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Louise De Saint Angel realizza arazzi con strisce di tessuto

La giovane artista Louise De Saint Angel ha creato dei pannelli estremamente particolari realizzati con strisce di tessuto di qualche centimetro di larghezza, intrecciate fra loro, che formano un motivo utilizzando il principio dei pixel e in cui l’immagine astratta viene scomposta in tanti piccoli elementi.

Extreme Stunt, Frondesco e Springbreak sono i titoli di alcuni di questi grandi arazzi dai toni delicati e dai disegni geometrici che grazie alla particolare materia acquistano uno spessore e una presenza notevoli. Posti tra il concetto di decorazione e quello di opera d’arte si distinguono dall’arte classica.

Nata nel 1984 De Saint Angel vive e lavora a Parigi. Nel 2006 ha partecipato ad uno stage con il designer Pucci De Rossi, che ha risvegliato il suo lato artistico attraverso un diretto rapporto tattile con oggetti e materiali. Nel 2007 si laurea e continuare ad imparare con designer industriali come Gilles Belley o Ronan e Erwan Bouroullec. Apre il suo studio, Statua, nel 2010 insieme al designer Romain Guillet. Attualmente si concentra sul tessile di autoproduzione, parte di un continuo scambio tra industria e arti creative.

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Gorgon, la mega turbina interamente realizzata da una fonderia italiana

Si chiama Gorgon la gigantesca turbina realizzata dalla più importante fonderia toscana, la Nuovo Pignone (braccio operativo di General Electric), e destinata a fornire energia alle pompe di estrazione di gas dei giacimenti della Chevron a Barrow Island, Australia.

Con i suoi 50 metri di lunghezza, 21 di larghezza, 25 di altezza e 2300 tonnellate, Gorgon sarà capace di generare 130 megawatt di energia, sufficienti ad alimentare circa 40 mila appartamenti.

«Grazie alla collaborazione di tutti possiamo dire che qui ad Avenza abbiamo la capacità di progettare e assemblare moduli industriali per Paesi con condizioni ambientali e climatiche difficili», ha dichiarato il presidente di General Electric Dan Heintzelman alla partenza della turbina dal porto di Carrara. «La Nuovo Pignone è riconosciuta nell’industria del gas per la sua efficienza ed eccellenza. Questa produzione segna una tappa importante di un percorso che mi auguro possa proseguire».

Uscita dai cantieri, la turbina ha attraversato la città di Carrara salutata da oltre 3 mila persone prima di arrivare al porto e imbarcarsi per l’Australia.

In calo le immatricolazioni alle università italiane

Basta vedere i posti vuoti…

La crisi economica continua a mordere e a farne le spese sono anche i neo dottori, che sono sempre di meno e studiano sempre più spesso nell’ateneo vicino a casa. Negli ultimi 7 anni, infatti, le immatricolazioni sono calate di oltre il 13% producendo sempre meno laureati, situazione solo in parte compensata dalla crescita dei titoli universitari.

Un trend decrescente si verifica anche per quanto riguarda gli studenti che scelgono atenei fuori sede per conseguire il proprio titolo. Nel 2010 oltre il 51% ha concluso gli studi universitari presso un’università nella propria provincia di residenza.

Cresce, invece, il numero di laureati che decide di lasciare l’Italia per lavoro, un dato che si affianca alla storica mobilità studio – lavoro lungo la direttrice Sud – Nord. Ora si emigra anche dal Nord verso università all’estero . È radicata sempre più l’idea che conseguire una laurea presso atenei stranieri possa essere considerata, all’interno del curriculum, molto più vantaggiosa ai fini lavorativi che conseguire il titolo in una università nostrana.

È l’intero sistema universitario ad essere in difficoltà e sono molti coloro che predicano una riforma degli atenei basata sulla produttività più che sulle aspettative di un futuro lavoro. Inoltre le università italiane dovrebbero fare molto più rete con le aziende, soprattutto quelle del loro bacino di utenza. In questo modo si eviterebbe di considerare gli istituti universitari come dei surrogati del lavoro e parcheggiare gli studenti fino ai 30 anni e oltre.

Il recente rapporto del consorzio AlmaLaurea delinea nel dettaglio le diverse tipologie di laureati e un quadro abbastanza affidabile dell’università italiana. I laureati prima della riforma del 2004 conseguivano il titolo a 27,8 anni contro i 26,9 dei dottori 2010. La regolarità nel concludere gli studi negli anni previsti dagli ordinamenti, che era a livelli molto ridotti anche fra i laureati preriforma nel 2004 (15 laureati su 100), si è più che raddoppiata ed è raggiunta oggi complessivamente da 39 laureati su 100 (sino al 47,5% tra i laureati di secondo livello). Molti laureati sotto i 23 anni sono iscritti alla facoltà di Ingegneria, una branca universitaria che, per le particolari tipologie e la frequente richiesta di esperti, garantisce un sicuro sbocco occupazionale.