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Il prototipo fai da te di un ingegnere tedesco che lavora a Google

Quante volte capita di vedere i personaggi di un film di fantascienza o ambientato in un futuro prossimo adoperare arnesi ultratecnologici verosimili ma non ancora in commercio! A Max Braun di continuo. Stanco di assistere a queste scene l’ingegnere tedesco di Google ha deciso così di costruirsene uno tutto da solo e durante il tempo libero.

Lo strumento in questione è uno specchio da bagno “intelligente” che proietta le informazioni visualizzabili sulla gran parte degli schermi touch di smartphone e tablet: ora, data, previsioni meteorologiche e le breaking news dell’Associated Press. I “pezzi” che Braun ha assemblato sono uno specchio a doppio senso, un monitor, una scheda di controllo comprata su eBay e una serie di componenti aggiuntivi insieme alla necessaria piattaforma software (ovviamente Android) e alla Application Programming Interface (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione) per l’espletamento dei compiti all’interno dei programmi installati.

Il prodotto è ancora work in progress: l’intenzione dell’ingegnere è di trasferire tutte le informazioni presenti nella scheda di Google Now, che si aggiornano automaticamente senza bisogno di interagire con lo specchio, e successivamente di attivarle attraverso comandi vocali.

Chi passa molto tempo nella toilette per curare il proprio aspetto prima di uscire di casa avrà una scusa per starci ancora di più e magari domandare: «Specchio, specchio delle mie brame, che tempo fa nel mio reame?». Il prototipo di specchio smart di Max Braun non è, però, il primo del suo genere: già Nordstrom ha creato Lo stylist virtuale, uno specchio interattivo che dà consigli e informazioni sui capi d’abbigliamento disponibili in un negozio.

Da un’idea di tre italiani nasce una rete globale di giovani professionisti

Giovani, professionisti, indipendenti, uniti da esperienze internazionali all’estero in banche d’affari del calibro di Morgan Stanley, Lehman Brothers e Merrill Lynch ma soprattutto dal desiderio di fare rete in modo etico e trasparente. Per sfatare i luoghi comuni che circondano il mondo dell’alta finanza e costruire un sistema alternativo di relazioni in cui tornare a fidarsi del futuro. Tre ragazzi italiani, Luca Cosentino, Edoardo Palmisani e Federico Quitadamo, dopo essere rientrati in Italia hanno creato ActingForward, un network rivolto a giovani professionisti che lavorano nei principali centri economico finanziari del mondo.

«Ben consapevoli delle sfide che ci aspetteranno nei prossimi anni siamo convinti che si possa ancora credere in questo Paese. Proprio da questa convinzione nasce la volontà di fare rete e impegnarsi guardando al futuro», dichiara Cosentino, senior manager Corporate Finance di Ernst & Young.

«Vorremmo essere un ponte tra tutti quei professionisti che condividono i principi guida della nostra associazione, indipendentemente dalla loro posizione geografica e dal loro luogo di lavoro», aggiunge Palmisani, project leader in Boston Consulting Group.

«La scelta di un nome inglese non è casuale – spiega Federico Quitadamo, investment director in CVC Capital Partners – Per noi ha un significato ben preciso: bisogna agire con uno sguardo rivolto al futuro. Attraverso questa associazione vogliamo creare occasioni di discussione e confronto». ActingForward organizza, infatti, dibattiti, tavole rotonde e altre attività mirate a diffondere la cultura finanziaria e favorire lo sviluppo di una nuova generazione di professionisti, promuovendo anche progetti di mentorship e borse di studio per studenti meritevoli.

Già la tavola rotonda tenutasi a Roma nel corso della presentazione del network ha incarnato lo spirito dell’iniziativa con il tema “Perché credere ancora nei giovani e nell’Italia”. «Alla mia età non c’è alternativa rispetto a credere nei giovani e nell’Italia. Possiamo soltanto puntare a rilanciare questo Paese e per farlo c’è bisogno di loro – ha affermato Ernesto Monti, vicepresidente di Astaldi e docente di Finanza aziendale all’Università Luiss “Guido Carli”, intervenuto con la sua personale testimonianza – ActingForward mi piace perchè la condivisione è la precondizione della crescita: è importante fare rete in modo etico».

Croce Rossa Internazionale: gli effetti della crisi in Europa dureranno decenni

«Le conseguenze a lungo termine di questa crisi devono ancora venire a galla. I problemi causati si sentiranno per decenni anche se l’economia migliorerà nel futuro prossimo. Ci domandiamo se come continente abbiamo realmente compreso che cosa ci ha colpito». Non ci sono mezze parole nei commenti ad un rapporto pubblicato dalla Croce Rossa Internazionale sugli effetti della crisi economica e dell’austerità in Europa.

«Da quando la crisi economica ha messo radici milioni di europei vivono nell’insicurezza, nell’incertezza sul loro futuro, una delle peggiori condizioni psicologiche per un essere umano. La disperazione si estende lasciando depressione, rassegnazione, perdita di speranza. Rispetto al 2009 milioni di persone si sono ritrovate a chiedere aiuto per il cibo, a non poter comprare medicine o accedere alla sanità. Milioni sono senza lavoro e molti di coloro che ne hanno ancora uno hanno difficoltà a mantenere le loro famiglie a causa di salari insufficienti e prezzi alle stelle».

Il rapporto di 68 pagine, basato su indagini realizzate nei 28 Paesi dell’Unione Europea e in altri 14 Stati dei Balcani, dell’Europa dell’Est e dell’Asia centrale, rivela dati significativi. In 22 Paesi le distribuzioni di alimenti realizzate dalla Croce Rossa sono aumentate del 75% tra il 2009 e il 2012. In Francia tra il 2008 e il 2011 350mila persone si sono ritrovate a vivere al di sotto della soglia di povertà. In Germania, nonostante i bassi livelli di disoccupazione, un quarto dei lavoratori ha salari ridotti e quasi la metà dei nuovi contratti realizzati a partire dal 2008 sono i mini jobs, pagati poco, flessibili o part time, che non prevedono previdenza sociale. In Spagna tre quarti delle famiglie non possono affrontare spese impreviste di 600 euro. Il 26,3% degli assistiti mangia un pasto ricco in proteine meno di 3 volte alla settimana e il 43,2% non può pagare il riscaldamento d’inverno.

In Italia aumentano le persone che vivono in strada e che non riescono a comprare generi di prima necessità. «Vediamo che chi era povero diventa sempre più povero. Famiglie con bambini e una sola fonte di reddito che si ritrovano in situazione precaria, spesso gran parte dei soldi è per l’affitto e le bollette», dichiara Giorgio Bocca della Croce Rossa di Milano.