Posts contrassegnato dai tag ‘produttività’

Test a Göteborg (Svezia): operatori sanitari lavorano solo 6 ore e sono più felici e produttivi

Le persone che lavorano meno sono più produttive e rilassate: lo riprovano i risultati di due esperimenti in corso a Göteborg (Svezia) da dodici mesi in cui il personale di un ospedale e di una casa di cura presta servizio per turni di sole sei ore. Il fine della sperimentazione è ovvio: accorciare la giornata lavorativa per migliorare la relazione tra professione e vita privata.

Le scadenze devono certamente essere adempiute in un intervallo di tempo più ma non condizionano il raggiungimento dei benefici: gli operatori del nosocomio e della clinica attestano infatti che la loro vita privata è qualitativamente migliorata e nel loro impiego rendono di più. Dunque la strada è spianata all’ufficializzazione del progetto attraverso una legge ad hoc.

D’altronde Göteborg non è nuova a simili esperienze. Tredici anni fa i centri di produzione industriale Toyota hanno adottato la stessa linea che è tuttora prassi. La multinazionale giapponese ha riscontrato nel corso degli anni dipendenti più felici, un turnover basso e un rialzo degli utili societari.

Annunci

Una startup americana ha registrato il brevetto per una nuova forma di intrattenimento

Un paio di occhiali e un guanto tattile con cui interagire con schermi immateriali sono gli strumenti della nuovissima realtà cinematica, una innovativa forma di realtà iperrealistica recentemente brevettata da Magic Leap. Fino allo scorso ottobre della startup nata a Hollywood nel 2011 si sapeva poco, poi un investimento da 542 milioni di dollari capitanato da Google ha acceso i riflettori sulla società. La missione dell’azienda è rimasta comunque misteriosa se non per il manifesto che campeggia sul suo sito web: «È ora di riportare la magia nel mondo».

Le illustrazioni del brevetto depositato negli Stati Uniti mostrano schermi che si aprono su pareti e pavimenti o in una sorta di anello che avvolge il corpo come un hula hoop. Social network a cui accedere muovendo l’indice o toccando un braccialetto, persone che appaiono per fare yoga insieme a noi e medici che mostrano in tre dimensioni un intervento al paziente.

In sostanza viene prefigurata una realtà che può essere arricchita sovrapponendole l’immaginazione per facilitare il lavoro o intrattenere e con un business che le si può costruire tutt’attorno, dalle applicazioni per la produttività a nuove forme di pubblicità nei negozi.

Lavorare in un ufficio anonimo e non personalizzato fa male al cervello

Un ufficio con un alto tasso di distrazione

Lavorare stanca, ma può anche fare male. Non ci stiamo riferendo agli incidenti sul lavoro ma al lavoro d’ufficio. Quegli uffici in cui le postazioni sono modulari, tutte uguali, enormi open space in cui le scrivanie sono asettiche e non personalizzate. Quegli uffici che, nati negli anni ’50, servono a risparmiare spazio. Questo tipo di uffici ammazza l’attività cerebrale.

Durante un esperimento della trasmissione televisiva “The secret life of building“, andata in onda ieri su Channel 4, il conduttore e critico d’architettura Tom Dyckhoff si è messo in testa un apparecchio che misura le onde cerebrali mentre cercava di lavorare in un ufficio del genere che abbiamo descritto. Risultato, il cervello trova un sacco di distrazioni. Secondo le statistiche la qualità della vita di un lavoratore impegnato in un ufficio open space cala del 32% e la sua produttività del 15%.

Il test è stato condotto da un neuroscienziato, che ha commentato: «Gli open space sono stati progettati con l’idea che le persone potessero muoversi e interagire liberamente per promuovere un lavoro creativo e migliorare la soluzione dei problemi. Ma non funziona così. Se si sta lavorando e c’è un telefono che suona da qualche altra parte, questo rovina la concentrazione. Anche il lavoratore non se ne accorge, il cervello si distrae. Non solo. Anche la personalizzazione degli spazi incide sulla qualità della vita dei lavoratori».

Craig Knight, psicologo dell’Exeter University, spiega il fenomeno in questi termini: «Le aziende preferiscono dare ai loro impiegati un posto di lavoro lineare, uniforme, privo di distrazioni non necessarie. Ma negli esperimenti che conduciamo si dimostra che gli impiegati sono più efficienti negli spazi che hanno allestito a loro piacimento con fotografie o piante. Se è stata data loro la possibilità di arricchire l’ufficio la loro produttività cresce e stanno decisamente meglio».

In sostanza, un ambiente stimolante e personalizzato, ma senza eccessive distrazioni, migliora le performance e fa vivere meglio. Ricordatevi di dirlo ai vostri capi al rientro dalle ferie!