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Oggetti quotidiani creati in bassa definizione dall’artista giapponese Toshiya Masuda

Il digitale entra nell’analogico e viceversa nelle creazioni dell’artista nipponico Toshiya Masuda, il quale gioca a provocare un risultato che lascia confusi: ceramiche curate sin nei minimi dettagli riproducono gli oggetti della vita di tutti i giorni e li scompongono in pixel, come se piombassero direttamente dal mondo in 16 bit: una realtà in bassa definizione.

«Molte persone tendono a giudicare le cose in base alla propria esperienza o a quello che hanno imparato nella propria vita – stigmatizza l’artista – Per questo motivo associano la ceramic art alla creazione di vasi e statuette o alla texture e ai colori del materiale e quando sentono parlare di grafica computerizzata visualizzano solo immagini digitali, come quelle di un videogioco sullo schermo. Così ho deciso di lavorare su questo concetto creando immagini di computer graphic con la ceramica per conferire un aspetto tattile alla nuova realtà dei nostri tempi, quella digitale».

Ecco allora che la semplicità dei colori e delle forme analogiche, dalla palla da baseball al bicchiere per caffè di Starbucks, vengono frammentati in singoli cubetti. Masuda vuole instillare nello spettatore il dubbio se siano oggetti veri o solamente elaborazioni grafiche. «Ciascun oggetto viene modellato e colorato a mano – illustra – Non uso computer nel processo di produzione: ogni singolo dettaglio dell’opera arriva da un insieme di tecnica e immaginazione».

Masuda non è certo il primo “pixel artist”: già Louise De Saint Angel realizza su pannelli arazzi con strisce di tessuto, intrecciate fra loro, che formano un motivo utilizzando proprio il principio dei pixel e in cui l’immagine astratta viene scomposta in tanti piccoli elementi (Pixel di tessuto).

Giappone, Corea del Sud e Cina normalizzano i loro rapporti diplomatici

I leader di Giappone, Corea del Sud e Cina mettono da parte le antiche ostilità e normalizzano le loro relazioni. Il primo ministro nipponico Shinzō Abe, la presidente sudcoreana Park Geun-hye e il premier cinese Li Keqiang hanno firmato un documento che sancisce la pace nella regione e promuove il libero scambio tra le loro nazioni. Il summit ha un’importanza storica perché avvia una nuova fase nelle relazioni dei tre Paesi asiatici, relazioni che hanno avuto momenti di forte tensione anche nell’ultimo periodo. D’ora in poi gli incontri trilaterali riprenderanno con regolarità allo scopo di perfezionare i protocolli d’intesa ratificati.

«Condividiamo l’idea che la cooperazione trilaterale è completamente ristabilita dopo questo vertice», si legge nel testo della dichiarazione conclusiva. Geun-hye ha evidenziato la volontà delle tre parti di ampliare la cooperazione economica «per aumentare di nuovo la crescita». Mai come ora Tokyo, Seul e Pechino hanno bisogno di sostenersi a vicenda: il Giappone è sul punto di rimanere impantanato in un’ennesima recessione tecnica, la Corea del Sud soffre molto la concorrenza dei Paesi vicini e la Cina cresce a tassi più bassi rispetto a quelli dell’ultimo quarto di secolo.

Così il documento ha stabilito che è necessario arrivare in tempi brevi ad un accordo di libero scambio. Seul e Pechino hanno già firmato pochi mesi fa un’intesa che va in questa direzione mentre il Giappone ha appena aderito al Partenariato Transpacifico, accordo che non include la Cina, e, per ora, la Corea. Tutte queste mosse dovrebbero essere finalizzate alla crescita delle rispettive economie nazionali.

È la prima volta dal 2012 che i capi di governo dei tre Paesi si incontrano. Da allora le relazioni diplomatiche si erano progressivamente deteriorate a causa della crescente tensione per le controversie territoriali e le ferite ancora aperte della Seconda Guerra Mondiale. La Repubblica Popolare e il Giappone si disputano la sovranità delle Isole Senkaku nel Mar Cinese Orientale. Il Sol Levante rivendica anche le Rocce di Liancourt, l’arcipelago di Takeshima, sotto la giurisdizione della Corea del Sud dal 1952.

Abe ha fortemente cavalcato il nazionalismo per avere la meglio nelle questioni di politica interna, il che ha rimesso in discussione i crimini commessi dal Giappone nel periodo coloniale. Fatti come il massacro di Nanjing in Cina e l’uso di donne coreane come schiave del sesso da parte dell’esercito nipponico difficilmente possono essere messi tra parentesi da Pechino e Seul. Tuttavia il documento firmato domenica ha trattato con discrezione i problemi: ivi viene semplicemente sottolineato che per fruttuose relazioni future è necessario «affrontare il passato».

Infine nel testo è presente anche un chiaro monito alla Corea del Nord. Il messaggio per il dittatore Kim Jong-un è chiaro: «Ci opponiamo a qualsiasi azione che possa causare tensioni nella penisola coreana o violare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». «Il nostro interesse è la stabilità della penisola e di mantenere il nostro obiettivo di denuclearizzazione della Corea del Nord», ha aggiunto la presidente Geun-hye, riprendendo la proposta già lanciata a settembre presso l’Assemblea Generale dell’Onu di intavolare una trattativa sul nucleare con Pyongyang sul modello Iran.

In Spagna la prima miniera europea di scandio, ittrio e lantanoidi

In Castilla – La Mancha, più precisamente nei pressi di Ciudad Real, la Quantum Minería diventerà la prima miniera di terre rare in Europa: scandio, ittrio e i lantanoidi necessari per la produzione degli iPhone e degli schermi televisivi curvi di ultima generazione.

Nei sondaggi effettuati dai geologi si è rilevato, infatti, che il sottosuolo del paese di Torre de Juan Abad è ricchissimo di neodimio, praseodimio ed europio. Saranno così estratti 20mila tonnellate di elementi all’anno. Secondo il sindaco José Luis Rivas l’industria mineraria e i conseguenti nuovi posti di lavoro potranno arrestare la fuga dei giovani da una delle regioni con la maggiore disoccupazione d’Europa verso le grandi città della Spagna.

Scoperte nel 1787 da Carl Axel Arrhenius in una cava di Ytterby le terre rare sono state utilizzate fino alla Seconda Guerra Mondiale per magneti e superconduttori e successivamente sono divenute fondamentali nelle moderne tecnologie. Negli anni ’60 Brasile e India avevano il monopolio della loro estrazione. A partire dalla metà degli anni ’80 la Cina ha intuito che sarebbero diventate il business del futuro con l’esplosione dell’informatica per tutti. Oggi il 95% della produzione mondiale di questi materiali arriva proprio dal gigante asiatico che con questa potente arma commerciale dialoga in posizione di forza con i Paesi occidentali, il Giappone e l’India.