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Scoperto ed esplorato un nuovo tratto di 3,5 km delle Grotte di Postumia

Le Grotte di Postumia (Slovenia) sono il sistema ipogeico carsico più grande d’Europa. Conosciute da 200 anni hanno ospitato un numero incredibile di visitatori. Ma è sbagliato pensare che tutto sia già stato visto. Gli esploratori sono sempre stati convinti che le grotte, l’Abisso della Pivka, il Cavernone di Planina e la Grotta Nera fossero collegati tra loro in quanto percorsi dal medesimo fiume sotterraneo. Ma per dimostrarlo bisognava attraversare tutto il tratto. Il 20 giugno scorso i migliori speleologi sloveni hanno compiuto la complessa impresa e la straordinaria scoperta.

Dopo aver superato il difficilissimo quarto sifone le Grotte di Postumia si snodano per ulteriori 3,5 km di gallerie che si direzionano proprio verso sudovest, ovvero il Cavernone di Pianina. La ricca fauna acquatica delle caverne consta di pesci anche all’interno dei laghetti a sifone. Gli ambienti sono situati a circa 250 metri sotto la superficie e particolarmente impervi, soprattutto oltre i sifoni.

I cunicoli e le sale si aggiungono al lungo percorso già noto. Le Grotte di Postumia hanno ora una lunghezza di 24 mila 120 km e si stima che una volta esplorato il tratto finale, il quinto sifone di circa 400 metri in linea d’aria, la lunghezza complessiva si aggirerà tra i 31 e i 35 km. Quando le due grotte saranno collegate questo impressionante sistema ipogeico sarà il più grande della Slovenia e tra i più lunghi in Europa.

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Una galleria del 1683, percorribile e finora sconosciuta, al Priamar di Savona

La galleria scoperta dagli speleologi al Priamar di Savona

Alcuni lavori di manutenzione delle strade hanno portato alla luce a Savona un breve tratto di un’antica galleria della Fortezza del Priamar, alta oltre 2 metri e larga 120 cm, con la superficie interna della volta solo 90 cm sotto il livello strada. Il pavimento e le pareti laterali sono ancora conservati per un metro d’altezza, come appurato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. Nemmeno gli esperti che da anni conducono studi e ricerche sulla fortezza speravano in un perfetto grado di conservazione.

La galleria è lunga oltre 300 metri, tutta percorribile, e fa parte della galleria di contromina della fortezza, che si sviluppava sotto gli spalti lungo l’intero perimetro al di là del fossato esterno.

La galleria di contromina, costruita nel 1683 (nell’ambito del potenziamento seicentesco del Priamar), aveva lo scopo di monitorare e contrastare lo scavo di gallerie da parte di minatori nemici, in caso di assedio. Gli aggressori avrebbero cercato di scavare gallerie sotterranee per raggiungere le mura e collocarvi mine esplosive per aprirvi una breccia. I difensori, invece, uditi dall’interno della galleria di contromina i rumori dei lavori di scavo del nemico, avrebbero a loro volta scavato una galleria più bassa, per arrivare sotto o a lato di quella nemica e a loro volta collocare esplosivi per far saltare in aria la galleria di mina e i nemici. La tipica guerra di mina e contromina, che dal XVII secolo continuò ad essere attuata fino alla Prima Guerra Mondiale.

Il tratto più lungo è costituito dalla galleria magistrale, dalla quale si dipartono 3 gallerie capitali (perpendicolari rispetto alla principale) che sbucavano nel fossato della fortezza, oggi interrato. Il percorso sotterraneo è molto suggestivo, con anse e curve, e segue le punte delle fortificazioni esterne del Rivellino Santa Barbara e della Controcroce (le cui strutture sono ancora oggi parzialmente conservate). Dalla galleria magistrale si sviluppano verso l’esterno (in direzione opposta alla fortezza) gallerie minori, più basse, che conducono ai fornelli da mina, piccoli ambienti voltati a semisfera (come un forno) e predisposti ad ospitare mine contro gli scavi del nemico.

La galleria ospita anche la condotta di un ruscello sotterraneo, che drena l’acqua corrente in direzione del torrente Letimbro.

La galleria di contromina sarà oggetto di un progetto di recupero che la Consulta Culturale e il Gruppo Speleologico stanno predisponendo con il Comune per permettere in futuro visite guidate aperte al pubblico.