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Il prototipo fai da te di un ingegnere tedesco che lavora a Google

Quante volte capita di vedere i personaggi di un film di fantascienza o ambientato in un futuro prossimo adoperare arnesi ultratecnologici verosimili ma non ancora in commercio! A Max Braun di continuo. Stanco di assistere a queste scene l’ingegnere tedesco di Google ha deciso così di costruirsene uno tutto da solo e durante il tempo libero.

Lo strumento in questione è uno specchio da bagno “intelligente” che proietta le informazioni visualizzabili sulla gran parte degli schermi touch di smartphone e tablet: ora, data, previsioni meteorologiche e le breaking news dell’Associated Press. I “pezzi” che Braun ha assemblato sono uno specchio a doppio senso, un monitor, una scheda di controllo comprata su eBay e una serie di componenti aggiuntivi insieme alla necessaria piattaforma software (ovviamente Android) e alla Application Programming Interface (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione) per l’espletamento dei compiti all’interno dei programmi installati.

Il prodotto è ancora work in progress: l’intenzione dell’ingegnere è di trasferire tutte le informazioni presenti nella scheda di Google Now, che si aggiornano automaticamente senza bisogno di interagire con lo specchio, e successivamente di attivarle attraverso comandi vocali.

Chi passa molto tempo nella toilette per curare il proprio aspetto prima di uscire di casa avrà una scusa per starci ancora di più e magari domandare: «Specchio, specchio delle mie brame, che tempo fa nel mio reame?». Il prototipo di specchio smart di Max Braun non è, però, il primo del suo genere: già Nordstrom ha creato Lo stylist virtuale, uno specchio interattivo che dà consigli e informazioni sui capi d’abbigliamento disponibili in un negozio.

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L’abito Versace di Jennifer Lopez ai Grammy 2000 ispirò la creazione di Google Image Search

Lo splendido abito verde a stampa tropicale con scollatura abissale di Versace sfoggiato da Jennifer Lopez ai Grammy Awards 2000 ha segnato la storia dei red carpet e non solo. Perfetto addosso al corpo della cantante e attrice fu proprio quell’abito ad ispirare agli sviluppatori di Google la creazione di Google Image Search. A svelare questa curiosità è il presidente di Google Eric Emerson Schmidt, che in un saggio illustra la dinamica della creazione della funzione di ricerca per immagini sul motore più usato al mondo.

«Le persone volevano più del testo – spiega – Ciò è diventato palese dopo i Grammy del 2000 dove Jennifer Lopez ha indossato un vestito che catturò l’attenzione del mondo. In quel momento era la chiave di ricerca più popolare che avessimo ma non eravamo sicuri al cento per cento di dare agli utenti quello che volevano, ossia J. Lo con quel vestito. Così Google Image Search era nato».

Un vestito che ha segnato la storia del costume mondiale, creato da Donatella Versace che nel 2008 fa commentò con parole stupefatte il lontano successo: «Era completamente inaspettato. Il giorno successivo Jennifer era ovunque con le persone che parlavano solo di quel vestito. È stato un momento come quello che ebbe mio fratello Gianni con il vestito di spille da balia di Elizabeth Hurley».

Una startup americana ha registrato il brevetto per una nuova forma di intrattenimento

Un paio di occhiali e un guanto tattile con cui interagire con schermi immateriali sono gli strumenti della nuovissima realtà cinematica, una innovativa forma di realtà iperrealistica recentemente brevettata da Magic Leap. Fino allo scorso ottobre della startup nata a Hollywood nel 2011 si sapeva poco, poi un investimento da 542 milioni di dollari capitanato da Google ha acceso i riflettori sulla società. La missione dell’azienda è rimasta comunque misteriosa se non per il manifesto che campeggia sul suo sito web: «È ora di riportare la magia nel mondo».

Le illustrazioni del brevetto depositato negli Stati Uniti mostrano schermi che si aprono su pareti e pavimenti o in una sorta di anello che avvolge il corpo come un hula hoop. Social network a cui accedere muovendo l’indice o toccando un braccialetto, persone che appaiono per fare yoga insieme a noi e medici che mostrano in tre dimensioni un intervento al paziente.

In sostanza viene prefigurata una realtà che può essere arricchita sovrapponendole l’immaginazione per facilitare il lavoro o intrattenere e con un business che le si può costruire tutt’attorno, dalle applicazioni per la produttività a nuove forme di pubblicità nei negozi.