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Sobrietà ed eleganza firmate Modourbano per il nuovo complesso residenziale di Milano

Si presenta essenziale e fine Procaccini 17, il nuovo complesso residenziale nel cuore di Milano, in zona Monumentale, firmato dallo studio Modourbano di Stefano Cergna, Luca Romagnoli e Marco Zuttioni. L’edificio ribalta l’approccio all’abitabilità metropolitana interagendo con l’ambiente spaziale e culturale e unendo lo Stile Milano del secondo Dopoguerra e degli anni Sessanta all’urbanistica contemporanea.

Il fabbricato riflette la disposizione dell’originale demolito con le facciate allineate alla particolare conformazione dei limiti dell’incrocio stradale, dove le due ali si incontrano formando un angolo acuto. Coerentemente con le normative urbanistiche il design è concepito per ripristinare il tessuto urbano armonizzando l’altezza dell’edificio a quella degli edifici circostanti.

I prospetti su strada applicano soluzioni tecniche specifiche come le facciate in pietra e i volumi aggettanti delle logge. L’effetto di questi ultimi interrompe il volume generando nella totalità un’immagine dinamica e contemporanea.

Quelli interni sono definiti da ampie terrazze lungo lo sviluppo del palazzo che evocano la tipica corte milanese, ovverosia balconi lungoterrazze che si affacciano sullo spazio aperto all’interno.

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La nuova sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si ispira alle barche da diporto

La sede dei Cantieri Navali di Sestri Ponente si rinnova con leggerezza, trasparenza e comfort. Il nuovo volto dell’edificio si ispira alle barche da diporto interpretando in chiave architettonica la vocazione alla qualità e alla vita all’aria aperta. Disegnata a quattro mani dagli architetti Giuliano Montaldo e Sabina Volta, dello studio MeV, la nuova sede sorge in una posizione privilegiata del golfo di Genova, dove l’arte del navigare si concilia con le esigenze dei diportisti. Mestieri antichi, come quello del maestro d’ascia, convivono con strutture di progettazione e tecnologie moderne.

L’edificio consiste in un corpo a due piani a pianta rettangolare con i prospetti corti posti uno a sud e l’altro a nord. La struttura portante totalmente a vista è costituita da una sequenza modulare e regolare di colonne e travi orizzontali in profilati di acciaio. Ampie specchiature panoramiche in alluminio e vetro favoriscono il rapporto tra interno ed esterno, consentendo da un lato di beneficiare dei vantaggi della luce naturale e dall’altro un controllo continuo sulle attività del cantiere. A seconda delle condizioni di esposizione al sole le pareti vetrate sono protette da frangisole a lame orizzontali in alluminio e pannelli rivestiti sul lato esterno con doghe orizzontali in iroko.

L’alternanza di spazi pieni e vuoti, il sapiente utilizzo dei materiali (vetro, legno e acciaio in primis) e la grande ariosità dell’insieme danno vita ad un’architettura viva. Per rendere ancora più leggero il volume complessivo il piano terra è stato progettato e realizzato ad una quota lievemente rialzata rispetto al piazzale di lavoro mentre l’involucro edilizio è stato dinamizzato attraverso la creazione di ampie terrazze. Per non porre ostacoli visivi alla percezione d’insieme degli spazi e non alterare il continuo rapporto con l’esterno le divisioni interne dei locali sono state realizzate con partizioni sottili e trasparenti.

La leggerezza si rispecchia anche sugli interni, a doppia altezza e open space. La volontà di creare ambienti accoglienti che si ispirassero alla nautica ha orientato le scelte progettuali sia verso l’utilizzo dei colori del mare (bianco e blu) sia verso il legno, elemento fondamentale per il settore.

"La conferma della regola" di Giotto in 3D

Addentrarsi ne “La conferma della regola“, un affresco giottesco tra i più significativi delle storie francescane custodite nella Basilica di San Francesco d’Assisi, coinvolgere l’osservatore in un’esperienza multisensoriale, aumentando l’impatto emotivo della scena riprodotta. È quanto è possibile ai visitatori della mostra “I colori di Giotto“, inaugurata sabato scorso ad Assisi in occasione dell’VIII° centenario dell’approvazione della Regola di San Francesco e che proseguirà, fino al 5 settembre, presso la basilica e il Palazzo del Monte Frumentario.
Lo scopo della mostra è esporre i capolavori restaurati di Giotto e riprodurli in formato virtuale. Proprio in quest’ultimo contesto si inserisce il contributo del CNR, che ha realizzato due installazioni di realtà virtuale.

«A partire dall’impostazione prospettica di Giotto si è creato un modello 3D della scena, il più possibile corrispondente all’originale, percorribile ed esplorabile dall’utente in tempo reale», spiega Eva Pietroni del CNR, che ha curato il progetto insieme al collega Francesco Antinucci. «L’analisi dei punti di vista, delle proporzioni degli elementi inclusi nella scena e delle forme hanno costituito le linee guida per la resa volumetrica delle geometrie. La tessitura cromatica giottesca, acquisita ad altissima definizione e opportunamente scomposta, è stata impiegata invece per la mappatura cromatica (texturing) dei modelli digitali tridimensionali».

La prima installazione consiste in un grande ambiente di interazione virtuale in cui la ricostruzione 3D dell’affresco di Giotto, drammatizzata, viene proiettata su una superficie di circa 5 metri x 4. «I personaggi si animano e la scena viene raccontata durante il suo svolgimento», prosegue la ricercatrice. «Nello spazio buio antistante la proiezione il visitatore è libero di muoversi e interagisce all’interno dello spazio virtuale con il solo movimento del corpo, avendo la sensazione di entrare fisicamente nella scena. Un sistema di cattura del movimento, attraverso una videocamera a infrarossi installata sul soffitto, identifica il visitatore in quell’istante, tracciandone gli spostamenti. In tal modo l’utente diventa un vero e proprio joystick e, camminando, determina la mutazione del punto di vista della scena fino a penetrarla e a confondersi fra i personaggi di Giotto e divenendo egli stesso un attore partecipe della scena».
L’interazione avviene senza l’ausilio di interfacce tradizionali (mouse, joystick, tastiere, icone, pulsanti, finestre di dialogo, etc.) e, quindi, nel modo più naturale e semplice possibile.

«La seconda installazione, più descrittiva e interpretativa, è complementare alla prima e qui la resa tridimensionale è mirata all’indagine spaziale e prospettica dell’immagine giottesca» – dice ancora Pietroni – che appare ancora imperfetta rispetto alle regole teorizzate più di un secolo dopo».
L’applicazione si compone di due finestre principali: una con l’immagine bidimensionale di Giotto (visualizzabile “com’è” e “come era”) e una con la scena interattiva ricostruita in 3D. «Il confronto tra le due evidenzia le differenze tra la costruzione giottesca e quella prospettica corretta e rende possibile entrare nella scena, scegliendo punti di vista privilegiati, o visualizzare la prospettiva con punto di fuga centrale».
L’installazione contiene anche approfondimenti multimediali sulla prospettiva di Giotto, sull’episodio della Conferma della Regola e le fonti storiche impiegate dall’artista.