Posts contrassegnato dai tag ‘luce’

La nuova sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si ispira alle barche da diporto

La sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si rinnova con leggerezza, trasparenza e comfort. Il nuovo volto dell’edificio si ispira alle barche da diporto interpretando in chiave architettonica la vocazione alla qualità e alla vita all’aria aperta. Disegnata a quattro mani dagli architetti Giuliano Montaldo e Sabina Volta, dello studio MeV, la nuova sede sorge in una posizione privilegiata del golfo di Genova, dove l’arte del navigare si concilia con le esigenze dei diportisti. Mestieri antichi, come quello del maestro d’ascia, convivono con strutture di progettazione e tecnologie moderne.

L’edificio consiste in un corpo a due piani a pianta rettangolare con i prospetti corti posti uno a sud e l’altro a nord. La struttura portante totalmente a vista è costituita da una sequenza modulare e regolare di colonne e travi orizzontali in profilati di acciaio. Ampie specchiature panoramiche in alluminio e vetro favoriscono il rapporto tra interno ed esterno, consentendo da un lato di beneficiare dei vantaggi della luce naturale e dall’altro un controllo continuo sulle attività del cantiere. A seconda delle condizioni di esposizione al sole le pareti vetrate sono protette da frangisole a lame orizzontali in alluminio e pannelli rivestiti sul lato esterno con doghe orizzontali in iroko.

L’alternanza di spazi pieni e vuoti, il sapiente utilizzo dei materiali (vetro, legno e acciaio in primis) e la grande ariosità dell’insieme danno vita ad un’architettura viva. Per rendere ancora più leggero il volume complessivo il piano terra è stato progettato e realizzato ad una quota lievemente rialzata rispetto al piazzale di lavoro mentre l’involucro edilizio è stato dinamizzato attraverso la creazione di ampie terrazze. Per non porre ostacoli visivi alla percezione d’insieme degli spazi e non alterare il continuo rapporto con l’esterno le divisioni interne dei locali sono state realizzate con partizioni sottili e trasparenti.

La leggerezza si rispecchia anche sugli interni, a doppia altezza e open space. La volontà di creare ambienti accoglienti che si ispirassero alla nautica ha orientato le scelte progettuali sia verso l’utilizzo dei colori del mare (bianco e blu) sia verso il legno, elemento fondamentale per il settore.

Annunci

La mostra d’arte di James Turrell si visita completamente nudi

Si chiama “Naked Tour” ed è un nuovo modo di andare a vedere le gallerie d’arte. La particolarità della mostra di James Turrell, infatti, è che l’intera visita si svolge completamente nudi. Turrell è un artista con ben 70 anni di carriera e studi inerenti luce e colore. La prima volta del “Naked Tour” fu in Giappone proprio in occasione di una mostra di Turrell, il quale sostiene che il corpo nudo assorbe e si permea di luce e colore. Visitare la mostra senza indumenti aiuta lo spettatore ad apprezzare meglio le opere.

Turrell espone lavori molto minimali completamente basati su colori e luci. La nudità aiuta a materializzare l’opera sul corpo e a sentirla vibrare: togliere gli abiti è una metafora per spogliarsi dalle inibizioni e affrontare un percorso artistico senza pregiudizi.

La mostra dal titolo “Retrospective” contiene circa 50 opere (10 installazioni luminose, ologrammi, dipinti, stampe, proiezioni e video) che aiuteranno ad esplorare il focus di Turrell sulla luce, il colore, il Sole, la Luna e gli altri corpi celesti.

Come lui stesso ammette gli uomini hanno maggiori inibizioni per quanto riguarda lo spogliarsi in pubblico. Sono in aumento, invece, le giovani donne che partecipano a questo tipo di esperienza.

Ricercatori del Politecnico di Losanna hanno fotografato il volto bifronte della luce

Per la prima volta è stato possibile fotografare il volto bifronte della luce: l’istantanea mostra la luce sia come particella sia come onda. L’esperimento avvicina alla realizzazione dei computer quantistici e si deve al gruppo di ricerca dell’École Polytechnique Fédérale di Lausanne (Svizzera).

Un impulso di luce laser è stato sparato su un nanofilo metallico, la luce sul filo ha cominciato a circolare come un’onda su due direzioni opposte fino al punto in cui le onde si sono scontrate. Dallo scontro è nata una nuova ondata che resta però sempre nella stessa zona di spazio. A questo punto è stato possibile sparare un flusso di elettroni vicino al nanofilo: urtando l’onda stazionaria gli elettroni sono stati accelerati, rallentati o deflessi.

In questo modo un microscopio ultraveloce ha fotografato la posizione in cui si è verificata la variazione di velocità visualizzando l’onda. Nello stesso tempo sono state immortalate anche le particelle: quando gli elettroni passano vicino all’onda stazionaria colpiscono le particelle della luce e queste subiscono un cambiamento di velocità che appare come uno scambio di pacchetti di energia tra elettroni e fotoni. La presenza dei pacchetti è la spia che gli elettroni hanno interagito con un’altra particella, quella della luce.