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Tibetani uccisi per non avere issato la bandiera cinese

La politica è fatta anche di simboli e opporsi ai simboli vuol dire opporsi alla politica. In Cina il gap che separa il significante dal significato è esiguo, tanto da sovrapporsi frequentemente. Nella contea di Driru, nella prefettura di Nagchu, in Tibet, quattro persone sono morte per essersi rifiutate di issare la bandiera cinese. Un Paese, la Cina, che in Tibet è considerato come invasore e oppressore.

Un mese fa le autorità cinesi hanno emesso un’ordinanza che obbliga i residenti ad esporre la bandiera cinese, specialmente all’inizio di ottobre quando si ricorda la nascita della Repubblica Popolare. Nonostante le pressioni delle autorità e delle forze di polizia gli abitanti si sono rifiutati di issare la bandiera e hanno iniziato a protestare. I primi scontri fra manifestanti e polizia sono avvenuti il 6 ottobre quando sono stati esplosi colpi di arma da fuoco con circa 60 ferimenti. Martedì una nuova ondata di proteste è stata contrastata con altri spari, ma stavolta a terra sono rimasti quattro tibetani: tre di loro provenienti dal villaggio di Yangthang, un altro da quello di Tinring.

In seguito alle proteste il governo cinese ha inviato migliaia di agenti e paramilitari con l’obiettivo di controllare l’area. Sono stati operati centinaia di arresti e sequestrati i telefoni cellulari.

Dal 2011 ad oggi sono 121 i tibetani (103 uomini, 19 donne e ben 24 minori di 18 anni) che si sono dati fuoco in nome della libertà del Tibet e per invocare il ritorno del Dalai Lama.

La Myriad Genetics non potrà far pagare alle donne malate il brevetto sull’isolamento di un gene naturale

Con una decisione che probabilmente entrerà nella storia della giurisprudenza la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso all’unanimità che il DNA umano naturale non può essere brevettato. La sentenza ha così bocciato la richiesta dell’azienda multinazionale di biotecnologie Myriad Genetics di brevettare la scoperta e l’isolamento di un gene che può prevedere il rischio di cancro al seno.

La sentenza rappresenta un sollievo per i ricercatori, dal momento che il brevetto ha rallentato e complicato le attività di ricerca, ma è soprattutto una vittoria per le donne che fino ad oggi dovevano sostenere costi molto elevati per sottoporsi al test genetico (e non tutte potevano disporre delle risorse di Angelina Jolie).

La Corte Suprema ha stabilito che «la Myriad non ha creato nulla. Ha isolato un gene utile e importante ma separare un gene dal suo contesto genetico non è un atto di invenzione». Detto altrimenti, non è possibile brevettare ciò che fa naturalmente parte della biosfera.