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Hamas ritira la messa al bando dei quotidiani nella Striscia di Gaza

Nella Striscia di Gaza torna la libertà di informazione dei cittadini arabi ed ebrei palestinesi: Al-Quds, il principale quotidiano palestinese stampato e distribuito in Cisgiordania, ha ripreso la sua attività editoriale cartacea ieri mattina. «Al-Quds è tornato!», annuncia lo strillone Nabil Baker, palestinese di 42 anni. In questo angolo di mondo i giornali rappresentano l’unico baluardo di informazione per la maggior parte della popolazione, che spesso, come nei territori palestinesi, non ha accesso al web e alle notizie on line.

Era l’estate del 2008 quando il partito islamista Hamas mise al bando qualsiasi organo di informazione che non fosse allineato, in particolare i quotidiani Al-Ayyam e Al-Hayat al-Jadida, foglio ufficiale dell’Autorità Nazionale Palestinese, la quale a sua volta chiuse i giornali al-Risalah, Palestine e al-Istilal, stampati a Gaza. Pur avendo continuato la propria attività televisiva e on line, anche Al-Quds si è trovato costretto a chiudere i battenti. Una grave perdita per la libertà di informazione dei palestinesi. L’uscita del giornale venne vietata da Hamas, alla guida della Striscia, nel bel mezzo delle tensioni con al-Fatah, che governa invece la Cisgiordania.

Ihab al-Ghussein, portavoce del governo di Hamas a Gaza, ha confermato all’agenzia di stampa palestinese Ma’an che il quotidiano al-Quds tornerà ad essere distribuito nella Striscia. La notizia è stata accolta con gioia dai lettori arabo – palestinesi ed è uno dei primi effetti dell’accordo di riconciliazione raggiunto il 23 aprile tra Hamas e al-Fatah al Cairo e a Doha, che ha messo fine a 7 anni di ostilità fratricida.

Le autorità palestinesi sembrano essersi accorte che l’unità nazionale passa anche dalla libertà di informazione, grazie alla quale i cittadini possono formare le proprie opinioni basandole sul pluralismo dell’informazione, da quasi un decennio schiacciato unicamente su due sole posizioni in antitesi tra loro e con qualsivoglia posizione israeliana.

Secondo Giuseppe Di Piazza i giornali di carta esisteranno finchè avranno lettori

«L’informazione stampata esisterà finchè ci saranno lettori cresciuti con i giornali». Con questa convinzione ha esordito Giuseppe Di Piazza, editorialista e responsabile delle nuove iniziative del Corriere della Sera e docente al Master in giornalismo presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, al convegno “Il futuro dei giornali di carta – Siamo davvero alle ultime copie?” che si è tenuto martedì alla Cappella Sistina di Savona. «Certo – precisa – saranno sempre meno diffusi. Il declino della carta stampata è planetario, non è un problema solo italiano, ed è dovuto a fattori quali la crescita dei canali all news e l’emergere dell’informazione digitale. Ad esempio l’Italia è il Paese con il più alto numero di periodici, ha inventato il genere, ma le vendite dal 1985 ad oggi sono calate della metà.

Non è, però, un danno per i giornalisti, che, anzi, non hanno mai avuto in passato tanti lettori quanti ne abbiano oggi. Il nostro lavoro è sempre molto valorizzato mentre lo sono poco i mezzi attraverso cui si esprime. Innanzitutto i giornali, per ragioni storiche e sociali, e poi per il fatto che l’informazione digitale gratuita ha in qualche modo viziato i lettori, in primis i giovani, che prendono le notizie dai siti web dei grandi giornali.

Un terzo dei proventi dei grandi quotidiani internazionali, come il Corriere della Sera, il Times di Londra, il New York Times o il Washington Post, arriva da Internet, dalle loro edizioni on line. Uno scenario sempre più digitale che sta tagliando fuori le generazioni più anziane ma ci vorrà ancora molto tempo perchè i giornali diventino solo digitali.

La carta stampata sopravvive dove è essenziale, ossia nelle piccole comunità, perchè è il mezzo con cui si comunicano le notizie che riguardano la cittadinanza, i suoi valori e le sue passioni. Più la stampa è locale e si occupa degli interessi delle persone, anche quelli più banali come la chiusura al traffico di certe strade cittadine, più è indispensabile, al contrario più è generale e astratta meno è importante.

Quando navighiamo in Internet troviamo di tutto. Come ci regoliamo? A cosa crediamo? Ciò che mi dà fiducia è il marchio, la testata sotto cui leggo la notizia. Se voglio sapere quando e dove il tal attore è in tournée, se lo leggo su Corriere.it mi fido, se lo leggo sul blog di uno sconosciuto che scrive mercoledì o giovedì e sbaglia l’orario mi fido meno. L’informazione precisa la trovo sotto grandi testate che mi garantiscono la qualità dell’informazione. Qualità dell’informazione significa investire e le edizioni on line dei giornali costano, però è un buon investimento.

I giornali di carta sono luogo di riflessione, approfondimento e opinione, elementi che spesso Internet non può dare proprio per la sua velocità. Se voglio essere ben informato su un fatto che accade sul momento vado su Internet e mi faccio un’idea. Sono due mezzi diversi, l’importante è riconoscere valore a entrambi

Solar Kindle, la custodia solare per e-book

Che il futuro dell’editoria sia rappresentato in parte anche dall’e-book sono in tanti a pensarlo. Allo stesso tempo, però, sono altrettanto numerosi coloro che ritengono che il libro elettronico non sia una grande innovazione dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Infatti, se il problema della stampa tradizionale è rappresentato dal fatto che si utilizzi la carta prodotta dal taglio di alberi, con l’utilizzo dell’e-book si avrebbe a che fare con un altro problema ovvero quello di una tecnologia che per funzionare ha bisogno di elettricità la quale, come ben sappiamo, viene generata per lo più da combustibili fossili.

In considerazione di ciò vogliamo quindi parlarvi di un’interessante novità che potrebbe rappresentare una soluzione al consumo di energia non rinnovabile. A proporla è l’azienda taiwanese SolarFocus e si tratta di una custodia solare per e-book reader. La particolarità sta nel fatto che, attraverso questo supporto dotato di un piccolo pannello solare fotovoltaico, è possibile, con un’ora di esposizione diretta al Sole, ricaricare la batteria garantendo un’autonomia di 3 giorni di lettura.

La custodia di SolarFocus è inoltre dotata di una luce a LED che raggiunge gli 800 lux al centro del libro e che garantisce l’illuminazione anche in assenza di luce naturale.

In verità la tecnologia nasce per ovviare a situazioni di emergenza, quando cioè non è possibile disporre di un collegamento di corrente. In effetti, però, considerata la versatilità del prodotto e la durata della batteria, nulla ci vieta di pensare che questa custodia possa tranquillamente essere utilizzata come sistema di ricarica principale.

I costi? Niente paura, la cifra non è esorbitante: infatti con poco più di 60 euro Solar Kindle può essere vostro.