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La nuova sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si ispira alle barche da diporto

La sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si rinnova con leggerezza, trasparenza e comfort. Il nuovo volto dell’edificio si ispira alle barche da diporto interpretando in chiave architettonica la vocazione alla qualità e alla vita all’aria aperta. Disegnata a quattro mani dagli architetti Giuliano Montaldo e Sabina Volta, dello studio MeV, la nuova sede sorge in una posizione privilegiata del golfo di Genova, dove l’arte del navigare si concilia con le esigenze dei diportisti. Mestieri antichi, come quello del maestro d’ascia, convivono con strutture di progettazione e tecnologie moderne.

L’edificio consiste in un corpo a due piani a pianta rettangolare con i prospetti corti posti uno a sud e l’altro a nord. La struttura portante totalmente a vista è costituita da una sequenza modulare e regolare di colonne e travi orizzontali in profilati di acciaio. Ampie specchiature panoramiche in alluminio e vetro favoriscono il rapporto tra interno ed esterno, consentendo da un lato di beneficiare dei vantaggi della luce naturale e dall’altro un controllo continuo sulle attività del cantiere. A seconda delle condizioni di esposizione al sole le pareti vetrate sono protette da frangisole a lame orizzontali in alluminio e pannelli rivestiti sul lato esterno con doghe orizzontali in iroko.

L’alternanza di spazi pieni e vuoti, il sapiente utilizzo dei materiali (vetro, legno e acciaio in primis) e la grande ariosità dell’insieme danno vita ad un’architettura viva. Per rendere ancora più leggero il volume complessivo il piano terra è stato progettato e realizzato ad una quota lievemente rialzata rispetto al piazzale di lavoro mentre l’involucro edilizio è stato dinamizzato attraverso la creazione di ampie terrazze. Per non porre ostacoli visivi alla percezione d’insieme degli spazi e non alterare il continuo rapporto con l’esterno le divisioni interne dei locali sono state realizzate con partizioni sottili e trasparenti.

La leggerezza si rispecchia anche sugli interni, a doppia altezza e open space. La volontà di creare ambienti accoglienti che si ispirassero alla nautica ha orientato le scelte progettuali sia verso l’utilizzo dei colori del mare (bianco e blu) sia verso il legno, elemento fondamentale per il settore.

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A Prato va in scena “La bisbetica domata” per non udenti

Va in scena al Teatro Metastasio Stabile della Toscana di Prato “La bisbetica domata” per non udenti. La commedia, composta da William Shakespeare tra il 1590 e il 1591, sarà in programma da giovedì 23 a domenica 26 gennaio e nelle repliche di sabato 25 e domenica 26 sarà accessibile anche ai non udenti attraverso l’installazione di uno schermo sopra il palco con i sottotitoli, a cura di Prescott Studio di Firenze.

Lo spettacolo, realizzato in coproduzione dai teatri stabili di Prato, Genova e Napoli è il primo del regista russo Andrej Končalovskij, che dietro le quinte ha diretto Juliette Binoche ne “Il gabbiano” di Anton Pavlovič Čechov.

L’assessore alle Pari opportunità del Comune di Prato Rita Pieri lo ha definito «un progetto importante nato con l’obiettivo di abbattere le barriere comunicative»

«Si tratta di un modo diverso di fare teatro – afferma, invece, il presidente del Teatro Metastasio Umberto Cecchi – impostato su un rapporto sociale, di creatività. L’obiettivo è quello di instaurare una “conversazione” con chi non ha la capacità di udire o parlare. Un’idea che l’assessore Pieri ci ha proposto e che siamo stati ben lieti di fare nostra, convinti che la cultura debba essere accessibile a tutti e che sia necessario usare tutti i modi possibile per comunicare e esprimersi».

In mostra a Genova le macchine funzionanti tratte dai Codici vinciani

Dopo il grande successo registrato in primavera nelle principali città di tutto il mondo ha riaperto alla Chiesa Museo di Sant’Agostino di Genova la mostra dedicata al genio universale di Leonardo da Vinci, in particolare alle straordinarie macchine tratte dai Codici vinciani, visitabile fino al 6 gennaio 2014. Una rassegna di grande valore artistico e culturale che presenta una quarantina di modelli riprodotti fedelmente da abili artigiani fiorentini in legno, stoffa, ottone e bronzo.

I temi della mostra sono il volo, la meccanica – con macchine che il pubblico può toccare grazie ad apposite maniglie per meglio comprenderne il funzionamento – la guerra e l’acqua.

La mostra vuole interessare e divertire: sperimentare toccando, usando e provando è la via più diretta e sicura per la certezza del sapere. Inoltre il visitatore può scoprire opere scultoree, pittoriche e affreschi che trovano un’ambientazione suggestiva e ideale negli ampi e luminosi spazi dell’ex complesso monastico restaurato.

È allestita anche una sezione con i principali capolavori del genio di Vinci. Inoltre nel coro della chiesa è esposta una meravigliosa interpretazione dell’ “Ultima Cena”, realizzata dall’artista Roberto Altmann.