosso l’iniziativa “A Baghdad mancano i colori” per cambiare l’aspetto della città dipingendo e colorando le barriere grigie. Ne parla uno dei promotori, Saqr Maen: «Sappiamo che non è possibile eliminare le barriere perché esistono oggettivi problemi di sicurezza – dichiara – ma queste mura possono essere migliorate».

Molti pittori, anche non professionisti, hanno aderito all’iniziativa con l’intento di ridare un po’ di allegria almeno visiva. «I soggetti dei disegni sono stati scelti tra monumenti iracheni, alshanashil (costruzioni tipiche irachene), palme e paesaggi – aggiunge Saqr – Pittureremo tutte le barriere per nascondere quel colore pallido e tetro che porta diritto alla depressione».

La campagna, appena iniziata in un quartiere di Baghdad, si sposterà in pochi giorni nelle altre zone. Inoltre Saqr invita Comune e Provincia ad abbellire le strade e gli edifici con cose semplici, di poco costo, per migliorarne il paesaggio, portando un effetto positivo sugli abitanti.

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Louise De Saint Angel realizza arazzi con strisce di tessuto

La giovane artista Louise De Saint Angel ha creato dei pannelli estremamente particolari realizzati con strisce di tessuto di qualche centimetro di larghezza, intrecciate fra loro, che formano un motivo utilizzando il principio dei pixel e in cui l’immagine astratta viene scomposta in tanti piccoli elementi.

Extreme Stunt, Frondesco e Springbreak sono i titoli di alcuni di questi grandi arazzi dai toni delicati e dai disegni geometrici che grazie alla particolare materia acquistano uno spessore e una presenza notevoli. Posti tra il concetto di decorazione e quello di opera d’arte si distinguono dall’arte classica.

Nata nel 1984 De Saint Angel vive e lavora a Parigi. Nel 2006 ha partecipato ad uno stage con il designer Pucci De Rossi, che ha risvegliato il suo lato artistico attraverso un diretto rapporto tattile con oggetti e materiali. Nel 2007 si laurea e continuare ad imparare con designer industriali come Gilles Belley o Ronan e Erwan Bouroullec. Apre il suo studio, Statua, nel 2010 insieme al designer Romain Guillet. Attualmente si concentra sul tessile di autoproduzione, parte di un continuo scambio tra industria e arti creative.

La principessa fenicia Europa sarà il nuovo disegno dell’euro

Arriva il primo restyling dell’euro con disegni, colori e una filigrana diversi. La Banca Centrale Europea presenterà a novembre una nuova serie di banconote e monete, la cui circolazione partirà da maggio 2013. Dopo dieci anni di circolazione la moneta unica cambia: troppo bravi i falsari nell’imitarla, oltre ad una grafica troppo anonima e da sempre criticata, e, quindi, assolutamente da rinnovare.

Dalle prime indiscrezioni trapela anche il disegno che è stato scelto: si tratterebbe dell’immagine della principessa fenicia Europa, figlia del re di Tiro Agenore e di Telefassa, rapita da Zeus. Anche i colori saranno modificati, con differenti tonalità ed esclusivi inchiostri anticontraffazione.

Nei nuovi euro anche la carta filigranata subirà delle modifiche: l’attuale fibra di cotone, lino e canapa sarà rimpiazzata con la fibra di cotone lungo, più rigida e consistente. Inoltre la mappa dell’Europa sarà estesa ai nuovi Paesi membri e, per aumentarne la sicurezza, la calcografia, ovvero le linee in rilievo a forma di trapezio vicini all’importo, impressa in diversi punti della banconota.

Ma diverse sono le domande che si pongono. Che fine faranno i distributori automatici e i bancomat che attualmente riconoscono soltanto le vecchie banconote? Sarà previsto un periodo di convivenza tra le due serie oppure una sostituzione più rapida con scadenze tassative?