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In Piemonte gli studenti sospesi vengono sanzionati con la partecipazione ad attività sociali

Come si fa ad evitare le “punizioni” a scuola? In Piemonte da otto anni gli studenti degli istituti superiori di secondo grado, anzichè essere sospesi per cattiva condotta, vengono “condannati” a seguire percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari quali servire i pasti ai senza fissa dimora o aiutare volontari che si prendono cura dei disabili e dei bambini in difficoltà.

Gestito dal Forum Interregionale Permanente del Volontariato Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte l’iniziativa nasce con l’obiettivo di prevenire il disagio sociorelazionale e ambientale dei ragazzi a partire dal principio che un comportamento errato possa essere migliorato attraverso il coinvolgimento in un iter educativo di recupero.

L’ufficio scolastico segnala i ragazzi sottoposti a sanzione alle associazioni no profit e cooperative con cui stende una convenzione che garantisce la copertura assicurativa degli studenti, un percorso personalizzato sul profilo di ciascuno di loro e l’affiancamento di un tutor. Le attività si tengono su un arco minimo di tre mezze giornate o al mattino, in sostituzione delle lezioni, o al pomeriggio in orario extrascolastico, nel caso in cui sia obbligatoria la frequenza degli insegnamenti.

Dal 2008 ad oggi 1200 alunni hanno seguito la formazione alternativa e 80 scuole, di cui una cinquantina solo a Torino, hanno aderito al progetto. Dopo l’esperienza il 10% dei giovani non ha più lasciato il terzo settore e in alcuni casi, alla fine del ciclo scolastico, lo ha scelto per la propria professione.

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A Praga i senza fissa dimora diventano guide turistiche

Visitare Praga da una prospettiva completamente diversa: quella degli homeless che abitano le sue strade. È l’offerta turistica del progetto “Pragulic” grazie alla collaborazione diretta di alcuni senza dimora: ognuno di loro ha creato un tour prenotabile on line in base alla propria sensibilità e alle esperienze vissute.

Ad esempio Honza è un grande appassionato di libri che salva dalla spazzatura e rivende ai mercatini dell’usato e uno dei suoi tour si incentra proprio sulle librerie e i negozi di antiquariato. Ondra è, invece, un musicista e con lui si può vivere per qualche ora la vita degli artisti di strada e conoscere il più veloce chitarrista ceco, Karel. Zuzka ha un lungo passato da tossicodipendente e il suo tour mostra come funziona il mondo della droga a Praga e com’è cambiato dal periodo comunista ai giorni nostri.

Attualmente “Pragulic” si avvale di otto guide e offre anche prospettive turistiche più intense e coinvolgenti per i più curiosi e audaci: ad esempio si può condividere la vita di un senza tetto per un giorno in gruppo o da soli alla stazione ferroviaria di Praga.

Secondo gli ideatori del progetto i senza dimora hanno molto da insegnare in termini di problem solving e capacità di adattamento, per questo esiste un pacchetto specifico per manager e gruppi aziendali. Per le scuole il gioco “Prague Homeless Challenge” ha la finalità di sensibilizzare i bambini sulle difficoltà quotidiane che incontra chi è costretto a vivere in strada.

Le aziende hi-tech californiane offrono smartphone e corsi di tecnologia agli indigenti

Oggi non avere uno smartphone significa restare tagliati fuori da un mondo di possibilità. Escludere gli emarginati dalla tecnologia significa chiudere loro la porta in faccia. Così lungo la costa ovest degli Stati Uniti le grandi corporation declinano la tecnologia come strumento per la lotta alla povertà e alle differenze economiche e sociali regalando smartphone o creando applicazioni ad hoc per i senza fissa dimora.

Le realtà che si occupano di usare la tecnologia al servizio dei più poveri sono sempre di più. L’ente no profit Community Technology Alliance di San Josè (California) regala cellulari a chi non se li può permettere. In quell’area metropolitana i poveri sono almeno 7mila 600. La stessa fondazione sta lavorando al progetto Mobile4all, un cellulare che non avrebbe più costi per le chiamate.

Altri colossi tecnologici mettono il loro sapere a disposizione di chi non ha mai avuto accesso ad Internet. Twitter, Yammer e Zynga fanno corsi di social network ai senza fissa dimora californiani. Zendesk, società che costruisce software, ha realizzato LinkSF, un’app per scoprire tutti i dormitori e le mense di San Francisco, dove il 40% dei senza dimora ha un cellulare. Il merito va ai Lifeline Phones, cellulari per telefonare e mandare SMS che l’amministrazione americana ha distribuito tra le fasce meno abbienti della popolazione.

Altre realtà del no profit pagano i loro beneficiari in tecnologia. Il Downtown Streets Team dà piccoli contributi a chi si occupa di lavori socialmente utili come la pulizia delle strade. Oggi sono ripagati anche con il credito dei loro telefoni, come accade a Holly Leonard, una signora di San Josè che ha trovato una casa grazie ad un’inserzione trovata sul web proprio via cellulare.