Posts contrassegnato dai tag ‘moglie’

Dopo il divorzio i giudici non stabiliscono più assegni per le donne in grado di lavorare

Dopo il divorzio breve arrivano anche le nuove linee guida della Corte di Cassazione in materia di mantenimento. I giudici tendono sempre meno a stabilire che il marito mantenga la moglie, specie se si tratta di una donna giovane e ancora abile al lavoro. Le donne che prima del divorzio erano casalinghe devono quindi essere in grado di mantenersi da sole ed essere membri attivi della società.

Questo trend è in atto da molto tempo ma mentre prima erano casi isolati adesso sono sempre di più i magistrati che non accordano alcun mantenimento. Crolla quindi il mito della donna che sta a casa mentre l’ex marito, per mantenerla, riesce a vivere a stento e spesso torna a casa dai genitori.

Se prima l’assegno di mantenimento era automatico adesso la donna deve dimostrare la propria «difficoltà economica» e la sua «impossibilità a procurarsi un reddito». Il mondo cambia, il ruolo della donna non è più quello di una volta e anche le leggi si adeguano: l’emancipazione femminile passa anche per queste cose.

Annunci

Anche i compagni dei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi sbagliata hanno diritto ad un risarcimento

In caso di diagnosi sbagliate anche il congiunto del paziente ha diritto al risarcimento per danni morali. Questa la posizione dello Sportello dei Diritti, che estende anche al compagno, al marito, alla moglie di chi è stato vittima di malasanità un risarcimento per la depressione e i problemi che una diagnosi sbagliata potrebbe aver causato nella vita di coppia.

Questo principio, ritenuto sacrosanto da parte dell’associazione, è avvalorato anche dalla sentenza 14040/13 della IIIª sezione civile della Cassazione, pubblicata martedì scorso, che fa riferimento a casi nei quali la vittima ha subito un intervento invasivo inutile dopo una diagnosi sbagliata di cancro.

La sentenza riguarda il caso di una coppia di coniugi che ha dovuto subire un calvario di questo genere dopo l’asportazione di un banale neo alla gamba del marito e un’errata diagnosi di melanoma. La biopsia aveva poi smentito la malattia ma il paziente era convinto che fosse solo una bugia per farlo morire in pace, senza preoccupazioni. L’uomo era caduto in depressione e la vita per la coppia era diventata un inferno.

Per questo motivo la Suprema Corte ha accolto le richieste dei legali della coppia, obbligando al risarcimento anche della moglie. Una sentenza molto importante per le vittime di malasanità e i loro familiari.

La navicella spaziale con cui una coppia sposata viaggerà verso Marte nel 2018

Un uomo e una donna, sposati o comunque una coppia, in una navicella spaziale diretta verso Marte. Partenza nel 2018. Sembra l’inizio di un film di fantascienza e invece è il progetto “Inspiration Mars” della Paragon Space Development Corporation, guidata da Taber McCallum e dal milionario Dennis Tito, ex ingegnere della Nasa, passato alla storia per essere stato il primo astronauta a lasciare l’atmosfera terrestre pagando un “biglietto” ai russi per un posto sulla sonda Soyuz, con la quale nel 2011 raggiunse la Stazione Spaziale Internazionale.

Una missione totalmente privata con un costo di poco inferiore al miliardo di dollari. La navicella non atterrerà sul pianeta rosso ma compirà solamente un passaggio a bassa quota per poi tornare indietro, ricorrendo a una navicella e a un razzo già esistenti. Durata del viaggio: 501 giorni.

I curricula delle coppie che ambiscono al “Marte di miele” stanno già arrivando ma gli scienziati fanno delle ipotesi su come potrebbero andare le cose fra moglie e marito. Numerose ricerche evidenziano come anche in soggetti psicologicamente sani la permanenza in luoghi chiusi e lontani dalla vista del Sole può generare sintomi clinicamente significativi, fra cui depressione, ansia, abuso di sostanze, disturbi del sonno e comportamentali che possono influire sul rapporto con i compagni di viaggio.

Pare che uno dei motivi di sollievo degli astronauti sia la visione della Terra, della “casa” alla quale si farà ritorno, ma in un viaggio verso Marte il nostro pianeta diventerebbe un puntino lontano. Ecco perché gli scienziati selezioneranno coppie che dimostrino, oltre ad un’ottima forma fisica, anche un’ottima tenuta psicologica ad una situazione di isolamento prolungato. Per evitare che dopo l’atterraggio la prima telefonata dei passeggeri venga fatta a un avvocato matrimonialista.