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Ristoranti e supermercati francesi dovranno destinare il cibo in scadenza ai poveri

La Francia dichiara guerra allo spreco alimentare promulgando due nuove leggi: una emenderà la vigente normativa che impone ai supermercati di gettare via il cibo prossimo alla data di scadenza, l’altra cambierà la condotta dei ristoratori in merito alle doggy bag. Ancora poche settimane e il Senato sarà convocato per approvare in via definitiva le disposizioni.

Gli empori con superficie di vendita superiore ai 400 metri quadrati dovranno destinare il cibo in scadenza ad enti di beneficienza: lo spreco della grande distribuzione sarà così ridotto donando i prodotti non più vendibili ai poveri. Inoltre i generi alimentari potranno essere trasformati in mangime per animali o compost. I marchi della grande distribuzione dovranno stendere convenzioni con organizzazioni meritevoli, pena il versamento di un’ammenda pari a 75 mila euro o la carcerazione fino a 2 anni.

La battaglia contro lo sperpero di cibo passerà altresì per la legittimazione, anche per i clienti dei locali d’Oltralpe, della richiesta della doggy bag, la confezione in cui sarà possibile portare a casa gli avanzi del proprio pasto. L’onere di fornire il servizio scatterà per tutti i ristoranti che servono almeno 180 piatti al giorno.

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Le storiche tinaie francesi Möet & Chandon riaprono al pubblico

Dopo più di un anno di restauro le antichissime cantine Möet & Chandon della maison di champagne fondata ad Épernay, nella regione di Champagne – Ardenne, in Francia, riaprono al pubblico. Il sito così come la regione è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO e conserverà tutte le sue caratteristiche di eccellenza. Inoltre rientra tra i beneficiari di un fondo statale che incentiva l’enoturismo nelle regioni di Bordeaux, Bourgogne, Languedoc, Valle del Rodano e appunto Champagne – Ardenne.

La storia delle cantine oggi proprietà del gruppo LVMH Möet Hennessy Louis Vuitton S.A. e da sempre simbolo di lusso risale al 1743, anno in cui Claude Möet le acquistò. Da allora hanno raggiunto un’estensione di circa 28 chilometri. Completato lo scorso 1 ottobre il restauro conservativo ha lasciato intatto lo splendore del Cour d’Honneur e dei saloni Jean Remy (nipote del fondatore Claude) e Imperial (celebrante l’amicizia tra Möet e Napoleone Bonaparte).

Il tour dello champagne è reso ancora più indimenticabile e la visita confortevole anche alle persone diversamente abili, che possono accedere a questa esperienza grazie ad uno speciale ascensore e ad un nuovo ingresso.

Le cantine Möet & Chandon custodiscono gelosamente pezzi di storia del vino: ne è un esempio la celeberrima Napoleon Cask, regalata dall’imperatore a Jean Remy Möet durante una delle sue visite. Gli enoturisti potranno ammirare sia la bottiglia sia la targa commemorativa del terzo passaggio di Bonaparte alle cantine nel 1807.

Piante carnivore possono contrastare i calabroni asiatici, minaccia per l’apicoltura

I calabroni asiatici possono essere contrastati naturalmente grazie a delle piante carnivore. A ideare questa strategia è stato il Jardin des Plantes di Nantes, che ha fatto un’interessante scoperta che potrebbe essere molto utile per gli apicoltori di tutto il mondo. Aprendo una delle foglie dalla sommità porpora della Sarracenia il direttore Romaric Perrocheau vi ha trovato un esemplare di calabrone asiatico. Attirato dal nettare e dai ferormoni della pianta il calabrone è entrato nel lungo tubo della foglia e, una volta scivolato al suo interno, è stato mangiato dai succhi digestivi.

Dopo aver scoperto diversi esemplari Perrocheau ha deciso di studiare il fenomeno con un entomologo del Museo di Storia naturale. In ognuna delle piante sono stati trovati mediamente tre calabroni e tre mosche ma non vespe, api o calabroni europei. Queste piante carnivore originarie del NordAmerica possono dunque contrastare i calabroni asiatici. Ogni Sarracenia può contenere da 10 a 15 urne e attirare circa 50 insetti mentre in un nido di calabroni gli esemplari sono circa 4 mila.

Ora si proverà a capire quali sono le molecole liberate nell’atmosfera che attirano i calabroni, un lavoro tutt’altro che semplice che potrebbe durare anche un anno. L’obiettivo è trovare una supermolecola da poter usare come esca per attirare questa specie che rappresenta una minaccia per l’apicoltura.

Il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax) è originario della regione di Shanghai ed è stato rinvenuto in Europa all’inizio del secolo. Oltre ad essere presente nel 70% della Francia si trova anche in Italia, Belgio, Germania, Portogallo e Spagna. Fino ad ora non era stato trovato alcun mezzo di eradicazione, ecco perché tale scoperta è così importante.