Posts contrassegnato dai tag ‘economia’

Scoperto giacimento in Egitto, Clò (Saipem): «L’Italia può essere hub del gas mediterraneo»

La scoperta da parte di Eni del grande giacimento di 850 miliardi m3 di gas di Zohr, nell’offshore de Il Cairo, è senz’altro un affare per l’Italia. Secondo Alberto Clò, consigliere d’amministrazione di Snam, «Zohr rafforza la prospettiva auspicata da tempo dell’Italia quale hub del gas mediterraneo da veicolare verso il Nord Europa».

«L’Eni ha una posizione di eccellenza nella fase di esplorazione e nel settore dell’estrazione. Questo risultato è dovuto alle sue altissime qualità tecniche e alla presenza storica in quell’area, che ha permesso di accumulare un patrimonio di conoscenze e dati – afferma Clò – La vicinanza del giacimento comporta in termini di vantaggio competitivo all’Italia innanzitutto tempi rapidi di messa in esercizio. La scoperta ha costi compatibili con i prezzi bassi del petrolio di oggi ed è altamente competitiva».

Quali ricadute avrà sull’economia italiana la scoperta di Zohr?
«Sicuramente darà respiro all’Egitto, che negli ultimi anni ha avuto grandi difficoltà sul versante dell’industria petrolifera con una domanda interna che cresce ma non riesce ad essere soddisfatta».

E sul mercato italiano?
«Un effetto positivo si potrebbe avere sul sistema di piccole e medie imprese che vendono impianti e servizi all’industria mineraria. L’indotto è di grande eccellenza: abbiamo la Rossetti e imprese localizzate in Emilia Romagna e altre regioni che sono in grado di supportare questo sviluppo».

Potrebbe ridursi la dipendenza energetica da Russia, Libia e Algeria?
«L’Italia oggi ha un consumo molto basso. Inoltre arriveranno altri adduttori, come il Gasdotto TransAdriatico dall’Azerbaijan, che aggiungerà altri 10 miliardi di metri cubi. Siamo ampiamente coperti, il gas egiziano può essere utile qualora vi fossero difficoltà di approvvigionamento».

Annunci

Bristol stampa una moneta cittadina: 1 milione di tiratura e 800 esercizi commerciali aderenti

La prima valuta complementare inglese sta per compiere tre anni ma di strada ne ha fatta parecchia. Da un paio di mesi si può usare non più solo per fare spese ma anche per pagare i tributi, in particolare la Council Tax, tassa governativa mensile. Il Bristol Pound, la valuta di Bristol, nella regione del Sud Ovest dell’Inghilterra, è in circolazione dal 2012. All’inizio la nuova moneta è stata adottata da 300 esercizi commerciali, poi, visto il successo, da un numero crescente fino agli 800 attuali. Negozi, ristoranti, centri per famiglie, palestre, un elenco esaustivo di servizi che si possono acquistare attraverso la moneta cartacea o virtuale. Sino ad oggi sono almeno 1 milione i Bristol Pounds emessi.

Inizialmente i fondatori avevano grandi progetti ma poche certezze. Sostenuti anche dalla municipalità hanno stampato tagli da 1, 2, 5, 10 e 20 e per favorire la circolazione del nuovo conio, che ha valore pari alla sterlina britannica, hanno proposto ai negozianti che aderivano di fare sconti tra il 5 e il 10% a chi pagava in valuta locale. L’obiettivo chiave è, infatti, quello di sostenere l’economia cittadina. I grandi gruppi prima non hanno aderito, poi, quando hanno chiesto di farne parte sono stati esclusi. Invece i piccoli ci hanno creduto da subito, convinti che tenere in città il proprio denaro fosse un modo per mantenerla vitale e fuori dalla crisi.

Perché il sistema funzioni è sufficiente che il conio non abbia valore al di fuori dei confini comunali. Di recente il risultato positivo del Bristol Pound ha avuto un riscontro esterno tutt’altro che banale. Good Energy, azienda che fornisce energia a case e uffici in tutto il Regno Unito, ha annunciato che sarà la prima azienda energetica al mondo ad accettare una moneta complementare. Con i Bristol Pounds che incasserà pagherà i subfornitori, che già esistono in zona o che saranno scelti in futuro su base locale.

Come ha dichiarato il sindaco George Ferguson, che riceve il suo salario nella valuta cittadina, «il Bristol Pound è la dimostrazione tangibile di come la città faccia le cose in modo differente dagli altri. L’adesione di Good Energy è una grande notizia per la valorizzazione dell’economia locale». Anche Ciaran Mundy, che dirige la Bristol Pound Community Interest Company, è soddisfatta e si aspetta che dopo Good Energy altre aziende che forniscono servizi essenziali, come acqua e gas, si adeguino a questa nuova tendenza. La sua idea sta facendo proseliti: anche ad Exeter e a Liverpool stanno progettando una moneta locale.

Per il nuovo design della moneta la compagnia ha lanciato su Internet un sondaggio e chiesto alla gente di mandare schizzi. Insomma la comunità fa la forza e da settembre avrà anche un nuovo marchio per il proprio denaro.

Da un’idea di tre italiani nasce una rete globale di giovani professionisti

Giovani, professionisti, indipendenti, uniti da esperienze internazionali all’estero in banche d’affari del calibro di Morgan Stanley, Lehman Brothers e Merrill Lynch ma soprattutto dal desiderio di fare rete in modo etico e trasparente. Per sfatare i luoghi comuni che circondano il mondo dell’alta finanza e costruire un sistema alternativo di relazioni in cui tornare a fidarsi del futuro. Tre ragazzi italiani, Luca Cosentino, Edoardo Palmisani e Federico Quitadamo, dopo essere rientrati in Italia hanno creato ActingForward, un network rivolto a giovani professionisti che lavorano nei principali centri economico finanziari del mondo.

«Ben consapevoli delle sfide che ci aspetteranno nei prossimi anni siamo convinti che si possa ancora credere in questo Paese. Proprio da questa convinzione nasce la volontà di fare rete e impegnarsi guardando al futuro», dichiara Cosentino, senior manager Corporate Finance di Ernst & Young.

«Vorremmo essere un ponte tra tutti quei professionisti che condividono i principi guida della nostra associazione, indipendentemente dalla loro posizione geografica e dal loro luogo di lavoro», aggiunge Palmisani, project leader in Boston Consulting Group.

«La scelta di un nome inglese non è casuale – spiega Federico Quitadamo, investment director in CVC Capital Partners – Per noi ha un significato ben preciso: bisogna agire con uno sguardo rivolto al futuro. Attraverso questa associazione vogliamo creare occasioni di discussione e confronto». ActingForward organizza, infatti, dibattiti, tavole rotonde e altre attività mirate a diffondere la cultura finanziaria e favorire lo sviluppo di una nuova generazione di professionisti, promuovendo anche progetti di mentorship e borse di studio per studenti meritevoli.

Già la tavola rotonda tenutasi a Roma nel corso della presentazione del network ha incarnato lo spirito dell’iniziativa con il tema “Perché credere ancora nei giovani e nell’Italia”. «Alla mia età non c’è alternativa rispetto a credere nei giovani e nell’Italia. Possiamo soltanto puntare a rilanciare questo Paese e per farlo c’è bisogno di loro – ha affermato Ernesto Monti, vicepresidente di Astaldi e docente di Finanza aziendale all’Università Luiss “Guido Carli”, intervenuto con la sua personale testimonianza – ActingForward mi piace perchè la condivisione è la precondizione della crescita: è importante fare rete in modo etico».