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Il prototipo fai da te di un ingegnere tedesco che lavora a Google

Quante volte capita di vedere i personaggi di un film di fantascienza o ambientato in un futuro prossimo adoperare arnesi ultratecnologici verosimili ma non ancora in commercio! A Max Braun di continuo. Stanco di assistere a queste scene l’ingegnere tedesco di Google ha deciso così di costruirsene uno tutto da solo e durante il tempo libero.

Lo strumento in questione è uno specchio da bagno “intelligente” che proietta le informazioni visualizzabili sulla gran parte degli schermi touch di smartphone e tablet: ora, data, previsioni meteorologiche e le breaking news dell’Associated Press. I “pezzi” che Braun ha assemblato sono uno specchio a doppio senso, un monitor, una scheda di controllo comprata su eBay e una serie di componenti aggiuntivi insieme alla necessaria piattaforma software (ovviamente Android) e alla Application Programming Interface (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione) per l’espletamento dei compiti all’interno dei programmi installati.

Il prodotto è ancora work in progress: l’intenzione dell’ingegnere è di trasferire tutte le informazioni presenti nella scheda di Google Now, che si aggiornano automaticamente senza bisogno di interagire con lo specchio, e successivamente di attivarle attraverso comandi vocali.

Chi passa molto tempo nella toilette per curare il proprio aspetto prima di uscire di casa avrà una scusa per starci ancora di più e magari domandare: «Specchio, specchio delle mie brame, che tempo fa nel mio reame?». Il prototipo di specchio smart di Max Braun non è, però, il primo del suo genere: già Nordstrom ha creato Lo stylist virtuale, uno specchio interattivo che dà consigli e informazioni sui capi d’abbigliamento disponibili in un negozio.

Bristol stampa una moneta cittadina: 1 milione di tiratura e 800 esercizi commerciali aderenti

La prima valuta complementare inglese sta per compiere tre anni ma di strada ne ha fatta parecchia. Da un paio di mesi si può usare non più solo per fare spese ma anche per pagare i tributi, in particolare la Council Tax, tassa governativa mensile. Il Bristol Pound, la valuta di Bristol, nella regione del Sud Ovest dell’Inghilterra, è in circolazione dal 2012. All’inizio la nuova moneta è stata adottata da 300 esercizi commerciali, poi, visto il successo, da un numero crescente fino agli 800 attuali. Negozi, ristoranti, centri per famiglie, palestre, un elenco esaustivo di servizi che si possono acquistare attraverso la moneta cartacea o virtuale. Sino ad oggi sono almeno 1 milione i Bristol Pounds emessi.

Inizialmente i fondatori avevano grandi progetti ma poche certezze. Sostenuti anche dalla municipalità hanno stampato tagli da 1, 2, 5, 10 e 20 e per favorire la circolazione del nuovo conio, che ha valore pari alla sterlina britannica, hanno proposto ai negozianti che aderivano di fare sconti tra il 5 e il 10% a chi pagava in valuta locale. L’obiettivo chiave è, infatti, quello di sostenere l’economia cittadina. I grandi gruppi prima non hanno aderito, poi, quando hanno chiesto di farne parte sono stati esclusi. Invece i piccoli ci hanno creduto da subito, convinti che tenere in città il proprio denaro fosse un modo per mantenerla vitale e fuori dalla crisi.

Perché il sistema funzioni è sufficiente che il conio non abbia valore al di fuori dei confini comunali. Di recente il risultato positivo del Bristol Pound ha avuto un riscontro esterno tutt’altro che banale. Good Energy, azienda che fornisce energia a case e uffici in tutto il Regno Unito, ha annunciato che sarà la prima azienda energetica al mondo ad accettare una moneta complementare. Con i Bristol Pounds che incasserà pagherà i subfornitori, che già esistono in zona o che saranno scelti in futuro su base locale.

Come ha dichiarato il sindaco George Ferguson, che riceve il suo salario nella valuta cittadina, «il Bristol Pound è la dimostrazione tangibile di come la città faccia le cose in modo differente dagli altri. L’adesione di Good Energy è una grande notizia per la valorizzazione dell’economia locale». Anche Ciaran Mundy, che dirige la Bristol Pound Community Interest Company, è soddisfatta e si aspetta che dopo Good Energy altre aziende che forniscono servizi essenziali, come acqua e gas, si adeguino a questa nuova tendenza. La sua idea sta facendo proseliti: anche ad Exeter e a Liverpool stanno progettando una moneta locale.

Per il nuovo design della moneta la compagnia ha lanciato su Internet un sondaggio e chiesto alla gente di mandare schizzi. Insomma la comunità fa la forza e da settembre avrà anche un nuovo marchio per il proprio denaro.

Una startup americana ha registrato il brevetto per una nuova forma di intrattenimento

Un paio di occhiali e un guanto tattile con cui interagire con schermi immateriali sono gli strumenti della nuovissima realtà cinematica, una innovativa forma di realtà iperrealistica recentemente brevettata da Magic Leap. Fino allo scorso ottobre della startup nata a Hollywood nel 2011 si sapeva poco, poi un investimento da 542 milioni di dollari capitanato da Google ha acceso i riflettori sulla società. La missione dell’azienda è rimasta comunque misteriosa se non per il manifesto che campeggia sul suo sito web: «È ora di riportare la magia nel mondo».

Le illustrazioni del brevetto depositato negli Stati Uniti mostrano schermi che si aprono su pareti e pavimenti o in una sorta di anello che avvolge il corpo come un hula hoop. Social network a cui accedere muovendo l’indice o toccando un braccialetto, persone che appaiono per fare yoga insieme a noi e medici che mostrano in tre dimensioni un intervento al paziente.

In sostanza viene prefigurata una realtà che può essere arricchita sovrapponendole l’immaginazione per facilitare il lavoro o intrattenere e con un business che le si può costruire tutt’attorno, dalle applicazioni per la produttività a nuove forme di pubblicità nei negozi.