Posts contrassegnato dai tag ‘laghi’

Scoperto ed esplorato un nuovo tratto di 3,5 km delle Grotte di Postumia

Le Grotte di Postumia (Slovenia) sono il sistema ipogeico carsico più grande d’Europa. Conosciute da 200 anni hanno ospitato un numero incredibile di visitatori. Ma è sbagliato pensare che tutto sia già stato visto. Gli esploratori sono sempre stati convinti che le grotte, l’Abisso della Pivka, il Cavernone di Planina e la Grotta Nera fossero collegati tra loro in quanto percorsi dal medesimo fiume sotterraneo. Ma per dimostrarlo bisognava attraversare tutto il tratto. Il 20 giugno scorso i migliori speleologi sloveni hanno compiuto la complessa impresa e la straordinaria scoperta.

Dopo aver superato il difficilissimo quarto sifone le Grotte di Postumia si snodano per ulteriori 3,5 km di gallerie che si direzionano proprio verso sudovest, ovvero il Cavernone di Pianina. La ricca fauna acquatica delle caverne consta di pesci anche all’interno dei laghetti a sifone. Gli ambienti sono situati a circa 250 metri sotto la superficie e particolarmente impervi, soprattutto oltre i sifoni.

I cunicoli e le sale si aggiungono al lungo percorso già noto. Le Grotte di Postumia hanno ora una lunghezza di 24 mila 120 km e si stima che una volta esplorato il tratto finale, il quinto sifone di circa 400 metri in linea d’aria, la lunghezza complessiva si aggirerà tra i 31 e i 35 km. Quando le due grotte saranno collegate questo impressionante sistema ipogeico sarà il più grande della Slovenia e tra i più lunghi in Europa.

Annunci

6 miliardi di persone hanno a disposizione acqua di alta qualità

Giovedì scorso si è celebrata la Giornata mondiale dell’Acqua, un appuntamento costellato da notizie incoraggianti ed altre meno, diffuse nell’ambito del VI Forum mondiale dell’Acqua a Marsiglia.

Ad oggi nel mondo 800 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Il dato positivo riguarda gli Obiettivi del Millennio. Unicef e Oms hanno annunciato che per quanto riguarda l’accesso a riserve idriche sicure sono stati raggiunti. L’89% della popolazione mondiale, 6,1 miliardi di persone, ha a disposizione acqua dalla qualità sufficientemente alta da scongiurare malattie infettive e intossicazioni da contaminazione delle falde. Percentuale che nel 2015 dovrebbe attestarsi al 92%.

Il report dell’Oms e dell’UNICEF “Progress on drinking water and sanitation 2012” ci racconta anche un’altra realtà meno rosea, sul fronte dell’accesso ai servizi sanitari. Entro il 2015 raggiungeranno appena il 67% della popolazione mentre gli Obiettivi del Millennio puntavano ad una percentuale più ambiziosa, il 75%.

Sembra impossibile pensare che ci sia scarsità idrica quando il nostro pianeta è ricoperto al 71% da oceani. Lo stesso se pensiamo alle alluvioni, vere bombe d’acqua che ci tormentano ogni anno con sempre maggiore intensità. In realtà ben il 97,5% delle risorse idriche della Terra è costituito da acqua salata. Gli impianti di desalinizzazione hanno un costo elevato. Così ci ritroviamo a dipendere per lavarci, cucinare, irrigare e soddisfare la nostra sete dall’acqua dolce dei fiumi e dei laghi, che conta per lo 0,3% dell’acqua dolce totale, da ghiacciai e nevi perenni (68,9%) e dalle falde acquifere sotterranee, che coprono il restante 29,9%.

I fertilizzanti artificiali sono una delle cause dell'inquinamento da azoto

Dalla fine del XIX secolo ad oggi l’inquinamento provocato dalle attività umane ha contaminato anche gli ecosistemi più remoti della Terra. In particolare quello da azoto ha avvelenato i bacini idrici dell’emisfero boreale che si trovano a migliaia di chilometri dalla città più vicina.

A rendere noto questo fenomeno è un recente studio internazionale in cui sono stati analizzati i sedimenti di 36 laghi situati nel nord degli Stati Uniti, in Canada, Groenlandia e Norvegia.

La contaminazione, affermano gli autori, ha avuto inizio a partire dal 1895. A quella data, infatti, si fanno risalire, dalle analisi sull’azoto, i primi cambiamenti rilevanti nella composizione dei sedimenti lacustri. Negli ultimi 60 anni c’è stata un’accelerazione nella contaminazione a causa della commercializzazione di fertilizzanti artificiali a partire dal 1950.

Sofia Holmgren, una delle autrici dello studio e ricercatrice dell’Università di Lund (Svezia), spiega che la composizione delle diatomee, alghe silicee, è cambiata a causa sia della combustione dei fossili sia dell’utilizzo di fertilizzanti azotati, sempre più massiccio in agricoltura.

L’azoto viene trasportato dalle correnti d’aria e raggiunge il suolo attraverso la pioggia e la neve. In questo modo riesce a viaggiare anche per migliaia di chilometri e a raggiungere i laghi e gli ecosistemi più lontani. L’azoto è un importante nutriente per le piante ma un uso eccessivo può provocare l’inquinamento dei corsi d’acqua, smog e piogge acide.