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Sobrietà ed eleganza firmate Modourbano per il nuovo complesso residenziale di Milano

Si presenta essenziale e fine Procaccini 17, il nuovo complesso residenziale nel cuore di Milano, in zona Monumentale, firmato dallo studio Modourbano di Stefano Cergna, Luca Romagnoli e Marco Zuttioni. L’edificio ribalta l’approccio all’abitabilità metropolitana interagendo con l’ambiente spaziale e culturale e unendo lo Stile Milano del secondo Dopoguerra e degli anni Sessanta all’urbanistica contemporanea.

Il fabbricato riflette la disposizione dell’originale demolito con le facciate allineate alla particolare conformazione dei limiti dell’incrocio stradale, dove le due ali si incontrano formando un angolo acuto. Coerentemente con le normative urbanistiche il design è concepito per ripristinare il tessuto urbano armonizzando l’altezza dell’edificio a quella degli edifici circostanti.

I prospetti su strada applicano soluzioni tecniche specifiche come le facciate in pietra e i volumi aggettanti delle logge. L’effetto di questi ultimi interrompe il volume generando nella totalità un’immagine dinamica e contemporanea.

Quelli interni sono definiti da ampie terrazze lungo lo sviluppo del palazzo che evocano la tipica corte milanese, ovverosia balconi lungoterrazze che si affacciano sullo spazio aperto all’interno.

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Il prosciugamento del Lago d'Aral dal 1989 al 2008

Far rivivere il Lago d’Aral è il sogno del Kazakistan. Un sogno tradotto in un progetto per il quale è stata avanzata dal governo una richiesta di finanziamento per l’85% alla Banca Mondiale.

Il Kazakistan vuole portare il livello delle acque del lago da 42 a 50 metri per consentire la navigazione. Il Lago d’Aral ha perso ben l’88% della superficie e il 90% del volume a causa dell’agricoltura intensiva di riso e cotone operata dai sovietici. Nel secondo Dopoguerra, infatti, l’acqua dei due fiumi che sfociavano nel lago fu prelevata per irrigare i nuovi vasti campi delle aree circostanti. Era così abbondante la necessità di acqua che i progettisti arrivarono a dichiarare che l’enorme lago era ritenuto uno spreco di risorse idriche utili all’agricoltura. Si riteneva che il lago, una volta ridotto ad una grande palude acquitrinosa, sarebbe stato facilmente utilizzabile per la coltivazione del riso.

Nel corso di quattro decenni la linea della costa è arretrata in alcuni punti anche di 150 km, lasciando al posto del lago un deserto di sabbia salata invece del previsto acquitrino. A causa della sua posizione geografica il lago è soggetto ad una forte evaporazione che non è più compensata dalle acque degli immissari.

Con il contributo della Banca Mondiale è stata costruita la diga Kokaral, lunga 17 km e alta 6 metri, sul fiume Syr Darya, che bagna il Lago d’Aral. L’opera ha permesso alle acque del Syr Darya di ristagnare nella parte settentrionale del lago. Una misura che ha già dato i suoi primi frutti: la ricomparsa di 7 specie di pesci, la riduzione fino a 5 volte della salinità e un incremento del pescato fino a 12 volte.

Ora il Kazakistan vuole costruire una seconda diga, ancora più a Nord, che dovrebbe essere ultimata non prima dei prossimi 15 anni. L’obiettivo è rendere nuovamente operativo il porto di Aralsk, che al momento è ancora a circa 25 km di distanza dal lago, all’estremità della baia di Saryshaganak. I lavori, che ammonterebbero a circa 140 mila euro, consistono nella costruzione di un canale per portare l’acqua dal Syr Darya direttamente nella baia, che sarebbe poi chiusa dalla nuova diga. Nel giro di poco tempo il livello dell’acqua dovrebbe tornare a bagnare il porto di Aralsk.