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La nuova sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si ispira alle barche da diporto

La sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si rinnova con leggerezza, trasparenza e comfort. Il nuovo volto dell’edificio si ispira alle barche da diporto interpretando in chiave architettonica la vocazione alla qualità e alla vita all’aria aperta. Disegnata a quattro mani dagli architetti Giuliano Montaldo e Sabina Volta, dello studio MeV, la nuova sede sorge in una posizione privilegiata del golfo di Genova, dove l’arte del navigare si concilia con le esigenze dei diportisti. Mestieri antichi, come quello del maestro d’ascia, convivono con strutture di progettazione e tecnologie moderne.

L’edificio consiste in un corpo a due piani a pianta rettangolare con i prospetti corti posti uno a sud e l’altro a nord. La struttura portante totalmente a vista è costituita da una sequenza modulare e regolare di colonne e travi orizzontali in profilati di acciaio. Ampie specchiature panoramiche in alluminio e vetro favoriscono il rapporto tra interno ed esterno, consentendo da un lato di beneficiare dei vantaggi della luce naturale e dall’altro un controllo continuo sulle attività del cantiere. A seconda delle condizioni di esposizione al sole le pareti vetrate sono protette da frangisole a lame orizzontali in alluminio e pannelli rivestiti sul lato esterno con doghe orizzontali in iroko.

L’alternanza di spazi pieni e vuoti, il sapiente utilizzo dei materiali (vetro, legno e acciaio in primis) e la grande ariosità dell’insieme danno vita ad un’architettura viva. Per rendere ancora più leggero il volume complessivo il piano terra è stato progettato e realizzato ad una quota lievemente rialzata rispetto al piazzale di lavoro mentre l’involucro edilizio è stato dinamizzato attraverso la creazione di ampie terrazze. Per non porre ostacoli visivi alla percezione d’insieme degli spazi e non alterare il continuo rapporto con l’esterno le divisioni interne dei locali sono state realizzate con partizioni sottili e trasparenti.

La leggerezza si rispecchia anche sugli interni, a doppia altezza e open space. La volontà di creare ambienti accoglienti che si ispirassero alla nautica ha orientato le scelte progettuali sia verso l’utilizzo dei colori del mare (bianco e blu) sia verso il legno, elemento fondamentale per il settore.

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Lavorare in un ufficio anonimo e non personalizzato fa male al cervello

Un ufficio con un alto tasso di distrazione

Lavorare stanca, ma può anche fare male. Non ci stiamo riferendo agli incidenti sul lavoro ma al lavoro d’ufficio. Quegli uffici in cui le postazioni sono modulari, tutte uguali, enormi open space in cui le scrivanie sono asettiche e non personalizzate. Quegli uffici che, nati negli anni ’50, servono a risparmiare spazio. Questo tipo di uffici ammazza l’attività cerebrale.

Durante un esperimento della trasmissione televisiva “The secret life of building“, andata in onda ieri su Channel 4, il conduttore e critico d’architettura Tom Dyckhoff si è messo in testa un apparecchio che misura le onde cerebrali mentre cercava di lavorare in un ufficio del genere che abbiamo descritto. Risultato, il cervello trova un sacco di distrazioni. Secondo le statistiche la qualità della vita di un lavoratore impegnato in un ufficio open space cala del 32% e la sua produttività del 15%.

Il test è stato condotto da un neuroscienziato, che ha commentato: «Gli open space sono stati progettati con l’idea che le persone potessero muoversi e interagire liberamente per promuovere un lavoro creativo e migliorare la soluzione dei problemi. Ma non funziona così. Se si sta lavorando e c’è un telefono che suona da qualche altra parte, questo rovina la concentrazione. Anche il lavoratore non se ne accorge, il cervello si distrae. Non solo. Anche la personalizzazione degli spazi incide sulla qualità della vita dei lavoratori».

Craig Knight, psicologo dell’Exeter University, spiega il fenomeno in questi termini: «Le aziende preferiscono dare ai loro impiegati un posto di lavoro lineare, uniforme, privo di distrazioni non necessarie. Ma negli esperimenti che conduciamo si dimostra che gli impiegati sono più efficienti negli spazi che hanno allestito a loro piacimento con fotografie o piante. Se è stata data loro la possibilità di arricchire l’ufficio la loro produttività cresce e stanno decisamente meglio».

In sostanza, un ambiente stimolante e personalizzato, ma senza eccessive distrazioni, migliora le performance e fa vivere meglio. Ricordatevi di dirlo ai vostri capi al rientro dalle ferie!