Posts contrassegnato dai tag ‘pietra’

Sobrietà ed eleganza firmate Modourbano per il nuovo complesso residenziale di Milano

Si presenta essenziale e fine Procaccini 17, il nuovo complesso residenziale nel cuore di Milano, in zona Monumentale, firmato dallo studio Modourbano di Stefano Cergna, Luca Romagnoli e Marco Zuttioni. L’edificio ribalta l’approccio all’abitabilità metropolitana interagendo con l’ambiente spaziale e culturale e unendo lo Stile Milano del secondo Dopoguerra e degli anni Sessanta all’urbanistica contemporanea.

Il fabbricato riflette la disposizione dell’originale demolito con le facciate allineate alla particolare conformazione dei limiti dell’incrocio stradale, dove le due ali si incontrano formando un angolo acuto. Coerentemente con le normative urbanistiche il design è concepito per ripristinare il tessuto urbano armonizzando l’altezza dell’edificio a quella degli edifici circostanti.

I prospetti su strada applicano soluzioni tecniche specifiche come le facciate in pietra e i volumi aggettanti delle logge. L’effetto di questi ultimi interrompe il volume generando nella totalità un’immagine dinamica e contemporanea.

Quelli interni sono definiti da ampie terrazze lungo lo sviluppo del palazzo che evocano la tipica corte milanese, ovverosia balconi lungoterrazze che si affacciano sullo spazio aperto all’interno.

Annunci

Marmo e pietra italiani per l’ex cantiere navale di Baku

Margraf si occupa di espandere il design Made in Italy in tutto il mondo consolidando la sua presenza in Asia Centrale, a Baku, in Azerbaigian, grazie all’importante ristrutturazione di un ex cantiere navale risalente all’epoca sovietica in marmo e pietra italiana.

Collocato sul SeaSide Boulevard il nuovo President Jazz Club fa parte di un grande progetto di riqualificazione urbana, approvato dal presidente Ilham Aliyev, il quale ha deciso di trasformare questa zona post industriale in un International Conference Site per incontri tra rappresentati politici appartenenti a tutto il mondo. Inoltre grazie alla sua passione e sensibilità per ogni tipologia di forma artistica, con una preferenza per la musica, la struttura può ospitare anche concerti jazz.

La creazione ha visto l’utilizzo di 1500 mq di marmo e pietra naturale mentre per l’esterno è stata impiegata una pietra locale che si adatta perfettamente alle regole storico – architettoniche della città. L’interno è fatto con il Breccia Aurora, un tipo particolare di marmo dal colore beige rosato, realizzato da frammenti di roccia oniciata e posizionato a macchia aperta. Per mettere ancora più in evidenza questo materiale sono state aggiunte delle decorazioni in ebano scuro, una pietra naturale color tabacco e lucida, elemento utilizzato anche nella pavimentazione antistante ascensori.

Nata nel 1906 in provincia di Vicenza Margraf viene apprezzata in tutto il mondo per la sua eccellenza nell’estrazione del marmo e la realizzazione di prodotti ecosostenibili per l’edilizia e l’architettura.

La Ceramic House di Wang Shu

Il Pritzker Prize è il più importante premio internazionale per l’architettura, creato da Jay Pritzker nel 1979 attraverso la fondazione Hyatt, e ammonta a 100mila dollari. La cerimonia si svolge alla Casa Bianca alla presenza del presidente degli Stati Uniti.

È stata scelta l’architettura sia per il coinvolgimento personale del fondatore del premio (fondatore anche della catena alberghiera Hyatt Hotels), sia perché non inclusa tra le discipline premiate con il Premio Nobel. La procedura di selezione è simile a quella del Nobel, con le candidature e la scelta finale fatta da una giuria internazionale a votazione segreta.

Lo scopo è onorare annualmente un architetto vivente le cui opere dimostrano una combinazione di qualità di talento, visione e impegno e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all’umanità e all’ambiente costruito attraverso l’arte dell’architettura. Nell’elenco dei premiati si leggono i nomi di Renzo Piano (1998) e Jean Nouvel (2008).

L’edizione di quest’anno è andata a Wang Shu, 48enne architetto cinese che, con sua moglie Lu Wenyou, ha fondato lo studio Amateur a Hangzhou, in Cina. Un professionista che lavora prevalentemente in patria e che ama progettare e costruire secondo i principi della sostenibilità.

Questa assegnazione viene letta nell’ambiente come ulteriore riconoscimento del fatto che il Paese di Mezzo si stia imponendo nel panorama edilizio mondiale. Come dichiara lo stesso Shu «il fatto che un architetto cinese sia stato selezionato dalla giuria rappresenta la consapevolezza del ruolo che la Cina giocherà nell’architettura nel futuro e dell’importanza che lo sviluppo delle città cinesi rappresenta per questa regione e per il mondo intero».

La sua architettura apre nuovi orizzonti e allo stesso tempo ha a che fare con il contesto e la memoria. I suoi edifici hanno la capacità di evocare il passato pur senza citare direttamente la storia. Legno, pietra e, in un caso (la foto in alto), due milioni di piastrelle recuperate da case in demolizione sono i materiali che usa.

Fotogallery delle opere realizzate da Wang Shu