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In Piemonte gli studenti sospesi vengono sanzionati con la partecipazione ad attività sociali

Come si fa ad evitare le “punizioni” a scuola? In Piemonte da otto anni gli studenti degli istituti superiori di secondo grado, anzichè essere sospesi per cattiva condotta, vengono “condannati” a seguire percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari quali servire i pasti ai senza fissa dimora o aiutare volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà.

Gestito dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte l’iniziativa nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio sociorelazionale e ambientale dei ragazzi a partire dal principio che un comportamento errato possa essere migliorato attraverso il coinvolgimento in un iter educativo di recupero.

L’ufficio scolastico segnala i ragazzi sottoposti a sanzione alle associazioni no profit e cooperative con cui stende una convenzione che garantisce la copertura assicurativa degli studenti, un percorso personalizzato sul profilo di ciascuno di loro e l’affiancamento di un tutor. Le attività si tengono su un arco minimo di tre mezze giornate o al mattino, in sostituzione delle lezioni, o al pomeriggio in orario extrascolastico, nel caso in cui sia obbligatoria la frequenza degli insegnamenti.

Dal 2008 ad oggi 1200 alunni hanno seguito la formazione alternativa e 80 scuole, di cui una cinquantina solo a Torino, hanno aderito al progetto. Dopo l’esperienza il 10% dei giovani non ha più lasciato il terzo settore e in alcuni casi, alla fine del ciclo scolastico, lo ha scelto per la propria professione.

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Un anno fa il tifone Haiyan: milioni di sopravvissuti vivono ancora in povertà estrema e in zone poco sicure

L’8 novembre 2013 il tifone Haiyan si è abbattuto sulle Filippine provocando più di 6 mila morti e spazzando via intere città e villaggi. Un anno dopo la popolazione cerca di reagire e ricostruire ma sono ancora milioni i sopravvissuti che vivono in condizioni di povertà estrema e in zone poco sicure. Una delle più colpite è stata Tacloban, dove SOS Villaggi dei Bambini è parte attiva nel dare un aiuto concreto a chi, in pochissimo tempo, ha perso tutto o quasi.

«In questo momento ci stiamo concentrando su un tipo di sostegno che possa davvero avere un impatto importante nel lungo periodo sulla popolazione: la ricostruzione delle scuole e delle case, il programma “Affido ai parenti”, l’apertura di spazi a misura di bambino e i programmi per ricostruire la vita delle famiglie colpite», spiega il direttore del locale Villaggio SOS Oscar Garol.

Avviato per supportare i bambini che hanno perso i genitori o i tutori a causa del tifone, il programma “Affido ai parenti” si rivolge ora a 124 bambini e ragazzi. Ognuno di loro riceve un contributo mensile capace di coprire le spese per istruzione, abbigliamento, assistenza sanitaria e cibo. «Vogliamo che i bambini si rendano conto che c’è un futuro che li aspetta e che l’aver perso i genitori e i loro cari non significa che siano e saranno da soli», spiega Garol.

Case e scuole sono fulcri fondamentali della vita di tutti i giorni. Entro l’inizio del 2015 SOS Villaggi dei Bambini ha in programma di ristrutturare 12 aule e rimettere in piedi i servizi essenziali in modo che i bambini e i ragazzi di Palanog abbiano di nuovo un luogo sicuro e funzionale alla formazione scolastica e la ricostruzione di 600 case per le famiglie in difficoltà in due diverse aree.

Prima del tifone la comunità dei pescatori usava barche fatte di compensato che non soddisfacevano gli standard governativi. SOS Villaggi ha studiato la possibilità di realizzare nuove barche ecocompatibili insieme al Ministero dell’Agricoltura. Sono stati anche organizzati dei corsi per poter insegnare l’utilizzo e il mantenimento delle barche.

Da quel drammatico 8 novembre di un anno fa sono state 467 le famiglie beneficiarie del Programma SOS e 11 gli spazi che hanno accolto e protetto più di 2mila bambini. Completamente distrutto dal tifone il Villaggio SOS di Tacloban era una città fantasma. Oggi è finalmente stato ricostruito. «È stato un giorno felice quando siamo potuti tutti tornati nelle nostre case», ha concluso Garol.

Una sfilata di Milano Moda Donna 2010

Anche per chi, a causa del terremoto in Abruzzo, ha perso la possibilità di continuare il proprio percorso formativo il Comune di Milano e la Camera nazionale della Moda italiana hanno aperto un bando di concorso che mette a disposizione 9 borse di studio nel settore moda, con sede proprio nel capoluogo lombardo. Destinatarie esclusive le studentesse provenienti dalle zone colpite dal sisma.
Una commissione formata dai rappresentanti dei partners commerciali, da imprenditori, giornalisti e buyers selezionerà le vincitrici tra le varie candidature. Le borsiste potranno accedere al corso “Fashion Italian System“, che si svolgerà nella storica Società di incoraggiamento d’Arti e mestieri, nel cuore di Milano, e sarà articolato in una fase di teoria e una di stage.

Il corso inizierà ai primi di settembre 2010 e si concluderà con l’esame finale a marzo del 2011. I contenuti prevedono lezioni di base di introduzione al sistema moda e al ciclo delle collezioni e insegnamenti più specifici sulla comunicazione, l’ufficio stampa e le tendenze moda. Punto di forza di questo programma è la possibilità di partecipare alla Settimana della Moda assistendo a sfilate, presentazioni, mostre ed eventi collaterali.

«A distanza di un anno dal tragico terremoto che ha messo a dura prova l’Abruzzo – commenta Mario Boselli, presidente della Camera della Moda – questa iniziativa rappresenta un segnale di attenzione verso un futuro positivo. Investire nella formazione significa rendere i giovani più competitivi sul mercato del lavoro e diffondere una cultura del valore della conoscenza e dell’apprendimento». La Camera della Moda ha già alle spalle un’importante esperienza triennale a fianco del Comune meneghino in progetti di sostegno allo start up di giovani imprese. «Con questo progetto il comparto moda conferma la sua duplice vocazione di realtà produttiva e punto di riferimento per la promozione della creatività giovanile».