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In Piemonte gli studenti sospesi vengono sanzionati con la partecipazione ad attività sociali

Come si fa ad evitare le “punizioni” a scuola? In Piemonte da otto anni gli studenti degli istituti superiori di secondo grado, anzichè essere sospesi per cattiva condotta, vengono “condannati” a seguire percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari quali servire i pasti ai senza fissa dimora o aiutare volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà.

Gestito dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte l’iniziativa nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio sociorelazionale e ambientale dei ragazzi a partire dal principio che un comportamento errato possa essere migliorato attraverso il coinvolgimento in un iter educativo di recupero.

L’ufficio scolastico segnala i ragazzi sottoposti a sanzione alle associazioni no profit e cooperative con cui stende una convenzione che garantisce la copertura assicurativa degli studenti, un percorso personalizzato sul profilo di ciascuno di loro e l’affiancamento di un tutor. Le attività si tengono su un arco minimo di tre mezze giornate o al mattino, in sostituzione delle lezioni, o al pomeriggio in orario extrascolastico, nel caso in cui sia obbligatoria la frequenza degli insegnamenti.

Dal 2008 ad oggi 1200 alunni hanno seguito la formazione alternativa e 80 scuole, di cui una cinquantina solo a Torino, hanno aderito al progetto. Dopo l’esperienza il 10% dei giovani non ha più lasciato il terzo settore e in alcuni casi, alla fine del ciclo scolastico, lo ha scelto per la propria professione.

Mauro Bernardi è il primo paraplegico ad essersi diplomato maestro di sci

Mauro Bernardi è a tutti gli effetti il primo in Italia ad essere diventato maestro di sci pur avendo una disabilità. «È il compimento di un sogno che avevo fin da bambino – racconta Bernardi, 36 anni, ex camionista di Albino (Bergamo), paraplegico dal 2005 – ma che era rimasto chiuso in un cassetto, prima perché era troppo costoso, poi per via dell’incidente che ha cambiato la mia vita».

Grazie all’Inail quella passione coltivata a lungo riesce a farsi strada. Durante la settimana organizzata dalla sede di Bergamo “Scio anch’io” Mauro riscopre il piacere di infilare gli sci, anzi il monosci per le persone con disabilità motorie. «Era il 2007 e in quell’occasione ho conosciuto Stefano Berlinghieri, maestro di sci e istruttore dell’Accademia di San Marino, il primo a dirmi: perché non ci provi?».

Bernardi segue il consiglio e a San Marino frequenta il corso di formazione: 900 ore di lezioni teoriche e pratiche accanto agli altri maestri ma prendendosi del tempo in più per sperimentare un nuovo modo di insegnare, «a zero cadute – spiega – perché per uno sciatore con disabilità la preoccupazione più grande è quella di farsi male e compromettere ulteriormente, solo per una giornata di sport, la propria quotidianità».

Dopo tre anni di impegno e sacrifici il diploma arriva lo scorso giugno. Peccato che valga però solo per la Repubblica di San Marino e non tra le sue amate montagne lombarde. Colpa di un regolamento regionale del 2004 che richiede specifiche certificazioni sanitarie e che di fatto esclude l’abilitazione professionale all’insegnamento per le persone disabili. Quando martedì scorso il Consiglio Regionale della Lombardia ha dato il via libera alla modifica del provvedimento, per Mauro Bernardi il sogno è finalmente uscito dal cassetto. «Ora potrò insegnare e formare altri maestri con disabilità a fare altrettanto – dice – e non sarò solo, c’è già un ragazzo che sta seguendo il mio percorso e molti che dopo questa “vittoria” prenderanno coraggio».